Trattato di FRENOLOGIA del Dott. B. G. MIRAGLIA – primo volume Napoli 1854
La natura di questo Giornale non ci consente il fare un lungo esame dell’enunciato trattato; dappoichè nol potremmo adeguatamente senza venire molto allargandoci in ragionamenti fisiologici, filosofici e morali. Con tutto ciò, non possiamo fare a meno di dare ai nostri lettori notizia del primo volume fin oggi pubblicato dei due, di che tutta quest’opera si compone.
L’uomo composto di sostanza pensante e di materia organizzata ha dato subbietto a due rami della scienza umana, alla psicologia e alla fisiologia: nella prima sono stati osservati i fatti dell’Io pensante e delle sue facoltà: nella seconda sono stati osservati e studiati i fatti dell’organismo e delle sue funzioni. Ma (dice il Miraglia) questi fatti osservati per loro stessi e separatamente non possono spiegare quei fenomeni che la natura ha voluto che in un’azione complessiva si manifestassero. Quindi la necessità sorge di una scienza che si occupasse nello studio dell’organismo in quanto serve alla manifestazioni delle facoltà della mente; e questa scienza hanno Gall e i suoi seguaci chiamata Frenologia, considerando il cervello come un aggregato di organi particolari pe’quali si manifestano le diverse facoltà dell’anima. Nulla della medesima non diremo: giacché di una dottrina così grave ed importante non ci par bene, siccome abbiamo detto, il toccarne leggermente, non potendo le delicate questioni che vi si attengono, essere che con danno e confusione discorse alla sfuggita.
Laonde non faremo qui che caldamente raccomandare a tutt’i cultori dell’antropologia la lettura di questo Trattato dell’egregio Biagio Miraglia; il quale, il primo in Italia ed a nostra particolar gloria, in Napoli, diede opera a cosiffatti studî, di cui tanto rumore si mena in tutto il rimanente della culta Europa: anzi nel nostro corto giudizio ei pare da questo Trattato raccogliere che se ci ha alcuna cosa di monco e di difettoso, lo si deve alla scienza frenologica, e che il ragionato ed il positivo è dovuto allo ingegno del Miraglia, il quale nessuna fatica risparmiò per mettere più chiarezza e più precisone di quelle che gli altri frenologi vi avessero innanzi adoperato. Egli colla sua Memoria Sopra un nuovo ordine di fibre encefaliche letta all’Accademia medico-chirurgica di Napoli nel 1852 aveva già, per il primo, scovato una verità che grandissima luce viene a portare nella scienza frenologia; la quale per altro se ha parecchi fatti evidenti ed innegabili, manca tuttavia di adeguate spiegazioni. Le pruove fisiologiche recate in mezzo da Gall, Spurzheim, Damangeon, Brussais ed altri non hanno, secondo a noi pare, quel valore che i fatti frenologici vengono acquistando dalle pruove patologiche presentate dal Miraglia; le quali rifermano con molta evidenza che il cervello intero non agisce in massa nelle sue funzioni; giacché, se così fosse e se quest’organo fosse una sola massa omogenea, ne seguiterebbe che tutti gl’individui avrebbero le medesime facoltà e tutte allo stesso grado.
Noi non possiamo convenire del tutto nella psicologia ricevuta dai frenologi: e ci dispiace che il Miraglia vi si sia pienamente attenuto. Se i metafisici sono, com’essi dicono, troppo astratti, i frenologi mi sembrano nella psicologia di soverchio ipotetici e strani, dacché delle facoltà dello spirito fanno una classificazione nuova affatto e tale che da Aristotile a Galluppi non se ne trova la simigliante. Assai più degna di studio e di lode è la parte di questa scienza che si versa intorno alla educazione; ed in essa il Miraglia si occupa con maggior sagacità e con più amore. Anche la colpabilità delle azioni vi è presa in molta considerazione, riguardata da Gall in una maniera nuova e non contrastata dai fatti: e ben vi si avvisa il nostro autore, perciocché più delle congetture intorno alle inclinazioni e passioni, la scienza dell’uomo deve alla Frenologia saper grado degli studii ch’essa invita a fare sulla colpabilità delle azioni e sulla educabilità. Aspettiamo perciò ansiosamente il secondo volume (del quale è venuto fuori il primo fascicolo); perocché il Miraglia promette di venire in esso ragionando delle applicazioni che della scienza frenologica può farsi a molti rami delle umane discipline.
GIUSEPPE MASTRIANI