VOCABOLI DESUETI

abbiccì. Alfabeto, sillabario (Z): siccome qualche anno innanzi non volea saperne di apprendere l’abbiccì e il latino. ‒ Pag.84.I

accedimento. Da accedere, avere accesso (TM): Lo Zingaro trovò facile accendimento sendo conosciuto da tutte le persone a Corte. ‒ Pag.4.II

acciocché.  Affinchè (Z): acciocché davanti a noi mastro Colantonio prometta e giuri di aspettare i dieci anni ‒ pag.19.II

accomiatossi. Si accomiatò (TM): Accomiatossi alla fine il Solario dal suo diletto maestro per andare a visitare altri famosi dipintori d’Italia. ‒ Pag.78.II

acquerugiola. Precipitazione uniforme di minutissime goccioline d’acqua (Z): Perciocché l’acquerugiola cominciava a diventare una pioggia bella e buona, – Pag.7.I

acquetare. Acquietare, placare, calmare (Z): onde non si sarieno potuto giammai acquetare quaggiù in terra; ‒ Pag.76.I

addestrolli. Li addestrò (TM): Che nono solo addestrolli all’arte con paterna sollecitudine ed affezione, ‒ Pag.117.II

addimandare. Nominare, appellare (Z): è noto che i conciategami sono in Napoli addimandati zingari, ‒ Pag.39.I

adombrare. Oscurare (Z): Uno dei cavalli si adombrò si sbizzarrì trabalzò a terra il cavaliere. ‒ pag.35.I

adunanza. Raccolta di cose (Z): il sentirsi ballare in saccoccia un’adunanza di belli pezzi d’oro. ‒ Pag.45.I

adunque. Dunque (Z): Apparecchiati adunque a questa felicità figliuola mia, ‒ Pag.107.I

affastellare. Mettere alla rinfusa (Z): Che diascine affastella questa carcassa? ‒ Pag.95.I

affocare. Avvampare (Z): per battervi il ferro quando tutto si fosse affocato; ‒ Pag.81.I

allocco. Sciocco, goffo (Z): A che altro può pensare questa qualità di allocchi e di storditi che si dicono innamorati? ‒ Pag.4.II

almanaccare. Fantasticare, congetturare (Z): Come si spieghino certe cose non vogliamo almanaccare: ‒ Pag.85.I

altramenti. Altrimenti, in modo diverso (Z): come spiegare altramenti che la piccina incapricciasse così prestamente di quel rugginoso ‒ Pag.61.II

altresì. Anche, inoltre (Z): Egli mi ha detto altresì che a suo tempo sarebbesi composto meco intorno al da fare ‒ Pag.108.I

ammiserire. Rendere misero (Z): se la nequizia di straniere genti ammiserì ed asservò queste belle regioni, ‒ Pag.47.II

andossene. Se ne andò (Z): Egli andossene primamente in Roma dove la grandezza delle memorie antiche e il genio delle arti ‒ Pag.75.II

apogeo. Culmine (Z): Colantonio si trovava nell’apogeo del furore. ‒ Pag.114.I

apparare. Imparare, apprendere (Z): invece di andare da mastro Ciccione ad apparare la scoltura e l’architettura ‒ Pag.59.I

appaurato. Appaurito, impaurito (P): e a manca certi occhiacci non sappiamo se appaurati o sfuriati ‒ Pag.20.II

appigliossi. Si appigliò (TM): appigliossi al partito di mostrarsi tutta contenta della buona sorte della sua bambina. ‒ Pag.100.I

appo. Presso, accanto (Z): ponendo giù appo l’uscio la cassa ed il sacco de’ferramenti. ‒ Pag.78.I

arpione. Ferro uncinato infisso (Z): rifare a nuovo la toppa l’arpione e la bandella del vostro uscio da scala. ‒ Pag.69.I

artefice. Chi realizza opere o lavori di una certa capacità (Z): Or mi ricordo si è vero in fatti aspettavo un artefice… ‒ Pag.69.I

arzente. Ardente (Z): e digli che mi porti due o tre fiaschi del più arzente che si abbia, di quello propriamente che fa saltare i cocchiumi… ‒ Pag.99.II

arzigogolo. Giri di parole (Z): Colantonio fe’mille arzigogoli pel capo. ‒ Pag.81.II

asciolvere. Colazione, merenda (Z): Un altro battello recava l’asciolvere e la merenda… ‒ Pag.141.I

ascondere. Nascondere (Z): Giacomo immaginò su le prime che un tradimento si ascondesse; ‒ Pag.40.I

astrazione. Pensiero o idea non fondata (Z): e se ciò avvenga per effetto della forza di astrazione molecolare o di altra simpatia. ‒ Pag.75.I

attesamente. Con attenzione (P): senza un occhio attesamente intento a seguire gli eventi. ‒ Pag.27.II

attagliata. Adattata, confacente (Z): due piedi a cui sarebbero state meglio attagliate le contigie. ‒ Pag.53.I

aure. Venticello leggero e piacevole (Z): Il Solario benché vivesse nelle aure di Corte tra i valletti e i fantini della regina, ‒ Pag.40.I

auriga. Cocchiere (Z): Salita in carrozza l’auriga sferzò i cavalli, ‒ Pag.49.I

avvegnachè. Benchè, sebbene (Z): era bella ancora avvegnachè molto essa già fosse inoltrata negli anni. ‒ Pag.16.II

avvocheria. Professione di avvocato (P): avversa vali in quel loro amore per la pittura volendo avviarli all’avvocheria. ‒ Pag.109.II

azzeccare. Appiccicare, attaccare (N1): Colantonio non si poté contenere e azzeccò un manrovescio a quel buffone, ‒ Pag.114.I

baciolla. La baciò (TM): il guardava anch’egli commosso gli prese la mano e baciolla e sottovoce gli disse: ‒ Pag.22.II

ballo. Serie di sobbalzi, di scossoni (Z): In questo ballo giunse il messo della regina che invitava il pittore a recarsi alla reggia. ‒ Pag.81.II

banda. Lato, parte (Z): Com’ella salì nel suo cocchio furono da ogni banda levate queste grida: ‒ pag.50.I

bandella. Piastra metallica infissa su imposte (Z): rifare a nuovo la toppa l’arpione e la bandella del vostro uscio da scala. Pag.69.I

barbogia. Decrepita (Z): anche perché temea che quella barbogia vecchiaccia di Caterina, ‒ Pag.105.I

barcamenare. Destreggiarsi tra i pericoli (Z): barcamenò la cosa e lasciò sprovveduta di soccorsi la regina di Napoli contro il possente nemico. ‒ Pag.30.II

basso. Abitazione a livello stradale (Z): Di mattina le galline della siora Camilla che abita nel basso di sotto a noi, ‒ Pag.114.I

benevoglienza. Buona disposizione d’animo (Z): ben vogliamo noi darvi questa prova della nostra sovrana benevoglienza. ‒ Pag.8.II

benevolente. Favorevolmente disposta (Z): Non era possibile contraddire anche in questa sovrana disposizione le benevolente regina; ‒ Pag.104.II

benignata. Degnata (G): e poscia si è benignata chiedere contezza di te ed io le ho risposto che, ‒ Pag.52.II

biasciare. Balbettare (Z): Colantonio era già uscito e la vecchia biasciava ancora le sue proteste… ‒ Pag.73.I

bindolo. Raggiro, imbroglio (Z): ed ora altri malannucci e bindoli ch’egli sapea trovare, ‒ Pag.84.I

bislacco. Stravagande, strambo (Z): Bensì ha certi animali curiosi e bislacchi, ‒ Pag.112.I

bolza. Fiacca, moscia (Z): Or tu mi dirai tutto giumenta bolza e bada di non dire bugie, ‒ Pag.115.I

botarsi. Darsi in voto (P): e non sapendo a che santo botarsi mandò per aiuti al papa, ‒ Pag.29.II

bravo. Bandito che si rifugiava presso un signorotto (Z): come sgherri o bravi si profferivano ad uccidere il loro simile. ‒ Pag.31.II

bufonchiare. Bofonchiare, brontolare (Z): Va bene va bene bufonchiò la vecchia; ‒ Pag.92.I

buratto. Sedere, culo (Z): a fare girare il buratto anzi che maneggiare i pennelli. ‒ Pag.64.I

calende greche. Rimandare a tempo indeterminato (Z): per levarsi d’attorno il magnano e mandar le faccende alle calende greche ‒ Pag.19.II

candelara. Candelora, festa delle purificazione della madonna che ricorre il 2 febbraio (Z): Ho appena compito i sessanta alla Candelara ‒ Pag.73.I

cantatore. Chi canta, cantante (Z): Un terzo battello contenea i cantatori e i musicanti. ‒ Pag.141.I

capire. Contenere, accogliere (Z): Il buon Colantonio non capiva nei panni per la contentezza. ‒ Pag.115.II

cappa. Mantello corto con cappuccio (Z): Com’ei si fu tolto la cappa e il berretto nel suo studio, ‒ Pag.51.II

cardo. Pianta spinosa (Z): invece delle materasse avesse trovato cardi e spine sulle assi. ‒ Pag.105.I

càroli. Moneta (TM): a cui la tavolazza facea guadagnare di belli càroli d’oro. ‒ Pag.53.I

caroloni. Monete (TM): Questi sono due caroloni d’argento… aggiugni alla zuppa ed all’arrosto. ‒ Pag.99.II

cascaggine. Fiacchezza, sonnolenza (Z): non sai stare cinque minuto senza che ti piglino le cascaggini del sonno. ‒ Pag.100.I

cenacolo. Dipinto che rappresenta l’ultima cena di Gesù (Z): Alla sinistra è effigiata la Vergine Santissima nel cenacolo co’dodici apostoli. ‒ Pag.49.II

cerro. Legno di quercia (Z): il pittore tempestava di colpi una tavolaccia di vecchio cerro, ‒ Pag.55.I

chiamolla. La chiamò (TM): come dicemmo era al Seggio di Porto e un uomo chiamolla a nome. ‒ Pag.56.II

chiaroscuro. Alternanza di luci e di ombre (Z): benché di lui lodatissima è una nostra donna in chiaroscuro nella chiesa di Santa Chiara. ‒ Pag.48.II

chierico. Sacerdote (Z): Come a me scappò a dire al povero chierico che si accorse tosto della bestialità spippolata; ‒ Pag.11.I

chiostro. Convento, luogo chiuso e recintato (Z): Nel chiostro di S. Lorenzo sono altresì parecchie dipinture del Matteo Senese, ‒ Pag.126.II

chito. Chino, chinato, piegato (Z): Maria avea chito il capo sì che la faccia era tutta dileguata in sul seno. ‒ Pag.94.I

ciancia. Chiacchiera, ciarla (Z): sentendosi l’animo tutto sossopra avesse prestato ascolto alle ciance della fante ‒ Pag.98.II

ciamberlano. Ufficiale di corte (Z): Sì aspetterò che tu diventi gran siniscalco o ciamberlano esclamò con ischerno il pittore. ‒ Pag.131.I

ciaramellare. Parlare per trarre in inganno (Z): da che egli la vantaggiava d’assai in merito di ciaramellare, ‒ Pag.104.I

cilestre. Celeste (Z): un giustacuore di seta cilestre con goletti ricamati. ‒ Pag.65.I

cisposo. Pieno di cispa, prodotto viscoso degli occhi (Z): E quando si era levato cogli occhi tutto cisposi, ‒ Pag.84.I

coattare. Forzare (Z): non intendiamo minimamente coattare la libera volontà della sua figliuola Maria, ‒ Pag.20.II

cocchio. Carrozza signorile (Z): Verso le undici e mezzo del mattino il cocchio dorato della regina aspettava nell’ampio cortile del Cartel nuovo. ‒ Pag.48.I

cocchiume. Foro, apertura di botte (Z): e digli che mi porti due o tre fiaschi del più arzente che si abbia, di quello propriamente che fa saltare i cocchiumi… Pag.99.II

coltellaccio. Mollusco, cannolicchio (TD): le ostriche del Fusaro i ricci di mare i coltellacci le tonnine erano la sua passione. ‒ Pag.140.I

comarella. Donna pettegola e chiacchierona (Z): a riversare negli orecchi delle cento comarelle che hai in questo Seggio di Porto, ‒ Pag.101.I

commovimento. Movimento violento (Z): non potendo ancora muoversi in soccorso di lei per interni commovimenti della Sicilia, ‒ Pag.30.II

concenti. Armonia, accordo musicale (P): e l’armonia di soave voci che cantano molli canzoni e i concenti d’una musica nell’alto mare, ‒ Pag.140.I

conciategami. Aggiustatore di stoviglie (N1): è noto che i conciategami sono in Napoli addimandati zingari, ‒ Pag.39.I

congratulamenti. Congratulazioni (Z): Sforza andò a fare i suoi congratulamenti a Braccio vincitore. ‒ Pag.31.II

contestabile. Gran scudiero di Corte (Z): e Sforza gran contestabile entrambi ambiziosi e potenti. ‒ Pag.28.II

contezza. Conoscenza (Z): e poscia si è benignata chiedere contezza di te ed io le ho risposto che, ‒ Pag.52.II 

contigia. Calzatura medievale (Z): due piedi a cui sarebbero state meglio attagliate le contigie. ‒ Pag.53.I

convellimento. Spasmo (TM): improperi adeguati al grado del suo spasmodico convellimento, ‒ Pag.114.I

conviensi. Si conviene (TM): è meglio che il lavoro si faccia come conviensi. ‒ Pag.118.I

corillo. Gorilla (TM): rispose la vecchia con una smorfia che la rese più brutta di un corillo. ‒ Pag.91.I

correggia. Cinghia di cuoio (Z): Avea una veste di tela bruna chiusa alla cintola da una correggia nera. ‒ Pag.41.I

cosiffattamente. Così, nel modo già indicato (P-DO): Maria si rabbruscava in volto sempre così più cosiffattamente ‒ Pag.109.I

costa. Di lato, di fianco (TM): e sembrava che cercasse un pretesto per non ispiccarsele di costa. ‒ Pag.94.I

costumanza. Usanza, consuetudine (Z): Era una concessione che il principe faceva alle costumanze della corte napolitana. ‒ Pag.29.I

cotale. Tale, siffatto (Z): era rimasto un cotal poco mortificato di aver preso quel grosso granciporro, ‒ Pag.68.I

cremisi. Di colore rosso vivo (Z): era seduto su dorata seggiola coperta di velluto cremisi, ‒ Pag.41.I

crocchio. Gruppo di persone (Z): parlò con quella gonfiezza di stile che allora era usitata in corte e ne’crocchi di letterati: ‒ Pag.17.II

cujusso. Sentenza latina (P): ma vi confesso che questi benedetti cujussi non mi sono mai potuti entrare nel capo. ‒ Pag.11.I

daddovero. Davvero, sul serio (Z): a fe’mia se incontrassi qualcuno che volesse far daddovero… ‒ Pag.59.II

degnazione. Compiacenza, benevolenza (Z): dicea l’imbarazzatissimo pittore io non merito coteste alte degnazioni. ‒ Pag.44.II

desco. Tavola, banco (Z): uscire di pazienza per non aver trovato apparecchiato il desco; ‒ Pag.94.I

desioso. Desideroso (Z): Il quale desioso di possedere l’amato obbietto si fe’animo di richiederne la mano ‒ Pag.18.II

desso. Esso (AC): Egli è quel desso che ti fece richiedere da Caterina un abboccamento, ‒ Pag.107.I

destro. Opportuno, propizio (Z): e venutogli il destro se ne scappò in Francia dove si ridusse monaco francescano. ‒ Pag.28.II

diegli. Gli diede (TM): gli pose in mano le prime stecchette e diegli a plasmar creta. ‒ Pag.84.I

digrassare. Privare del grasso (Z): Non sarò buono ad altro che a ribattere e digrassare il ferro per farne sbarre e utensili. ‒ Pag.89.I

dipintore. Pittore (Z): non vogliamo far preterire l’occasione di dire qualche cosa intorno a’lavori di questo rinomato dipintore del decimo secolo. ‒ Pag.46.II

diportamento. Comportamento, contegno morale (Z): Possenti cagioni a questo diportamento mi obbligano. ‒ Pag.67.II

diportarmi. Comportarmi (Z): ma possenti ragioni di stato mi costrinsero a diportarmi in tal guisa. ‒ Pag.22.I

dirolvi. Ve lo dirò (TM): Dirolvi in breve parole rispose lo Zingaro che avrebbe voluto far durare quella conversazione una eternità. ‒ Pag.68.I

dirozzare. Affinare (Z): Il Colantonio fu quegli che dirozzò l’arte caduta in que’tempi nel grossolano e nell’esagerato. ‒ Pag.51.II

dirupare. Cadere, abbattere, precipitare (Z): essa non ponea mente a ciò che faceva e dirupava tutto. ‒ Pag.111.II

disanimare. Scoraggiare, perdersi d’animo (Z): per non disanimar voi e la vostra cara figliuola non volli dirvene motto; ‒ Pag.90.II

divinare. Intuire, immaginare (Z): e indi guardarono in faccia per divinare presso a poco l’animo suo, ‒ Pag.106.I

divisamentuccio. Piccolo proposito (Z): Il divisamentuccio della donnina filava per segno; Pag.17.I

disdicevole. Sconveniente (Z): il quale tu facesti bene a ricusargli come disdicevole a bennata donzella ­‒ Pag.107.I

domandollo. Gli domandò (TM): domandollo Ser Giovanni con sembiante pieno di affabilità. ‒ Pag.66.II

domandommi. Mi domandò (TM): Ecco qua… quel signore domandommi se la bambina che più volte avea veduta ‒ Pag.98.I

donzella. Giovinetta (DO): il quale tu facesti bene a ricusargli come disdicevole a bennata donzella ­‒ Pag.107.I

effigiare. Raffigurare qualcosa in effigie, ritratto (Z): Alla sinistra è effigiata la Vergine Santissima nel cenacolo co’dodici apostoli. ‒ Pag.49.II

elettricismo. Elettricità (Z): Quanta parte ci abbia il magnetismo o l’elettricismo od altra simile diavoleria in questa faccenda dell’amore, ‒ pag.75.I

epiteto. Insulto, titolo ingiurioso (Z): E per dare una mentita co’fatti allo epiteto che il giovinetto le avea dato, ‒ Pag.90.I

epperò. Però (Z): epperò il mandava a studiare quest’arte dal maestro Andrea Ciccione, ‒ Pag.59.I

està. Estate (Z): E quando Maria guardava nelle sere di està, ‒ Pag.75.I

eziandio. Anche (Z): ma le fu eziandio vietato di aggirarsi per le stanze; ‒ Pag.19.I

facciuola. Striscia di tela bianca (Z): era una specie di facciuola di candido lino che gli pendevano al collo. ‒ Pag.42.I

fante. Fantesca, serva (Z): Aniello non badò guari a ciò che dicea la fante, ‒ Pag.88.I

fantesca. Domestica, donna di servizio (Z): e domandò se tu fossi né più né meno che la mia fantesca e non già mia parente. ‒ Pag.98.I

faraile. Le farai (TM): Se tu faraile intendere alcuna cosa di quel che ti ho detto, ‒ Pag.102.I

farfallone. (fig) Sproposito, errore (Z): per non lasciarsi volare un farfallone che stava per uscire; ‒ Pag.101.I

fenduto. Screpolato, spaccato (Z): Verbigrazia sentire quella sua vociacciona e rimbombante e scordata come un contrabbasso fenduto, ‒ Pag.103.I

fomentare. Istigare, incoraggiare (Z): ma è probabile che sott’acqua egli fomentasse le ambizioni della corte aragonese, ‒ Pag.69.II

forbitore. Pulitore (Z): lesto lesto come uno farebbe il lustrascarpe verbigrazia o il forbitore di lame. ‒ Pag.133.I

fornire. Eseguire (Z): e tu lo Zingaro quando avrai fornito l’opera tua, ‒ Pag.91.I

fraschetta. Frivola (Z): Ah! e tu fraschetta che ci fai qua fuora? Va e rattoppa il giustacuore del babbo, ‒ Pag.78.I

frullare (fig). Agitarsi nella mente (Z): Tu non avresti rifiutato un sì magnifico partito se non ti frullasse per la testolina qualche ganimede; ‒ Pag.112.I

frullo. Non rilevare nulla (P): Non ci avevo pensato un frullo! ‒ Pag.92.I

fugare. Far fuggire, dileguare (Z): si scagliarono addosso a quei soldati di ventura e parte ne uccisero e parte ne fugarono. ‒ Pag.35.II

fuggifatica. Scansafatiche (P): Fatto sta che il piccolo Aniello era un fuggifatica di prim’ordine, ‒ Pag.84.I

fummicante. Fumicante, esalante fumo (Z): Vedendo tornare la fanciulla con un piatto fummicante, ‒ Pag.62.I

ganghero. Gancetto metallico (Z): Tutto ci era in quella cassa  chiodi martelli fila di ferro gangheri da congiungere imposte, ‒Pag.77.I

ganimede. Bellimbusto (Z): Tu non avresti rifiutato un sì magnifico partito se non ti frullasse per la testolina qualche ganimede; ‒ Pag.112.I

gherminella. Marachella, birichinata (Z): non ci erano involgimenti e gherminelle ch’ei non tentasse per far denari; ‒ pag.56.I

girne. Andarne (TM): ero scesa per girne a’Caserti a comperare un nodo di fune per la secchia, ‒ Pag.97.I

giuggiola. (fig.). Cosa da nulla (Z): Giuggiola! Esclamò tra sé Agnolo Aniello ridendo sotto cappa. ‒  Pag.112.I

giuntatore. Truffatore, imbroglione (Z): fermandosi or quivi ad ammirare  i salti di un giuntatore sul nuovo Molo, ‒ Pag.59.I

giustacuore. Corpetto del costume maschile (Z): un giustacuore di seta cilestre con goletti ricamati. ‒ Pag.65.I

givasene. Se ne andava (TM): givasene a diporto per la città col niffo in aria, ‒ Pag.59.I

gocciola. Diminutivo di goccia (Z): la bambina era innocente come una gocciola di rugiada quando aggiorna in primavera; ‒ Pag.99.I

goletto. Solino, collo di camicia (Z): un giustacuore di seta cilestre con goletti ricamati. ‒ Pag.65.I

granciporro. Errore, svista (Z): era rimasto un cotal poco mortificato di aver preso quel grosso granciporro, ‒ Pag.68.I

guari. Molto, assai (Z): Fui non è guari amico e familiare del principe di Taranto; ‒ pag.22.I

guatare. Guardare (Z): e guatando fisamente il volto al babbo per cercare d’intendere qualche cosa ‒Pag.97.II

guazzabuglio. Miscuglio confuso di cose diverse (Z): Troveranno in questo tempo un guazzabuglio di cose ‒ Pag.26.II

guisa. Modo, maniera (Z): ma possenti ragioni di stato mi costrinsero a diportarmi in tal guisa. ‒ Pag.22.I

hassi. Si ha (TM): quel carattere di santa ed ineffabile purità e devozione per cui la Benedetta tra tutte le donne hassi a distinguere. ‒ Pag.77.II

imperciocchè. In quanto (Z): imperciocchè ricordava quel dì che il vecchio avea pur detto di averle a dare una consolante notizia, ‒ Pag.52.II

impetrare. Ottenere con preghiere umili (P): sono venuto ad impetrare dalla maestà vostra la grazia che tal promessa ei faccia ‒ Pag.8.II

incannellare. Far entrare nel cannello (P): si ponea sul capo una sua leggiadra zazzeretta bionda tutta incannellata co’ferruzzi dal parrucchiere; ‒ Pag.53.I

inchinossi. Si inchinò (TM): Il paggio nuovamente inchinassi e si partì. ‒ Pag.27.I

incontanente. Subito (Z): Si diedero incontanente la voce l’uno coll’altro. ‒ Pag.33.I

indarno. Invano (Z): di cui indarno si sforzava di nascondere la gran commozione. ‒ Pag.127.I

indoratore. Chi indora, che fa prendere il colore dell’oro (Z): e ch’era meglio si fosse posto appresso a qualche indoratore o paratore. ‒ Pag.85.I

inondare. Bagnare di lacrime (Z): Poco mancò che per la paura non s’inondasse il povero pittore. ‒ Pag.15.II

insaldatora. Stiratrice (F): S’ella fosse stata un’insaldatora od una venditrice di semi di popone, ‒ Pag.20.I

intelatura. Intelamento, ricoprire di tela (DO): avea il suo letticciuolo nascosto da una specie  di bruna intelatura;  Pag.105.I

interposto. Posto in mezzo, frapposto (Z): Si lasciò scappare di bocca  uno di quegl’interposti energici così comuni su i labbri de’napolitani. ‒ Pag.92.II

intrecciolla. La intrecciò (TM): ed intrecciolla in sì vaga maniera che mai non era apparsa più bella la sua testa ‒ Pag.28.I

invero. In verità, davvero (Z): è straordinario invero che quel giovine non abbia fatto sapere niente altro di lui. ‒ pag.42.II

involgimento. Giro di parole (Z): non ci erano involgimenti e gherminelle ch’ei non tentasse per far denari; ‒ pag.56.I

inusitato. Che non rientra nell’uso comune (Z): Gli occhi di Giovanni scintillarono d’un fuoco inusitato. ‒ Pag.26.I

iosa. In grande quantità (Z): Di ladri se ne sentono a iosa in questa contrada. ‒ Pag.70.I

iscapitare. Scapitare, perdere (Z): le quali non iscapitarono neppure un secolo dopo al paragone di quelle dello immortale Raffaello. ‒ Pag.77.II

iscavezzasse. Scavezzasse, si rompesse il collo (Z): e pur disiando ch’ella non scavezzasse a rompicollo con un giovine artegiano ‒  Pag.18.II

ispiattellare. Spiattellare, dire apertamente (Z): dovette porsi il bavaglio in bocca per non ispiattellare ogni cosa. ‒ Pag.100.II

lascivia. Sensualità lussuriosa e licenziosa (Z): e talvolta insino a Baia la città delle romane lascivie. ‒ Pag.141.I

latere, a. Di fianco (Z): Il cavaliere a latere raccolse dalle mani dello Zingaro la lettera della regina e presentolla al principe. ‒ Pag.44.I

leggieri. Facilmente (Z): S’intenderà di leggieri che Antonio Solario non ci dormì la notte per aspettare il nuovo dì. ‒ Pag.12.II

levità. Leggerezza (Z): La faccenda era troppa seria e solenne perché si ventilasse a tavola con levità tra due tramessi. ‒ Pag.105.I

lindura. Lindezza, lindore (Z): Quella mattina egli era vestito con una certa lindura: ‒ Pag.65.I

lucco. Lunga veste maschile (Z): con una specie di lucco turchino che gli difendeva il capo dalla sfioratina d’acqua ‒ Pag.5.I

lucerna. Occhio (TD): e bada di non dire bugie se non vuoi che io ti cacci  via coteste tue morchiose lucerne… ‒ Pag.115.I

lungi. Lunge, lontano (Z): ella rassegnossi a stare lungi dall’amato consorte una buona parte del dì. ‒ Pag.120.II

lupomannaro. Uomo affetto da epilessia (DO): prima che dieci anni non sieno trascorsi è divenuto un vero lupomannaro. ‒ Pag.61.II

maccheroni. Tipo di pasta (Z): è risaputo che Napoli ama il brio il divertimento le belle donne il canto il ballo le ostriche e i maccheroni; ‒ Pag.37.II

magnano. Fabbro, calderaio (Z): un giovane magnano di cui la regina si era servita per vari lavori in ferro ch’erano occorsi in Castelnuovo. ‒ Pag.39.I

malinconioso. Malinconico (Z): L’armonia dell’universo ha un accordo malinconioso. ‒ Pag.7.I

mallevadore. Colui che garantisce (Z): Ma di questo non ci rendiamo mallevadori. ‒ Pag.13.II

manritto. Mandritto, ceffone dato con la mano destra (DO): un sonoro manritto su la guancia dello scioperato; ‒ Pag.59.I

manrovescio. Ceffone dato col rovescio della mano (Z): Colantonio non si poté contenere e azzeccò un manrovescio a quel buffone, ‒ Pag.114.I

mantacare. Soffiare col mantice (Z): Ogni parola sarebbe stato come un mantacare nell’incendio, ‒ Pag.112.I

maritaggio. Dote femminile (Z): e facea distribuire maritaggi alle oneste figliuole del popolo. ‒ Pag.13.II

marmorario. Scultore, marmista (Z): giacchè io non posso cavarne neppure un marmoraio. ‒ Pag.59.I

marra. Zappa grossa (Z): Metti alla marra quel tuo figliuolo Colantonio; ‒ Pag.59.I

mattezza. Pazzia, follia (Z): non sarebbe una grossa mattezza il rifiutarlo per aspettare il nuovo Raffaello che dovrà spuntare dopo dieci anni? ‒ Pag.136.I

mazzone. Sproposito (TM): E qui mastro Colantonio disse un gran mazzone per la sovraccitazione in cui lo aveano gittato tante diavolerie di quella giornata. ‒ Pag.128.I

mendacio. Bugia, menzogna (Z): rispose la giovinetta che arrossì di questo mendacio. ‒ Pag.71.I

mentecatto. Squilibrato, sciocco (Z): menando pugni all’aria come un vero mentecatto. ‒ Pag.111.I

mentita. Smentita (Z): E per dare una mentita co’fatti allo epiteto che il giovinetto le avea dato, ‒ Pag.90.I

mercadante. Mercante (Z): avea chiesto al principe di Taranto il permesso di recarsi al festino del mercadante fiorentino. ‒ Pag.48.I

millanteria. smargiassata, spacconata (Z): ma or mi sono convinta al pari di voi che o fu millanteria di giovine ‒ pag.90.II

minchionacci. Dispregiativo di minchione, persona sciocca (Z): per entrare nelle buone grazie de’loro minchionacci di padroni ‒ Pag.142.I

mogliera. Mugliera, moglie (Z): meni seco anche la mogliera se possa lasciare i bimbi a casa. ‒ Pag.99.II

monacella. Folletto, specie di spauracchio infantile col quale intendevansi in Napoli gli spiriti e gli esseri soprannaturali (N1): Uh madonna del Rosario! Questa è una santa una monacella… ‒ Pag.115.I

morchiosa. Lurida (Z): e bada di non dire bugie se non vuoi che io ti cacci  via coteste tue morchiose lucerne… ‒ Pag.115.I

motto. Parola (Z): per non disaminar voi e la vostra cara figliuola non volli dirvene motto; ‒ Pag.90.II

mutola. Muta per vergogna (Z): Maria era così fuori di sé mutola cogli occhi spalancati guardava all’intorno, ‒ Pag.105.II

nabissare. Rovinare (P): Bisognava far nabissare la casa dallo schiamazzo, ‒ Pag.126.I

nequizia. Azione malvagia (Z): se la nequizia di straniere genti ammiserì ed asservò queste belle regioni, ‒ Pag.47.II

nerbo. Staffile (Z): e non risparmiare il nerbo quando io non andavo a scuola, ‒ Pag.61.I

niffo. Viso umano, muso (Z): givasene a diporto per la città col niffo in aria, Pag.59.I

nondimanco. Nondimeno, nonostante, tuttavia (Z): pur ciò nondimanco questa volta l’adagio avea ragione, ‒ Pag.53.I

norte. Nord (Z): e affoghino nelle loro nebbie o muoiono agghiacciati su le loro steppie quelli del norte ‒ Pag.37.II

novella. Nuova, notizia (Z): sursero in gran numero baroni e feudatari di novella stampa. ‒ Pag.16.I

novellamente. Di nuovo (F): non si fidava di esporsi novellamente allo sdegno del popolo, ‒ Pag.38.I

nugoletta. Nuvoletta (Z): perché guarda con occhi smarriti la nugoletta che attraversa i campi dell’aria, ‒ Pag.6.I

obbietto. Obietto, oggetto (Z): ch’egli più si risovvenne dell’obbietto per cui quel giovine artefice veniva in sua casa. ‒ Pag.117.I

occuparonsi. Si occuparono (TM): quelli scrittori contemporanei che del progresso delle belle arti nel nostro paese occuparonsi. ‒ Pag.47.II

olezzo. Profumo (Z): quel balsamo d’aria quegli olezzi dell’alga marina ‒ Pag.140.I

opinare. Ritenere, supporre (Z): Questa difficoltà qualcuno opinava potersi superare ‒ Pag.38.I

orbo. Privo (Z): ma volle pure come dicemmo torre a moglie la loro madre perciocché orbi erano di genitore. ‒ 117.II

palesare. Manifestare, rendere palese (Z): Benchè voi non vogliate palesarmi il vostro nome, ‒ Pag.68.II

pappolata. Discorso lungo e sciocco (Z): e tante altre pappolate che i cortigiani sanno infilzare per entrare nelle buone grazie ‒ Pag.142.I

paraggio. Paragone (Z): ciò che si è fatto in Italia finora in fatto di pittura non può stare a paraggio di questo genere. ‒ Pag.86.II

paratore. Chi fa addobbi di chiese o pubblici edifici (Z): e ch’era meglio si fosse posto appresso a qualche indoratore o paratore. ‒ Pag.85.I

parimente. Ugualmente (Z): E quel giorno parimente entrò nello studio dove era il suo letticciuolo ‒ Pag.105.I

paruto. Sembrato (Z): lo Zingarello era paruto più bello a Maria che non le sembrò il giorno innanzi ‒ Pag.77.I

pastosità. Morbidezza (Z): che squisita soavità di pennello che varietà di colori e che pastosità in questi! ‒ Pag.86.II

pattume. Gentaglia, immondizia (Z): che così sfacciatamente si burlava di quel pattume. ‒ Pag.59.II

pecunia. Denaro (Z): ed il padre non il tiene sottile di pecunia, ‒ Pag.108.I

penetrale. Intimo (Z): Antonio Solario scorse ne’profondi penetrali dell’anima un punto luminoso come un faro lontanissimo. ‒ Pag.133.I

perciocché. Perché (Z): Perciocchè l’acquerugiola cominciava a diventare una pioggia bella e buona, – Pag.7.I

peregrina. Singolare, ricercata, armoniosa (Z): tanto più resto ammirato delle peregrine bellezze che vi sono. ‒ Pag.86.II

perfidia. Caparbietà, ostinazione (Z): E giacchè ella perfidia a stare zitto parlerai tu in sua vece. ‒ Pag.113.I

perocchè. Poiché, sebbene (Z): non sentiva niente più perocchè avea veduto qualcuno in istrada, ‒ pag.73.I

perpetuare. Rendere perpetuo, per sempre (Z): primogenito destinato a perpetuare la nobilissima famiglia de’Caracciolo. ‒ Pag.38.II

picciolo. Di piccola entità (Z): non avendo neppure un picciol salottino da ricevere un galantuomo. ‒ Pag.64.I

pitocco. Mendicante, accattone (Z): Perché quel pitocco dello Zingarello le frullava pel capo? ‒ Pag.62.II

popone. Melone (Z): S’ella fosse stata un’insaldatora od una venditrice di semi di popone, ‒ Pag.20.I

portantina. Sedia da viaggio con baldacchino (Z): disse alla vecchia fante di andare per una portantina, ‒ Pag.15.II

poscia. Dopo, poi (Z): e poscia si è benignata chiedere contezza di te ed io le ho risposto che, ‒ Pag.52.II

posporre. Anteporre (Z): deluso nelle sue speranze e posposto ai francesi che vi hanno seguito in Italia, ‒ Pag.31.I

possanza. Potenza, potere (Z): Nessun altro vocabolo è nel loro dizionario che abbia maggior possanza ‒ Pag.120.I

postergare. Lasciarsi dietro alle spalle (Z): avea ricevuto quella promessa da Colantonio del Fiore avea postergato Napoli. ‒ Pag.26.II

precordio. Petto, cuore (Z): Chi viene a rompermi il precordio a quest’ora? ‒ Pag.64.I

precorso. Preceduto (Z): non lo avesse precorso nel fare intendere alla giovanetta qualche cosa ‒ Pag.105.I

predella. Sgabello comodo (Z): e toccò quasi la predella di velluto cilestre ricamata in oro su la quale essa appoggiava i piedi ‒ Pag.20.II

pregno. Colmo, pieno (Z): la espressione di santità celeste di che è pregno il volto della Divina Madre. ‒ Pag.88.II

presentolla. La presentò (TM): raccolse dalle mani dello Zingaro la lettera della regina e presentolla al principe. ‒ Pag.44.I

prestamente. Con prestezza (F): come spiegare altramenti che la piccina incapricciasse così prestamente di quel rugginoso ‒ Pag.61.II

preterire. Trascorrere, passare (Z): non vogliamo far preterire l’occasione di dire qualche cosa intorno a’lavori di questo rinomato dipintore del decimo secolo. ‒ Pag.46.II

primamente. Prima (P): Egli andossene primamente in Roma dove la grandezza delle memorie antiche e il genio delle arti ‒ Pag.75.II

profferire. Pronunciare (Z): come sgherri o bravi si profferivano ad uccidere il loro simile. ‒ Pag.31.II

pugna. Battaglia (Z): Vennero a pugna gli armati di Alfonso con quelli dello Sforza, ‒ Pag.32.II

pulzella. Fanciulla vergine (Z): io sono così fresca e soda per le carni che non altramenti è una pulzella di quindeci anni. ‒ Pag.59.II

pungolo. Stimolo (Z): un pericolo vago od una lieta emergenza è un pungolo tormentoso per essi, ‒ Pag.14.II

puranco. Puranche, anche, persino (DO): che qui vedete puranco alla nostra presenza. ‒ Pag.17.II

purità. Purezza (Z): quel carattere di santa ed ineffabile purità e devozione per cui la Benedetta tra tutte le donne hassi a distinguere. ‒ Pag.77.II

putire. Puzzare (Z): I colori putano al naso di quelli che non sono nati pittori. ‒ Pag.70.I

qualsivoglia. Qualsiasi, qualunque (Z): per qualsivoglia domanda le si faccia da persone della Corte, ‒ Pag.137.I

quegli. Quella persona (Z): Il Colantonio fu quegli che dirozzò l’arte caduta in que’tempi nel grossolano e nell’esagerato. ‒ Pag.51.II

quinci. Da ciò, in seguito a ciò (Z): que’denaruzzi ch’ella racimolava quinci e quindi nella economia domestica ‒ Pag.56.I

quivi. Lì, là (Z): fermandosi or quivi ad ammirare i salti di un giuntatore sul nuovo Molo, ‒ Pag.59.I

rabbruscare. Offuscare, adombrare (Z): Maria si rabbruscava in volto sempre più e cosiffattamente che alla fine ‒ Pag.109.I

raggiare. Illuminare, risplendere (Z): Non di meno ella vedea la gioia raggiare sul sembiante del genitore ‒ Pag.98.II

ragguardare.  Guardare con attenzione (Z): e l’altro ragguardava il babbo con un certo sorrisetto che area od era uno scrigno. ‒ Pag.111.I

rampogna. Rimprovero aspro e duro (Z): mastro Bufera fa venir giù il cielo a botta di rampogne e di sgrugnoni. ‒ Pag.62.II

rassegnossi. Si rassegnò (TM): ella rassegnossi a stare lungi dall’amato consorte una buona parte del dì. ‒ Pag.120.II

rassembrare. Sembrare. Somigliare (Z): e un vestito addosso tutto ricami che rassembrava un re… ‒ Pag.97.I

rattenenere. Trattenere, cercare di frenare (Z): Più volte aprì la bocca come per dirle qualcosa ma si rattenne. ‒ Pag.94.I

rattemperare. Frenare, moderare (Z): ma il pensiero della tua felicità rattemprerà il mio cordoglio. ‒ Pag.107.I

regatta. Regata (P): Ad un cenno della regina la regatta si fermava e la real compagnia si disponea a cenare. ‒ Pag.141.I

reina. Regina (Z): pensò di porre il sospetto e la paura nell’animo della reina; ‒ Pag.32.II

reiterata. Ripetuta (Z):fece orecchie di mercante alle reiterate richieste che questi gli facea di armi e di armati; ‒ Pag.29.II

remissione. Perdono, condono parziale o totale (Z): che io ti mando via incontanente e senza remissione, ‒ Pag.101.I

rettorica. Retorica, arte o tecnica nel parlare o scrivere con efficacia persuasiva (Z): è una figura rettorica che potrebbe essere sorella consanguinea di quel terribile tropo che dicesi ironia. ‒ Pag.57.II

ricusare. Non volere, non accettare (Z): il quale tu facesti bene a ricusargli come disdicevole a bennata donzella ­‒ Pag.107.I

riedere. Ritornare (Z): Il paggio non riediva e ciò le parea un sinistro augurio; ‒ Pag.28.I

rifulgere. Risplendere (Z): In nessun tempo Castelcapuano rifulse di tanto luccichio di argenti di armature di dorature. ‒ Pag.13.II

rimbrotto. Rimprovero, ammonizione (Z): Anzi che sentirsi offesa di questo ricordo che equivaleva ad un rimbrotto ‒ Pag.90.II

rimendare. Rammendare (Z): aggiravasi intorno alla figliuola che era seduta a rimendare una pezzuola; Pag.94.I

rimordimento. Pentimento, rimorso (Z): Ma Dio mi è testimone che io ne sento oramai fierissimo rimordimento, ‒ Pag.23.I

ripulsa. Netto rifiuto (Z): non si disanimavano alle prime ripulse certi che il pittore finirebbe col dir si. ‒ Pag.104.I

risovvenire. Ricordare (Z): ch’egli più si risovvenne dell’obbietto per cui quel giovine artefice veniva in sua casa. ‒ Pag.117.I

Pag. 117.I

risquittire. Rinnestare le penne rotte (P): si vorrebbe risquittire le penne addosso dopo di avermele strappate. ‒ Pag.80.I

rugginoso. Trascurato, non esercitato (Z): come spiegare altramenti che la piccina incapricciasse così prestamente di quel rugginoso ‒ Pag.61.II

rutto. Rumorosa emissione dalla bocca (Z): l’irritazione di Colantonio che a somiglianza di un rutto non era che un rumore figlio d’indigestione. ‒ Pag.118.I

sacello. Piccola cappella (Z): era stato incaricato dalla regina di dipingere su la volta del sacello un gruppo di angioli ‒ Pag.40.II

sbalestrare. Divagare, gettare (Z): Sbalestrava a dritta e a manca certi occhiacci, ‒ Pag.20.II

scalappiare. Liberarsi da un’insidia (Z): fece un movimento così espressivo di questo pensiero la vecchia scalappiò e andò a dare di fronte ad un muro. ‒ Pag.81.II

scamiciato. Sciatto, disordinato nel vestire (DO): Morte a Giacomo della Marca gridarono quelli scamiciati. ‒ Pag.33.I

scapatello. Diminutivo di scapato, di chi non ha la testa a posto (Z): dove lasciammo quella gioia di Maria e quello scapatello di Agnolo Aniello, ‒ Pag.26.II

scolare. (fig) Consumarsi, andare in consunzione (N1): Ma io non ho voluto mai dar loro retta e mi piaceva a vederli scolare d’amore. ‒ Pag.59.II

serqua. Una dozzina (Z): meriteresti che in quella vece io ti accoppiassi una mezza serqua di calci al sedere. ‒ Pag.130.I

sfangare. Ripulire dal fango (Z): o la serva trascurava di sfangargli le zacchere ‒ Pag.55.I

sfioratina. Toccatina (Z): con una specie di lucco turchino che gli difendeva il capo dalla sfioratina d’acqua Pag.5.I

sgrigno. Scrigno, forziere (Z): e l’altro ragguardava il babbo con un certo sorrisetto che area od era uno scrigno. ‒ Pag.111.I

sgrugno. Pugno, colpo preso o dato sul grugno (Z): Li sgrugni che avea fatti alla serva in coscienza gli avrebbe meritati egli stesso, ‒ Pag.104.I

sgrugnone. Colpo dato o preso sul muso (Z): mastro Bufera fa venir giù il cielo a botta di rampogne e di sgrugnoni. ‒ Pag.62.II

sguincio. Sbieco, sghembo (Z): Ma si fermò ponendo un po’di sguincio il paniere, ‒ Pag.57.II

siffattamente. In tal modo (Z): Colantonio seppe siffattamente in poco tempo progredire nell’arte della pittura, ‒ Pag.48.II

siniscalco. Specie di maggiordomo (Z): forse aspirava al posto di gran siniscalco: ‒ Pag.30.I

siora. Signora (Z): Di mattina le galline della siora Camilla che abita nel basso di sotto a noi, ‒ Pag.114.I

soglio. Trono (Z): o vero come l’uno scalzasse l’altro nel potere nel soglio e spesso nella vita. ‒ Pag.13.I

sornacchio. Sputo catarroso (Z): è un orrore che farfalloni egli sputa che sornacchi figuratevi che… ‒ Pag.60.II

sortire. Ottenere (Z): per che sortisse il desiderato fine di non andare a scuola. ‒ Pag.84.I

sossopra. Sottosopra (Z): sentendosi l’animo tutto sossopra avesse prestato ascolto alle ciance della fante ‒ Pag.98.II

soverchia. Eccessiva, esagerata (Z): Questa ci è paruta sempre una soverchia presunzione; ‒ Pag.4.II

sparnazzare. Scialacquare, sparpagliare (Z): in cui tu sparnazzi quando scendi per la compera della roba da mangiare. ‒ Pag.101.I

spiattellare. Dire apertamente (Z): ti spiattellano i pensieri de’loro personaggi proprio come s’ei li leggessero loro in fronte. ‒ Pag.4.II

spicciare. Sgorgare (Z): Bensì da tutti i pori spicciava il gran giubilo che gli straboccava il cuore. ‒ Pag.98.II

spippolata. Fandonia detta con facilità, leggerezza (DO): Come a me scappò a dire al povero chierico che si accorse tosto della bestialità spippolata; ‒ Pag.11.I

spruzzaglia. Pioggia breve e leggera (Z): Agnolo Aniello non sarebbe uscito con la spruzzaglia che faceva, ‒ Pag.60.I

stentorea. Chiara e forte (Z): gridò con voce stentorea come se avesse detto vi ammazzo vi ammazzo! ‒ Pag.128.I

steppia. Steppa, vasta pianura arida (Z): e affoghino nelle loro nebbie o muoiono agghiacciati su le loro steppie quelli del norte ‒ Pag.37.II

stolida. Stolta, sciocca (Z): Se questa cara figliuola fosse una stolida, ‒ Pag.109.I

sturbato. Disturbato (Z): vattene pure alla malora chè non intendiamo di essere sturbati a tavola. ‒ Pag.62.I

subbietto. Soggetto (Z): giacchè la maestà vostra mi ha interrogato su questo dispiacevole subbietto, ‒ Pag.89.II

subitamente. In modo improvviso (Z): benché subitamente si scorgesse non esser lui napolitano. ‒ Pag.57.II

sursero. Sorgettero (Z): sursero in gran numero baroni e feudatari di novella stampa. ‒ Pag.16.I

tàccola. Chiacchierona, ciarliera (Z): Egli è perché tàccola quel sei tu ne possa riempir la contrada, ‒ Pag.101.I

tambussare. Bastonare, picchiare (Z): E qui Colantonio si dette colla mano una piccola tambussata alla bocca ‒ Pag.101.I

tediare. Annoiare, infastidire (Z): Non vogliam tediare i nostri lettori col riferire diffusamente questi avvenimenti, ‒ Pag.26.II

testé. Ora, adesso (Z): allo sdegno del popolo di cui avea testé provato un piccolo saggio. ‒ Pag.38.I

tiritera. Discorso prolisso e noioso (Z): Durante questa tiritera di Colantonio Maria si rabbruscava in volto sempre più ‒ Pag.108.I

tonnina. Salume di tonno, tellina (Z): le ostriche del Fusaro i ricci di mare i coltellacci le tonnine erano la sua passione. ‒ Pag.140.I

torcere. Distogliere, volgere (Z): Ed ora torcendo per poco gli sguardi dagli avvenimenti politici e dalle scene che aveano luogo ‒ Pag.52.I

torma. Quantità disordinata di persone (Z): e che sembrava appartenere al ceto de’commercianti andava alla testa di questa torma. ‒ Pag.49.I

tosto. Subito (Z): Come a me scappò a dire al povero chierico che si accorse tosto della bestialità

tralunata. Stralunata. Meravigliata (Z): La vecchia guardò tralunata il pittore. ‒ Pag.99.I

tramesso. Il piatto di mezzo, più leggero (DO): La faccenda era troppa seria e solenne perché si ventilasse a tavola con levità tra due tramessi. ‒ Pag.105.I

tratto. Parte, spazio (Z): La regina si è degnata di entrar meco in conversazione un buon tratto; ‒ Pag.52.II

trinciare. Sputare sentenze, dare giudizi affrettati (Z): avrebbe voluto trinciarla da gran signore, ‒ Pag.56.I

tropo. Metafora (P): è una figura rettorica che potrebbe essere sorella consanguinea di quel terribile tropo che dicesi ironia. ‒ Pag.57.II

turba. Gruppo disordinato di persone (Z): fu assediato da una turba di popolo che gridava la croce addosso al favorito della regina. ‒ Pag.18.I

unitamente. Insieme (P): La prima è sotto un grande arco unitamente a quella di sua sorella la regina Giovanna, ‒ Pag.8.I

unqua. Mai (Z): non aveva unqua intermesso di prendersi il più gran numero di spassi che può prendersi una regina, ‒ Pag.37.II

uopo. Bisogno necessità (Z): è d’uopo che cavi ambo gli occhi da me… ‒ Pag.72.I

usitata. Ciò che è solita, abituale (Z): parlò con quella gonfiezza di stile che allora era usitata in corte e ne’crocchi di letterati: Pag.17.II

vaghezza. Piacere, desiderio (Z): se ne abbiano vaghezza in quei libri che della storia di Napoli se ne occupano, ‒ Pag.26.II

vantaggiare. Migliorare, perfezionare (Z): da che egli la vantaggiava d’assai in merito di caramellare, Pag.104.I

verbigrazia. Per esempio (Z): Ieri verbigrazia se tu non ci avessi detto quello che tu eri, ‒ Pag.90.I

vermiglio. Colore rosso intenso (Z): portava un giubbettino vermiglio nel quale si disegnava il suo corpo assai ben fatto. ‒ Pag.117.I

verone. Terrazzino (Z): ella guardava dal verone che sporge sul mare il passaggio delle barche de’cantatori e de’suonatori ‒ Pag.4.II

vessazione. Molestia (Z): disgustate dalle perpetue vessazioni a cui era stato fatto segno, ‒ Pag.28.II

vezzeggiamento. Il venire vezzeggiato, adulato (Z): Ci erano stati vezzeggiamenti tra Giovanna e Martino V. ‒ Pag.28.II

vociacciona. Peggiorativo accrescitivo di voce (Z): Verbigrazia sentire quella sua vociacciona e rimbombante e scordata come un contrabbasso fenduto, ‒ Pag.103.

zacchera. Schizzi di fango (Z): o la serva trascurava di sfangargli le zacchere ‒ Pag.55.I

zecchino. Moneta d’oro puro (Z): Egli ti pose un altro zecchino nella mano e ti promise uno spillo d’oro ‒ Pag.99.I

zibetto. Mammifero africano (Z): Quando si trattava di comperare una pelliccia di martora o di zibetto ‒ Pag.56.I