TRAMA

   Ignazio Fusari soprannominato Carrafella, aiutato da donna Gilda, gestisce una scuola frequentate da bambini figli di genitori non di classi agiate, ma del popolino; tra gli alunni della loro istituto, ci sono due ragazzini amicissimi tra di loro, Carmine Bruno e Micco Gargiulo, che diventerà poi il famoso pittore Micco Spadaro ( spadaro: dal mestiere del padre che aveva un’attività di armarolo).

   Il padre di Carmine è muratore e viene incaricato dal duca di Aveiro, di costruire un muro in un palazzo, per celarci dietro un tesoro. Il bambino Carmine ingenuamente svela il segreto al maestro e alla sua aiutante, che pensano di impadronirsi del tesoro, ma per farlo è necessario far sparire un testimone pericoloso, Carmine appunto e il Fusari lo porta in una campagna deserta e lo gitta nelle acque di un fetido stagno. Pensa di esser riuscito ad eliminare Carmine, ma il bambino, per vero miracolo riesce ad emergere dalle acque e raggiunge la riva dove cade esausto in un sonno letargico. Si trova a passare nei pressi dello stagno, una nobildonna spagnola a cavallo, Julia de Santal, contessa di Florinas, che soccorre il bambino addormentato.

   La nobildonna spagnola, nel luogo ove per lo più si svolge la trama del romanzo, è conosciuta col nome di Comare di Borgo Loreto.

   Per il popolo del Borgo è la fata bianca non perché compie delle cose soprannaturali, ma perché grazie alle sue ricchezze, va sempre in aiuto dei bisognosi. La comare, che non ha avuto figli dal matrimonio col conte Florinas, si affeziona al bellissimo fanciullo e decide per il momento di tenerlo con se. La comare riesce anche a sventare il furto del tesoro, che poi apparteneva a lei, ma le era stato involato dal perfido duca d’Aveiro, che tenta anche di far fallire il suo matrimonio col Conte Florinas, facendogli credere che la moglie se la intenda con cugino, il principe di Hermosatierra. Ma il perfido duca viene scoperto, e finisce processato e imprigionato.

  In seguito alla caduta e rimozione del Viceré Duca d’Ossuna dal trono di Napoli, la Comare di Borgo Loreto, col marito Conte di Florinas e il piccolo Carmine Bruno, ormai diventato loro figlio adottivo, tornano a Madrid, ove Carmine all’età di 15 anni, grazie all’intercessione del Conte Florinas, diventa Conte di Sarria. In seguito alla morte del Conte Florinas per una brutta malattia, la Comare decide di abbandonare le comodità mondane e rinchiudersi in un convento, ma prima di effettuare tale disegno restituisce Carmine Bruno ai suoi genitori. E così dopo tredici anni dalla sua scomparsa, Carmine, diventato il ricco Conte di Sarria, ritrova i suoi genitori e la sorella Barbarina, diventata promessa sposa del suo amico di scuola Micco, che è diventato un famoso e bravo pittore, al secolo, Mimmo Spadaro.

   I due poveri scolarelli di San Matteo al Lavinaro, vittime della strega donna Gilda, erano divenuti due grandezze, l’uno per nobiltà e dovizie, l’altro per l’elevatezza del genio artistico. E spesso si piacevano a riandare le gioie e i tormenti di quell’infanzia passata sulle ruvide panchettine del Carrafella.