FATTI DIVERSI. 5 MAGGIO 1867

  ROSSINI

   Togliamo dalle Lettere parigine della Perseveranza:

   Rossini non lascia passare nulla die sine linea: egli scrive sempre, specialmente la musica da chiesa e da camera.

   Ultimamente udii una nuova composizione intitolata: Il bambino smarrito, che Rossini chiama con altro nome, Il Lorenzetto. È una poesia romana, che racconta la storia di un trovatello, e che Rossini espresse con una eloquenza tale di note da meravigliare. L’ha eseguita un sabato sera il tenore Gardoni, del teatro italiano, con accento squisitissimo, e se ne volle la replica. E tutti questi gioielli sono rinchiusi in uno stipo la cui chiave è nelle mani della signora Rossini, che non vi lascia penetrare occhio profano.

   È veramente deplorabile che la pubblicazione di queste opere debba essere postuma! Rossini ebbe, in questi giorni, un dono singolare da Don Pedro, Imperatore del Brasile; cioè, una grande scatola piena di caffè prelibato. La scatola è preziosissima, contesta di tutt’i legni che offre la lussureggiante natura del Brasile. Don Pedro inviò al maestro con una lettera scritta in buon italiano, nella quale gli dice, che, come preferisce la musica di Rossini a tutte le altre, così beve a preferenza quel caffè sceltissimo, e che sarebbe felice se l’illustre maestro bevesse del medesimo caffè, che libano quotidianamente le sue labbra imperiali.

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PARTO FENOMENALE

   Si legge nel Dinunnais:

   Domenica scorsa madama J. commerciante di spezierie nel borgo d’Evran ha messo al mondo due bambini di cui non si saprebbe determinare il sesso, ma che per la loro fusione rappresentano un fenomeno rarissimo.

   I due piccoli esseri, moniti di tutti i loro membri, erano attaccati in modo da non avere che un addome comune, con un solo ombelico ed una sola apertura anale e le due teste si trovavano  a ciascuna delle due estremità del corpo.

   Le due vite erano così distinte che durante il sonno di uno dei bambini l’altro beveva o piangeva. Hanno vissuto cinque giorni e sono morti a pochi minuto d’intervallo, il primo è spirato dolcemente, e l’altro non ha fatto che piangere dal momento che il fratello gli era morto e sembrava soffrire dei dolori acuti. Si sono fatte delle interessanti osservazioni sul bizzarro fenomeno. I bambini vennero fotografati in tutte le posizioni ed in presenza di varii medici.

                 FRANCESCO MASTRIANI