COMMENTO

    Più che un romanzo, Acaja la si può definire un racconto, dalla trama abbastanza semplice, e dove la protagonista è vittima di un amore infelice non corrisposto.

   Nessun riferimento storico, ma vengono citati alcuni letterati; a pag.45 cita una frase di Victor Hugo (Besancon 1802 – Parigi 1885), in francese, senza darne la traduzione: Helàs! Que fait l’homme ici-bas? Un peu de bruit dans beaucoup d’ombre. Questa frase che vuol dire Aimè! Cosa fa l’uomo qui in basso? Un po’ di rumore in una grande ombra, è tratta dal libro di poesie dello scrittore francese Les rayon set les ombres. La poesia in oggetto è A mademoiselle Fanny De P. A pag.31 consiglia la lettura degli Esercizi di pietà di padre Giovanni Croiset (Marsiglia 1656 – Avignone 1738); mentre a pag.13 è riportata una poesia La Corona di rose e la crocetta, della poetessa Giovannina Papa, (Napoli 1830-1864) tratta dal suo libro Le frondi sparte.

   Poche le tematiche. Anche in questo racconto ci troviamo la repulsione di Mastriani verso il suicidio, a pag,44 leggiamo: perché i suoi sentimenti religiosi e morali gli hanno fatto sempre aborrire il suicidio, che d’altra parte, ei considera come una viltà; e dice sovente che un uomo il quale tronca violentemente i suoi giorni non è dissimile da un soldato che abbandona per codardia le file della sua compagnia, mentre si trova al cospetto del nemico.

   Una breve digressione a pag.15 sull’uomo ammogliato, che per una donna un uomo che ha giurato il patto di eterna fedeltà ad una donna, cessa di esser uomo e diventa una macchina a cui si dà la corda per farlo muovere. Un uomo ammogliato, non sì tosto ha pronunziato il solenne sì, perde tutte le buone qualità fisiche e morali che aveva quando era celibe, e rappresenta agli occhi delle mogli una nullità.

   A pag.5 ci troviamo invece un pensiero molto profondo: Parlar molto e bene, è qualità dell’uomo di spirito; parlar poco e bene, è il carattere del saggio; parlar molto e male è il vizio del vanaglorioso; parlar poco e male, è il difetto dello sciocco.

   Mentre a pag.9 non è abbastanza duro il suo pensiero sul suo simile: Nove decimi del genere umano sono esseri comuni e plateali, ciascun dei quali non lascia altra orma del suo passaggio sulla terra che una cifra in più sui registri dello stato civile.