ESPOSIZIONE DI BELLE ARTE NAPOLITANE

IL CRISTO E LA MADDALENA

Di Alfonso Balzico

Dicit ei Jesus: NOLI METANGERR, nondùm

enim ascendi ad Patrem meum.

Evang. Joan Cap.20 v.17

 

   Ecco un altro lavoro di questo giovine scultore, attinto alle Sacre Scritture. Il Cristo apparisce improvvisamente alla Maddalena dopo la sua resurrezione, e nel momento in cui la peccatrice penitente piangeva la sparizione del suo Signore dal monumento sepolcrale. Alla parola di sorpresa che profferisce la Maddalena Rabboni (Maestro), e all’atto onde vorrebbe toccarne le vesti, quasi per accertarsi quegli è in fatti il suo Signore redivivo, il Redentor degli uomini le dice: Noli me tangere (Non mi toccare). Guardate questo bellissimo gruppo di due figure poco più grandi del vero. Disposte egregiamente sovra un piano di picciolissima dimensione, l’artista ha saputo ordinarle in guisa che l’una non tocchi l’altra; ciò che forma il pregio maggiore di questo gruppo; imperocché la Maddalena, stando con un ginocchio a terra, occupa uno spazio maggiore di quello d’una figura all’impiedi. Sculta è sulle sembianze del Cristo la divina maestà: il suo sguardo compostamente abbassato verso l’umil creatura la separa con dolcezza da lui più che l’atteggiamento della dritta mano ond’Egli accompagna il motto autorevole. Con quale arte è panneggiata la tunica ebrea che lascia scoperto il sinistro braccio e parte del petto della Divina Persona! Tutto il lato manco della tunica è sollevato e ripiegato in sulla cintura, a mo’degli ortolani, per un de’quali la Maddalena avea scambiato il Cristo in sul primo apparir di lui (existimans quia hortulanus esset). L’atteggiamento della Maddalena è quanto di più naturale al mondo. La mossa della sua mano destra, che alcuni han giudicata con poco senno languida e fredda, è qual dev’essere, poscia che il Noli me tangere raffrena quello spingersi innanzi della mano, che timida e rispettosa retrocede e quasi abbattesi in sul sinistro ginocchio.

   Non diremo delle particolari bellezze di questo gruppo; della morbidezza e precisione dei capelli della donna, annodati all’ ebraica foggia; della vita onde rifulgono le due figure; della naturalissima espressione de’loro volti e delle loro rispettive persone; dell’impressione istantanea che produce su gli animi de’ riguardanti. Noi non possiamo che altamente encomiare e incoraggiare i passi di questa novella scuola che, aborrendo dal gretto e nudo studio delle forme, si appiglia a ritrarre sulla tela o sul marmo il pensiero, l’anima, gli affetti, e, quel che più torna a vera gloria, il pensiero, l’anima e gli affetti CRISTIANI.

                                                                                                               FRANCESCO MASTRIANI