Natura ! ! ! Potentissima
Diva del mondo tutto!
Avete veduto lo spectacle incrèdible? Sì, signori, l’ho veduto… Or bene, diteci, raccontateci, che cosa vi è di straordinario, di incredibile; chi è questa donna che raccolta in mezzo alle nevi del polo artico viene imperiosamente a riscuotere il tributo della nostra ammirazione, e quello più doloroso di dieci o cinque grani a persona?… È bella, brutta, bianca, nera, maritata, vedova, zitella, classica, romantica; che lingua parla, com’è vestita, che cosa tiene in mano, com’ha i capelli, come…
Adagio, adagio signori, datemi almeno il tempo di raccogliere le mie idee e rinvenire dalla mia sorpresa e maraviglia… La prima cosa che ho veduto è quella che lì dentro poco ci si vedea; epperò ho dovuto logorarmi la vista per poter distinguere nelle ombre LA VIVENTE ESQUIMADE… e vi confesso cola maggior buona fede del mondo che non ho potuto affatto ravvisare il colore della carnagione di quella singolar creatura… Forse quest’oscurità era nelle vedute del Conduttore, e noi non dobbiamo indagare le ragioni che egli ha avuto nel porre quasi al buio la giovine ragazza di 30 anni. Felix qui potest rerum cognoscere causus.
Al suono di una campanella, non dissimile a quella onde conduconsi le capre, ecco la selvaggia.
Quell’onestade ingenua
Che a lei rifulge in volto
(Ripeto che non ho affatto veduto di che pasta era il volto)
E l’attitudin bellica,
Il corpo in pelli avvolto
(È regolarissimo che un corpo sia avvolto in pelli)
Tutto interessa, appellavi
A contemplar la figlia
. . . . . . . !!
Grazie, grazie, signor Paganini, quanta bontà per noi!
La squamosa figlia della natura ci ha fatto anche ascoltare la sua voce, e ci ha regalato alcune canzoncine da farne fuggir disperati Rossini e Donizetti; e poi colla solita onestade ingenua si è più avvicinata agli spettatori forse per farsi meglio contemplare, e gli spettatori entusiasmati e rapiti in estasi han posto qualche altra moneta in una specie di piattino che per combinazione ella trovavasi nelle mani.
Porta un anello al naso, costume delle ragazze nubili, e la fanciulla, non sappiamo perché, di frequenti scotea quell’anello.
L’entusiasmo è giunto al colmo quando ella, vicina a ritirarsi nella sua tana, ci ha salutato con molta grazia, dicendo presso a poco queste parole – Grazie Meine, Herren, guten margen, adieu, (e notate l’impasto delle tre lingue italiana, tedesca e francese)… E gli spettatori fuggendosene maravigliati hanno corrisposto a quel saluto con una tempesta di fischi… Forse in Groenlandia così si applaude.
Grazie, grazie signor Paganini, quanta bontà per noi!
FRANCESCO MASTRIANI