Il materialista ovvero I misteri della scienza

 

…………………..Questa edizione è in possesso degli eredi Mastriani

 

  Questo romanzo non è stato mai pubblicato in appendice su alcun giornale.

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Altre edizioni in volume:

– Napoli, Giosuè Rondinella, 1862, 3 volumi; 1863, 3 volumi; 1876, 3 volumi.

– Napoli, Stabilimento Tipografico Gennaro Salvati, senza anno, forse 1896;  Napoli, Tip. G.Salvati, 1910.

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SCHEDA DEL ROMANZO

 La presente scheda è stata realizzata prendendo come riferimento l’edizione: Napoli, Giosuè Rondinella Editore, 1876, in tre volumi, di misura 10 x 12 in 16°.

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  I TEMPI

Gli avvenimenti del romanzo si svolgono in prevalenza a Napoli e a Portici, ma in parte si svolgono in India a Beggiaporre nella presidenza di Bombay. La storia termina in un monastero della Galizia in Spagna. La trama del romanzo inizia nel mese di maggio del 1823 e termina nello scorcio del mese di maggio dell’anno 1844

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INDICE

 

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PERSONAGGI

 

VOCABOLI DESUETI

 

 

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TRAMA

   Mosè Rabba, ebreo avaro, arricchisce grazie anche ad alcune miniere di diamanti che possiede in India, dove sfrutta indigeni schiavi. Sposa Ester, molto più giovane di lui e dalla quale ha due figlie Lia e Neftali. La moglie e la figlia più grande muoiono: di tubercolosi Lia, di crepacuore la moglie causatogli dal pessimo comportamento dell’avaro ebreo, che poi rinsavisce grazie all’intercessione di un suo impiegato inglese, il giovane Riccardo Bridge, che pure aveva subito le angherie dell’ebreo. Mosè Rabba ravveduto riversa tutto il suo affetto sulla figlia che gli è rimasta, la bellissima Neftali che nondimeno si ammala anche lei. Viene visitata dal dottor Folco Dionigi, di passaggio a Bombay, e che le diagnostica un principio di tubercolosi e consiglia il trasferimento della ragazza, per un cambiamento di clima, a Napoli. La proposta viene accettata e Neftali con la governante Teresa, milanese d’origine, partono per Napoli.

   Arrivate nella città partenopea, la giovane viene presa in cura da un giovane medico che però non riesce a guarire la ragazza, per sua fortuna arriva dal suo viaggio intorno al mondo, per studi, il dottor Dionigi, in tempo per iniziare la cura per salvarla. Il dottore era tornato a Napoli in fretta in quanto si era innamorato della bellissima ragazza indiana.

   Folco Dionigi è il figlio del conte Baldassarre Dionigi nobile veneziano che era fuggito dalla città lagunare per motivi politici, e in seguito a Napoli era stato afforcato nel periodo della repubblica Partenopea. Folco viene preso in cura dal  dottor Antonio Villari, che lo avvia allo studio della medicina. Il giovane ha talento, diventa un bravo medico, ma alla morte del suo protettore piomba nella più assoluta indigenza, e questa condizione di vita lo porta a diventare un cinico ateo, materialista. Riesce ad entrare nella politica e si trasferisce poi in Francia dove completa i suoi studi e grazie anche alla sua bravura come medico, diventa ricco. In seguito si sposa, non per amore, ma per provare anche la vita matrimoniale, e la scelta cade su Vittorina, una bellissima giovane nobile, ricca, ma che al contrario di lui, è cattolica. Dal loro non felice matrimonio nascono due figli Ippolito e Martina.

   Folco riesce a guarire Neftali anche grazie alle affettuose cure che le prodiga la moglie, che diventa affezionatissima amica della giovane indiana, e l’amicizia che nasce tra le due donne è reciproca.

   Folco è talmente innamorata di Neftali, che concepisce il delitto per liberarsi della moglie diventata ormai un ostacolo per la sua felicità. Per perpretare il delitto si serve della sua scienza, e dell’ascetimo religioso della moglie, e con l’aiuto involontario di padre Giacinto, ospite in casa sua in quanto catechizzatore  di Neftali, che si vuol convertire alla religione cristiana, riesce nel suo intento. Fa convincere la moglie, tramite il prete, a farle fare un voto affinchè al termine di esso, il marito rinsavisce dal suo ateismo: per un mese deve nutrirsi esclusivamente di una sola pietanza, senza condimenti, e bere solo acqua. Vittorina Melville si estingueva per l’opera infernale di suo marito per mancanza de’principi necessari alla nutrizione. Il trovato era semplice, Vittorina doveva morire per LENTA MANCANZA DEL BLASTEMA ORGANICO (pag.34 e pag.43 del cap.III « Il dì delle Ceneri»).

   Sembra che il cinico dottore abbia raggiunto il suo scopo; ma succede una cosa che lui non aveva previsto: il rimorso di aver ucciso sua moglie che oltretutto era incinta, e di aver reso orfanelli i suoi figli. Questo rimorso alla fine riesce a convertirlo, lascia la sua città nativa, i suoi affetti, i figli e Neftali e diventa monaco in un convento della Galizia in Spagna dove muore vent’anni dopo al termine di una vita condotta all’espiazione dei suoi peccati. L’ultimo suo anelito viene raccolto da padre Giacinto, da lui fatto esiliare nel periodo in cui era ospite in casa sua per catechizzare Neftali.  

   La giovane indiana, arricchita per la paterna eredità del padre morto, diventata cristiana va in sposa a Riccardo Bridge, e i due adottano i due orfanelli di Folco e Vittorina.

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COMMENTO

   Questo romanzo è stato il primo che Francesco Mastriani ha pubblicato dopo l’Unità d’Italia, infatti uscì alla fine dell’anno 1862, ma è probabile che lo scrittore lo abbia scritto prima; nell’ elenco autografo dei suoi romanzi, e datato 1860; per cui fu, come annotò l’autore in una sua prefazione, scritto con liberi sensi, cioè senza doversi preoccupare della censura borbonica. Per tal motivo in questo libro non mancano, nei diversi riferimenti storici, alcune critiche, come nel cap.XI «Il viaggio di Folco» a pag.22: Ma pur questa volta le libertà napolitane non durarono che pochi mesi. Cadde la costituzione sotto le armi austriache, le forche, le carceri, le torture, le fruste (novello trovato del ’21) disfecero le più nobili vite di onorandi cittadini; ed a stento il deputato Folco Dionigi, il figliuolo dell’impiccato del ’99, potè salvarsi dall’ira della polizia di Canosa, imbarcandosi su un legno inglese che veleggiava per Costantinopoli.

   Da giovane Folco Donigi era entrato la politica; gli venne addirittura affidata una importante missione diplomatica; nel cap.V «La ruota di fortuna», a pag.96 si legge: Non gli fu difficile la mercè della cooperazione de’Comitati di Lione, ottenere l’accesso presso il grande uomo che reggeva in Francia le sorti della repubblica. La lettera del Generale… fu consegnata da Folco nelle proprie mani di Napoleone.

   L’aver conosciuto il prof. Antonio Villari, personaggio realmente vissuto nel periodo glorioso della Repubblica Partenopea, che fu il suo primo tutore dopo la morte del padre, e che lo avviò agli studi medici, ; che suo padre sia stato afforcato nel 1799, fa pensare che parte del romanzo non è solo frutto della fantasia dello scrittore (cap.IV. «La giovinezza di Folco» a pag.86).

   Del medico Antonio Villari è riportata il coraggioso battibecco che ebbe con uno dei Consiglieri della feroce Giunta di Stato, Antonio Speciale, il quale disse con aria di trionfo al Villari: Avete visto caro dottore, se la Sanfelice era gravida? Io avea ben ragione di non aggiustarvi fede. E il medico, sorridendo, così gli rispose: ‒ Consigliere, ascoltate. Se vi ha persona che meriti la forca, senza dubbio, siete voi. pur se foste condannato a morte ed allegaste di esser gravido, direi che lo siete (cap.IV «La giovinezza di Folco» pag.85).

   Di Dionigi cita anche un suo scritto scientifico sulla tisichezza polmonare . Nel cap.VI «Il Problema» a pag.54 si legge: Folco Dionigi scrisse giorno per giorno le sue osservazioni su questa cura maravigliosa ottenuta co’mezzi più semplici e naturali; ne formò una memoria per l’Accademia delle scienze di Parigi, che fu molto discussa ed elogiata da quel dotto collegio. Questa memoria porta il titolo di Guerison de la phthisie pulmonaire par le simples ressources de la nature – Memoire du D. Folco Dionigi.

   Della tisichezza polmonare interessanti le parole del medico filosofo Domenico Cirillo che la tirannide immolava alla sua esosa vendetta (cap.I. «L’Ave Maria» a pag.63

   Il cap.II «Il sistema curativo di Folco Dionigi» a pag.33, è dedicato gran parte alla descrizione della tubercolosi e, appunto al sistema curativo adottato dal materialista medico,

   Il romanzo si può considerare anche di genere giallo in quanto il protagonista Folco, realizza il delitto perfetto per liberarsi della moglie, che era diventata un ostacolo alla sua passione per una giovane donna.

    Si può fare accostamento col film di Marcello Mastroianni Divorzio all’ italiana, dove pure in questo caso, un uomo ricorre al delitto per liberarsi della moglie.

   Romanzo narrativo, dalla trama abbastanza semplice, una tragica storia d’amore con appendice di delitto; ma romanzo anche descrittivo in quanto viene affrontato in maniera abbastanza ampia, il tema della malattia tubercolotica; che all’epoca della storia era una malattia incurabile. Bisogna anche notare l’accostamento dell’ateismo del protagonista, con l’incrollabile fede dell’autore Francesco Mastriani. E alla fine è proprio la fede a vincere sul materialismo di Folco, che diventa frate, ma notevole è anche la conversione della giovane Neftali che abiura la sua religione, il giudaismo e si converte al cristianesimo.