COMMENTO

   Romanzo tra i meno esaltanti. Va notata un’occasionale presenza del lato comico, che comunque non sempre funziona bene: Ma, innanzi di occuparci della nostra cara Faustina […] vogliamo sbrigarci con quel poco di comico che può avere il nostro racconto, il quale si avvicina alla triste catasrofe. Il lato comico di questo racconto, come di leggieri si comprende, è lo sposino Ignazio Pasicci. [1]

   La storia si svolge a Napoli tra il dicembre 1852 e il gennaio 1853, sotto il regno di Ferdinando II di Borbone, principalmente in via Chiatamone, dove ha sede la casa Commerciale di Edmondo Folquier, e dove lavora Aurelio Lamberti, innamorato corrisposto della figlia di Foulquier. Ci sono anche dei riferimenti di fatti accaduti a Parigi, Bruxelles e Lione.

   L’amore dei due giovani è contrastato dal belga che sacrifica la figlia concedendone la mano ad un usuraio vecchio e brutto, e suo creditore.

   È forse uno dei romanzi meno lineari e lucidi nella caratterizzazione psicologica dei personaggi, che infatti sono presentati in maniera diversa in momenti diversi del romanzo. Per esempio Stefania, l’istitutrice di Faustina, a tutta prima appare un personaggio negativo, poi positivo, poi di nuovo negativo. La stessa cosa si può dire per i due Edmondo, padre e figlio. Infine, sempre in rapporto ai personaggi, e in particolare dell’episodio finale dell’omicidio della martire Faustina, le spiegazioni psicologiche non sembrano del tutto convincenti.

   Anche in questo romanzo solita tematica di Mastriani sulla ricchezza: se gli uomini non si amano tra loro come Dio comanda, sai tu qual n’è la causa? La causa n’è questo mostro infernale che domandasi denaro. La disproporzione delle ricchezze pose tra gli uomini la funesta barriera che li divide, li segrega in due campi nemici, gittando nell’una parte, ne’ricchi, il dispotismo, l’ambizione, la tirannia, il disprezzo degli uomini e nell’altra, me’ poveri, l’abbiezione, il servaggio, la gelosia, l’odio pel ricco. [2]

   Il denaro ha questo di orribile, che impone rispetto e soggezione alle moltitudini ignoranti e dappoco. Quegli che ha prestato denaro si crede sempre superiore a quello che ebbe di lui bisogno. L’ingegno, la verità, il sapere del debitore spariscono al cospetto del creditore, che crederà possedere facoltà superiori. L’abilità di diventar ricco per qualsivoglia modo è tenuta nel mondo come un genio invidiabile. [3]

   Un poeta che Francesco Mastriani ha particolarmente stimato è stato Saverio Costantino Amato, e in questo romanzo sono riportati del bellissimi versi di una sua poesia, che ricordavano al protagonista Aurelio Lamberti le tombe de’muti fratelli, che spirarono l’estremo fiato tra le braccia della madre, il cui bacio rendea felice anche la morteMa tristo chi muore su letto straniero, E manda alla madre l’estremo pensiero!

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[1] Francesco Mastriani, Una martire, Napoli, Luigi Gargiulo, 1868, vol. V. cap. XXII. «La macchia nera», pp. 18-19.

[2] Ivi, vol. I. cap. III. «Notturno colloquio», pp. 63-64

[3] Ivi, vol. II. cap.VIII. «Una proposta incredibile», pp. 92-93.