TRAMA

   Mosè Rabba, ebreo avaro, arricchisce grazie anche ad alcune miniere di diamanti che possiede in India, dove sfrutta indigeni schiavi. Sposa Ester, molto più giovane di lui e dalla quale ha due figlie Lia e Neftali. La moglie e la figlia più grande muoiono: di tubercolosi Lia, di crepacuore la moglie causatogli dal pessimo comportamento dell’avaro ebreo, che poi rinsavisce grazie all’intercessione di un suo impiegato inglese, il giovane Riccardo Bridge, che pure aveva subito le angherie dell’ebreo.

   Mosè Rabba ravveduto riversa tutto il suo affetto sulla figlia che gli è rimasta, la bellissima Neftali che tuttavia si ammala anche lei. Viene visitata dal dottor Folco Dionigi, di passaggio a Bombay, e che le diagnostica un principio di tubercolosi e consiglia il trasferimento della ragazza, per un cambiamento di clima, a Napoli. La proposta viene accettata e Neftali con la governante Teresa, milanese d’origine, partono per Napoli.

   Arrivate nella città partenopea, la giovane viene presa in cura da un giovane medico che però non riesce a guarire la ragazza; per sua fortuna arriva dal suo viaggio intorno al mondo, per studi, il dottor Dionigi, in tempo per iniziare la cura per salvarla. Il dottore era tornato a Napoli in fretta in quanto si era innamorato della bellissima ragazza indiana.

   Folco Dionigi è il figlio del conte Baldassarre nobile veneziano che era fuggito dalla città lagunare per motivi politici, e in seguito a Napoli era stato afforcato nel periodo della repubblica Partenopea.

   Alla morte del padre Folco viene preso in affidamento dal celebre dottor Antonio Villari, che lo avvia allo studio della medicina. Il giovane ha talento, diventa un bravo medico, ma alla dipartita del suo protettore piomba nella più assoluta indigenza, e questa condizione di vita lo porta a diventare un cinico ateo, materialista.

   Riesce ad entrare nella politica e si trasferisce poi in Francia dove completa i suoi studi e grazie anche alla sua bravura come medico, diventa ricco.

   In seguito si sposa, non per amore, ma per provare anche la vita matrimoniale, e la scelta cade su Vittorina, una bellissima giovane nobile, ricca, ma che al contrario di lui, è cattolica. Dal loro non felice matrimonio nascono due figli Ippolito e Martina.

   Folco riesce a guarire Neftali anche grazie alle affettuose cure che le prodiga la moglie, che diventa affezionatissima amica della giovane indiana, e l’amicizia che nasce tra le due donne è reciproca.

   Folco è talmente innamorata di Neftali, che concepisce il delitto per liberarsi della moglie, diventata ormai un ostacolo per la sua felicità. Per perpretare il delitto si serve della sua scienza, e dell’ascetismo religioso della moglie, e con l’aiuto involontario di padre Giacinto, ospite in casa sua in quanto catechizzatore di Neftali, che si vuol convertire alla religione cristiana, riesce nel suo intento.

   Fa convincere la moglie, tramite il prete, a farle fare un voto affinchè al termine di esso, il marito rinsavisce dal suo ateismo: per un mese deve nutrirsi esclusivamente di una sola pietanza, senza condimenti, e bere solo acqua. Vittorina Melville si estingueva, per l’opera infernale di suo marito, per mancanza de’principi necessari alla nutrizione, principi che non si possono trovare in una esclusiva alimentazione .[1] […] Il trovato era semplice, naturale, immancabile, secondo tutti i dati scientifici. Vittorina doveva morire per LENTA MANCANZA DEL BLASFEMA ORGANICO! [2]

   Sembra che il cinico dottore abbia raggiunto il suo scopo; ma succede una cosa che lui non aveva previsto: il rimorso di aver ucciso sua moglie che oltretutto era incinta, e di aver reso orfanelli i suoi figli. Questo rimorso alla fine riesce a convertirlo, lascia la sua città nativa, i suoi affetti, i figli e Neftali e diventa monaco in un convento della Galizia in Spagna dove muore vent’anni dopo al termine di una vita condotta all’espiazione dei suoi peccati. L’ultimo suo anelito viene raccolto da padre Giacinto, da lui fatto esiliare nel periodo in cui era ospite in casa sua per catechizzare Neftali.

   La giovane indiana, arricchita per la paterna eredità del padre morto, diventata cristiana va in sposa a Riccardo Bridge, e i due adottano i due orfanelli di Folco e Vittorina.

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[1] Francesco Mastriani, Il materialista, Napoli, Giosuè Rondinella Editore, vol. III. cap.XV «Il dì delle Ceneri», p.34

[2] Ivi, pag.43.