BIOGRAFIA

    

In questa foto, del 1891, sono ritratti Filippo Mastriani avente in braccio il figlio Emilio.

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  Filippo Mastriani nacque a Napoli il 16 Novembre del 1848 da Francesco e Concetta Mastriani. Fu l’unico a sopravvivere al padre, dal momento che i fratelli Adolfo, Sofia e Edmondo scomparvero prematuramente, come lui stesso scrive nei Cenni sulla vita e sugli scritti di Francesco Mastriani. Adolfo morì nel 1857 a soli tre anni e a lui Francesco Mastriani dedicò il romanzo intitolato Angiolina; Sofia morì di meningite a trentadue anni nel 1878; Edmondo, il fratello minore, fu guardia doganale e morì nel 1875 a causa di una febbre. Filippo invece convolò a nozze ben due volte ed ebbe sei figli: Sofia, Bianca, che morì nel primo anno di vita, Marta, Adolfo-Gaetano ed Emilio.

   Seguendo le orme del padre, anche Filippo fu scrittore. Oltre ai Cenni, pubblicò le seguenti opere: Diritto al lavoro. Scherzo-parodia in un atto, Napoli, S. De Angelis, 1877; Un fatale errore. Racconto, Napoli, Tip. Gargiulo, 1896; Vostra figlia e libera ovvero i giuochi di prestigio, Napoli, Luigi D’Angelilli, 1892 e La vita di Gesù Cristo di Antonio Cesari, volgarizzata da Filippo Mastriani (Napoli; Gennaro Monte, 1912).

   Vantava buone competenze linguistiche, grazie alle quali realizzò la traduzione dal tedesco di Elisabeth Werner, Un eroe della penna (Napoli, S. Romano, 1910) e la traduzione dall’inglese di alcune delle celebri avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, I banditi del Gloria Scott e Lo scritto rosso (Napoli, Romano, 1911). Infine, una locandina del Teatro San Ferdinando di Napoli del 1893 dimostra la rappresentazione di un suo dramma popolare in un prologo e cinque atti Un delitto in via Lavinajo, da parte della Compagnia di Federico Stella e Antonio Allegretti. A queste opere, elencate nel Catalogo del Servizio Nazionale delle Biblioteche, va aggiunta, come ha dimostrato C. A. Addesso, una serie di romanzi pubblicati presso vari editori e intestati a «F. Mastriani»: Amore e vendetta, Napoli, D’Angelilli, 1982; Un bacio di sangue, Napoli, D’Angelilli, 1904; Suor Angelica, Napoli, D’Angelilli, 1907; Amori e delitti dei briganti Cipriano e Giona La Gala, Napoli, Villani, 1907; Tragedia d’amore, D’Angelilli, Napoli, 1908; La geisha Una casa da the, Napoli, D’Angelilli, 1909 e Il brigante Pilone, Napoli, Nobile, 1912. Resta infine da menzionare il romanzo che erroneamente fu attribuito al padre Francesco, poiché, come i succitati, reca sul frontespizio «F. Mastriani»: Un camorrista di 15 anni. Romanzo storico sociale sulle classi criminali in Napoli, Napoli, L. D’Angelilli, 1909.

   Sia durante la vita che dopo la morte di Francesco Mastriani, molti furono gli editori e gli stampatori napoletani che approfittarono della sua fama per pubblicare capitoli di ipotetici romanzi, come fossero inediti, e romanzi di suo nipote Federico e di suo figlio Filippo, poiché l’iniziale del nome ben si prestava all’equivoco «F.».

   Un’attenta lettura dei romanzi citati consente però di attribuirli a Filippo Mastriani, poiché vi sono menzionate opere o invenzioni edite solo dopo la morte di Mastriani padre. In più, in alcuni tratti dei suoi romanzi, Filippo rimanda chiaramente ai romanzi del padre. In ogni caso, uno studio approfondito su Filippo Mastriani autore, oscurato dalla fama del padre, è ancora da compiere.

   «Sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia» del 15 dicembre 1915 si cita un Filippo Mastriani ufficiale dell’Amministrazione e investito della nomina di Cavaliere su proposta del Ministro delle Finanze. È probabile che si tratti proprio del nostro Filippo, poiché nei Cenni parla in modo generico di un impegno e di un lavoro d’ufficio.

   Il quadernetto autografo intitolato I Mastriani, conservato nella sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli, dono di suo figlio Emilio Mastriani, fissa la scomparsa di Filippo al 9 Marzo 1919.