TRAME

   La trama è costruita intorno al personaggio di Andrea della Neve. È questi il segretario della Marchesa Teodora. Vedovo, con la figlia Olivia vive nello stesso stabile della marchesa presso cui ci trova anche la contessa Amalia.

   Andrea è ossessionato dall’idea di avere in sé i caratteri ereditari dell’omicida poiché sia il padre che il nonno furono assassini. Le parole di un avvocato che aveva parlato di “fato organico” gli risuonano costantemente nella mente e lo tormentano. Egli è convinto di essere condannato a diventare un assassino.

   Ora Andrea sente amorosa simpatia per la contessa Amalia ed è da lei ricambiato con tenera amicizia prima e con amore poi. La contessa, pur mostrando rare doti di modestia, è corteggiatissima nelle riunioni mondane, regalmente tenute a casa della marchesa Teodora. Il marito della contessa, il conte Sigismondo Lambert, è da anni paralizzato per «un accesso di apoplessia seguito da un tuffo al cervello». Non può muoversi ed ha perso anche l’uso della parola.

   Quando un facoltoso straniero, il barone Katargy, ebreo moldavo, si profila all’orizzonte, Andrea ha una strana reazione: sfida il barone, che egli sente come rivale in amore, a giocare a carte con una posta molto alta. Andrea perde una partita dopo l’altra e all’ultima, con la posta salita a 20.000 franchi, è sull’orlo di una crisi. Dopo aver perso anche l’ultima partita si avventa sull’avversario e gli stringe la gola come volesse strozzarlo. II barone subisce più con fastidio che con paura l’aggressione del signor Andrea, ma per questi l’episodio è la conferma della propria predestinazione alla violenza omicida.

   Andrea reagisce a questo che percepisce come un avverso destino imponendosi per salvarsi, fingendo una malattia, la stessa immobilità del conte Sigismondo. Benché la sua finzione sia scoperta dal medico di fiducia della marchesa Teodora, Andrea non desiste e continua a vivere da paralitico muto per opporsi al suo destino avverso.

   Soltanto la morte della figlia gli ridarà il movimento e la parola, ma gli porterà anche un senso di disperazione e il desiderio di morire, da cui lo salva in fine 1’amore finalmente dichiarato della contessa Amalia.

                                                          FRANCESCO GUARDIANI

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    La trama del romanzo si svolge per lo più in un palazzo di Napoli, in via Egiziaca a Pizzofalcone, dove al terzo piano abita l’anziana marchesa tedesca Teodora, con suo nipote il conte Sigismondo e la sua consorte contessa Amalia. Al quinto piano dello stesso palazzo abitano Andrea, segretario della marchesa e la sua figlia diciottenne Olivia.

   Il conte Sigismondo è in pratica l’automa vero, accidentato nel letto in seguito ad un colpo apoplettico; mentre Andrea, nel corso della storia, diventa un automa fittizio; lo diventa di sua volontà per sfuggire al suo fato organico, derivante  dal nonno, ladro e assassino, e dal padre, assassino della moglie. Gli era entrata nell’animo la persuasione che egli non potesse sfuggire al suo destino alla EREDITÀ DEL DELITTO.

    Nella casa della marchesa si svolgono soventi riunioni di società, e spesso interviene il barone moldavo Katargy, che è invaghito della contessa Amalia, della quale è innamorato anche Andrea, il quale per altro non svela mai la sua passione per la nobildonna. Una sera, il segretario, indispettito dal fatto che la contessa e il barone sono in intrinseca conversazione, invita il moldavo ad una partita ad ècartè, appunto per distoglierlo dalla contessa. Andrea, non solo perde l’ingente somma di 20.000 franchi, ma tenta anche di strangolare il giovane moldavo, che rinuncia ad essere pagato il debito e perdona anche l’atto insensato di Andrea nei suoi confronti, ma il segretario è intenzionato a pagare il suo debito di gioco. 

   Da un galeotto gli porta una lettera, egli scopre che è figlio di un padre omicida e di un nonno grassatore ed assassino. Recupera poi un cassettino contenente dell’oro avuto da suo padre. E con questo oro vuole pagare il debito di gioco col moldavo, che rifiuta i soldi. I due litigano quasi verbalmente, e Andrea addirittura sfida a duello il moldavo il quale lo rifiuta.

 Frequenta la casa di Andrea, suo nipote Luca, un giovane mellifluo e del quale s’innamora Olivia. Il giovane corrisponde all’amore della ragazza, ma per suoi fini secondari.

   La marchesa svela poi anche lei ad Andrea le sue origini e lo strano caso per cui si trova nella sua casa. Lo raccolse bambino in fin di vita, abbandonato dalla madre. Lo potrò con sé, lo allevò ed istruì e alla fine lo tenne come suo segretario personale.

   In seguito alla scoperta che il padre e il nonno sono stati ladri ed omicidi, Andrea subisce un colpo apoplettico, del quale in seguito guarisce; ma continua a fingersi ammalato e addirittura un automa.

   Durante la sua degenza viene assistito con cura da Amalia che scopre che Andrea la ama. Nella sua condizione di automa Andrea fa però capire che non gradisce la presenza del nipote Luca, il quale corteggia sempre Olivia, e la sobilla contro Amalia e il padre. È il dottore tedesco Zeith che si rende conto che Andrea è un falso automa; la contessa Amalia ha capito che finge di esserlo per sfuggirà al fato, all’eredità del delitto. In seguito ad un altro colpo aplopettico, muore il conte Sigismondo, marito di Amalia. Amalia si trasferisce a casa della zia. Olivia rimane solo col padre accidentato e riprende la relazione con Luca. Il perfido cugino tenta di  convincere Olivia ad abbandonare la casa e il padre ed andare a convivere con lui, ma occorrono soldi, e cerca di persuadere la ragazza a rubare un cassettino del padre in cui c’è una ingente somma in monete d’oro. E alla fine la convince.

Durante il tentativo di furto, di notte, Andrea cessa di fare l’automa, e con l’aiuto di un maestro i casa da arrestare il ladro Luca un flagranza di reato. In seguito a questo episodio, in cui Olivia ha aiutato l’amante a perpetrare il furto, la ragazza non viene arrestata, ma un male fisico, la tisi, si ringagliardisce. Il romanzo si conclude con la morte di Olivia dopo che il padre ha smesso di fare l’automa. La contessa Amalia rifiuta la proposta di matrimonio del moldavo Katargy, e dopo un anno della morte di Olivia sposa Andrea.

                                                                                                                 ROSARIO MASTRIANI