Il Conte di Castelmoresco

        

                                       Queste edizioni sono in possesso degli eredi Mastriani.

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Questa nota è tratta dal  Vol. IV.  del romanzo

 Matteo l’idiota – Napoli, T.Guerrero, 1857.

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Altro titolo: Armando Asmodeo da Voltierra.

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Fu pubblicato in appendice su:

La Rondinella, I, nn. 1-10, 12, 13, 15, 17, 20-25, 27, 29, 31, 32, 34, 36, 38, 39-43, 46-49, 51, 52, 54-58, 60, 62-64, 68, 70, 73, 74 ( 7 marzo – 28 novembre 1855).

Roma, 22 maggio – 7 agosto 1880 ( col titolo Armando-Asmodeo di Voltierra).

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Altre edizioni in volume:

– Genova, senza editore, 1855, 3 volumi. Questa edizione, segnalata nel Catalogo generale della libreria italiana da A.pagliani e in C.L.I.O., probabilmente è da attribuire all’editore Dario Giuseppe Rossi, ma non trova alcun riscontro nel Servizio Bibliotecario Nazionale.

– Napoli, Giosuè Rondinella, 1865, 2 volumi ( seconda edizione).

– Napoli, Stamperia Governativa, 1881 ( col titolo di Il conte di Castelmoresco Armando Asmodeo di Voltierra), ( edizione riveduta e corretta dall’autore).

– Napoli, Stamperia Governativa (Casa Editrice Gennaro Salvati), 1883.

– Napoli, Stabilimento Tipografico Gennaro Salvati, 2 volumi, senza anno, forse dopo il 1892.

– Firenze, Adriano Salvati, 1914 ( Biblioteca economica).

SCHEDA DEL ROMANZO

   La presente scheda è stata realizzata prendendo come riferimento l’edizione: Napoli Stamperia Governativa (Casa Editrice Gennaro Salvati), 1883. Volume unico di misura 9 X 14,5 in 32°

I TEMPI

   Gli avvenimenti del romanzo iniziano nel 1816, a Castellammare di Stabia e dintorni, continuano tra il 1826 e il 1851 tra Castellammare e Napoli; ma la quasi totalità degli eventi narrati si riferisce all’anno 1828.

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INDICE

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.PERSONAGGI

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VOCABOLI DESUETI

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TRAMA

   Agar, figlia del generoso Lorenzo del Giglio, ricco proprietario di Castellammare, è sedotta e abbandonata dal figlio adottivo di Lorenzo, il perfido Luigi Montero. Agar rimane incinta, ma consapevole di aver disonorato il padre, si sgrava e di notte fugge col bambino. Nel corso del suo vagare subisce un incidente ed è creduta morta. Il piccolo viene raccolto da una contadina e affidato all’Annnunziata, l’ospizio dei trovatelli. Qui lo preleva il dottor Pierucci, amico del conte Armando Asmodeo, conte di Castelmoresco. Quest’ultimo è stato diseredato dal severo e ottuso genitore, il quale aveva disposto nel testamento che il primogenito Armando potesse beneficiare dell’usufrutto dei beni di famiglia soltanto se avesse avuto un figlio. Eugenia, la moglie di Armando dopo vari anni di matrimonio si rivela sterile per cui con l’aiuto complice del dottor Pierucci, si finge una gravidanza il cui frutto sarà appunto il piccolo Gabriele, ribattezzato Errico di Castelmoresco. Agar, rimasta sola, è in cerca di lavoro e per fortuite coincidenze lo trova, come governante nella casa del conte di Castelomoresco. Viene assunta come governante del piccolo Errico che immediatamente riconosce come proprio figlio. Tace la cosa per il bene del bimbo e dei suoi benefattori, cioè il conte ed Eugenia ai quali subito si è affezionata, questi ricambiano di cuore, anzi Armando si innamora di Agar, che però non corrisponde. Eugenia, santa donna, scopre i sentimenti del marito, ma non reagisce. La situazione si complica quando Luigi Montero, cui Agar è rimasta tuttavia fedele. giunge di notte nella sua stanza e le promette per un futuro di felicità di sposarla, e di buttarsi in seguito con lei ai piedi del padre e chiedere perdono. Ma mentre dice queste cose mette del veleno nella medicina del bambino, Agar non gli dice che il bambino che dorme  lì accanto è  il loro figlio. Irrompe nella stanza Armando che chiede spiegazioni. Agar dichiara che Luigi è un medico valente che lei ha chiamato per visitare il bambino ammalato. Luigi fa credere che il bambino sta male e subito si allontana. Per merito del dottor Pierucci il bambino viene salvato. Intanto Lorenzo del Giglio a Castellammare è impazzito. Luigi Montero è scovato da Andrea, fedele servo di Lorenzo nel castello di Giovanni, perfido fratello di Admodeo. In quel castello era giunto Luigi Montero ed aveva offerto per denaro i suoi servizi: avrebbe avvelenato il piccolo erede, figlio di Armando per fa sì che tutta l’eredità cadesse nelle mani di Giovanni. Luigi Montero torna nel palazzo di Armando di Castelomoresco. Tenta di uccidere strangolandolo il piccolo Errico, ma invece è lui stesso ad essere ucciso dal conte. Lorenzo intanto a Castellammare rinsavisce. Matilde si fa ambasciatrice della volontà paterna di riabbracciare Agar. Eugenia, colpita da un male incurabile, muore benedicendo le future nozze del marito con Agar. Anche Matilde alla fine si posa ed è felice al pari della sorella e del buon Lorenzo del Giglio.

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COMMENTO

   Questo romanzo, il cui intreccio narrativo è notevole, fu scritto da Mastriani nel 1855, cioè ancora sotto la censura borbonica per cui non sono ancora presenti i segni dello spirito democratico e populistico presenti nei romanzi successivi all’unificazione dell’Italia. Notevole anche l’impegno nel delineare il carattere psicologico dei personaggi.

I protagonisti  sono quasi tutti ricchi e nobili, e l’autore non manca in questo romanzo di lanciare il suo anatema contro il Dio dell’attuale società, il denaro contro cui nulla vale l’ingegno, la nobiltà della nascita, le più eminenti qualità fisiche e morali – leggiamo a pag.86 del cap.III. (Un uomo esatto) lo stesso pensiero lo troviamo a pag.124 del cap.II (Le opinioni di Armando Asmodeo): Un solo è il despota dell’attuale società: il Denaro! – e soggiunge: Si è predicato contro la schiavitù, contro il vassallaggio: si è detto: Non vogliamo che il genere umano sia diviso in due classi, servi e padroni; e intanto la proprietà impone la sua crudel tirannia su i proletari, Il personaggio principale, Armando Asmodeo conte di Castelmoresco, è un uomo ambiguo e contradditorio. È presentato come persona colta ed intelligente, bello di persona, coraggioso; è lettore di Byron e allievo del filosofo Pasquale Galluppi, ed anche scrittore di successo (autore di un apprezzato romanzo filosofico La stella nera); ma è anche descritto come un dissipatore di lussi frivoli  e decadenti, per cui diventa vittima di usurai, e non esita ad usare violenza nei confronti di uno di questi, per non pagare un debito.  Si innamora della governante e si dichiara indegno della moglie quando questa è in punto di morte.