TRAMA

   Il romanzo inizia con l’incontro casuale, in un treno proveniente da Sarno, tra Francesco Mastriani e Lorenzo Foscaldi, un distinto signore, che era stato da giovane suo allievo, in un istituto di Napoli.

   Lorenzo, fresco vedovo, propone a Mastriani di raccontare la storia d’amore avvenuta tra lui e la consorte appena morta, Eufemia, al fine di farne la trama di un romanzo. Mastriani accetta e alcuni mesi dopo si reca ad Arienzo, dove vive il suo antico allievo, per ascoltarne il racconto, che inizia con la descrizione della vita di Lorenzo, il quale è nato a Palermo da genitori ricchi, ma pervenuti all’agiatezza con le loro forze e la loro onestà.

   A tredici anni è mandato dal padre a studiare a Napoli, e quando diventa maggiorenne, comincia per lui un giro per l’Europa, a fare esperienza commerciale, in quanto vuole che il figlio segua le sue stesse orma lavorative.

   Ritorna nella città nativa dopo dieci anni, ormai uomo. Conosce un amico di suo padre, il marchese Giorgio che gli fa una strana proposta, deve recarsi in un luogo recondito, in una villetta località Ficuzza, dove in segreto, senza farsi conoscere, ne sapere con chi ha a che fare, deve essere l’amante di una donna. Lorenzo, assicurato che non ne va di mezzo l’onore di nessuno, accetta la strana proposta, e la prima trascorsa nella villa di Ficuzza, si ritrova tra le braccia una pudica e casta fanciulla.

   In seguito il marchese gli fa conoscere la figlia Eufemia, della quale Lorenzo si innamora perdutamente. Inizia così per lui un periodo in il giovane è innamorato di due donne, un amore etereo con Eufemia e uno passionale con la sconosciuta della villa a Ficuzza.

   Dopo la morte di suo padre, Lorenzo, sempre più innamorato, chiede al marchese Giorgio la mano della figlia Eufemia. Il genitore della ragazza è ovviamente onorato di tale richiesta, ma prima di dare una risposta, vuol chiedere il parere di sua figlia.

   Eufemia risponde che pur amandolo anch’ella, non se la sente di sposare Lorenzo, e la stessa risposta la da al suo spasimante: lo ama ma non può essere né suo né di altri, e non gliene spiega la ragione. Lorenzo va a chiedere chiarimenti al dottor Cattanei, che ha avuto in cura la donna. Il dotto medico gli dice che Eufemia è stata gravemente ammalata, ma ora è perfettamente guarita è può contrarre un nodo matrimoniale che può anzi consolidare la sua salute.

   Succede che poi Lorenzo precipita in un burrone, sta quasi per perdere la vita, lo aiuta a superare la crisi il dottor Cattanei. Trascorre diversi mesi di convalescenza in un casino si proprietà di un nobile.

   Rivede poi Eufemia dopo circa dieci mesi, deciso a scoprire la ragione per cui ella non vuole essere suo, a tal punto la donna gli confessa di esser diventata madre. Lorenzo quasi impazzisce e si  ammala di nuovo, seppur per una causa morale. Al termine della malattia Lorenzo incontra di nuovo Eufemia dalla quale vuol sapere chi è il suo rivale, il nome di chi l’ha resa madre; ha intenzione di vendicarsi. Alla fine Eufemia gli racconta la verità e i due si riconoscono come gli amanti della Ficuzza.

   In seguito il padre di Eufemia svela a Lorenzo il mistero legato alla storia di sua figlia. In pratica, la figlia era affetta da una malattia tanto misteriosa quanto grave, i medici interpellati non erano riusciti a trovare la causa della sua malattia, e che la stava portando alla tomba. A questo punto viene interpellato il Cattanei che dice di buttare via tutti i medicinali e prescrive invece… sesso. Eufemia dovrà accoppiarsi ripetutamente con un uomo per non soccombere. La donna per star bene oltre all’azoto e all’ossigeno deve trovare nell’aria un altro elemento respirabile: l’amore. Siccome in due mesi, questo era il tempo che gli era rimasto da vivere ad Eufemia, era poco  per trovargli uno sposo, il marchese Giuliano, ricorre allo stratagemma della villa Ficuzza. La terapia dà l’effetto desiderato ed Eufemia guarisce.

   Il racconto di Lorenzo, e del suo stano amore con Eufemia, ci conclude con il matrimonio dei due amanti, dopo che si sono ripresi il loro figlio che era stato affidato ad una balia. Si trasferiscono poi a Firenze dove vive la sorella di lui, Ester. Cinque anni dopo, in seguito alle complicanze di un nuovo parto, Eufemia muore. Lorenzo e il figlioletto Tenebroso, affranti dal dolore, ritornano nella loro città natia, a Palermo.