EDITORIALE

Esposizione di belle arti napolitane.

La Vergine di Alfonso Balzico

   Tra le opere di Scultura, esposte nel presente Saggio di Belle Arti nel Real Museo Borbonico, ci piace parlar primamente di questo busto in marmo di crestola fatto da un giovine che di fresco ha varcato i cinque lustri. Se le opere d’arte hannosi a giudicare dalla impressione che producono immediatamente su gli animi degli spettatori, questo lavoro del Balzico merita certamente di essere allogato tra i primi che fregiano l’ Esposizione; imperocché non vi è persona che getti, anche distrattamente, uno sguardo su quella testa delle Vergine, e non rimanga colpito dalla infinita bellezza e dal celeste carattere che la riveste. Ed è impossibile, anche al più freddo e comune riguardatore, che, dopo averla affisata, non sia preso a lungamente a contemplarla. La maestà della Regina degli Angioli, l’ineffabile dolcezza della purissima Rosa di Gerico, la sublime elevatezza della Madre castissima di Cristo, il divino splendore della Stella del mattino, la pietà immensurabile della consolatrice degli afflitti e della salute degli infermi; tutti questi celesti caratteri ha saputo il Balzico scolpir sulle sembianze di Colei che sola tra tutte le umane creature può dire Fecit mihi magna qui Potens est.

   Bel trionfo dell’arte! Qui non comanda l’ammirazione l’ intreccio e la collocazione delle figure, la scelta d’uno storico subbietto, gli atteggiamenti, i vestiti, il dramma insomma espresso dallo scultore o dal pittore; qui non vedi che un busto, un semplice busto, una testa, un volto, ne’cui lineamenti l’autore ha saputo far sparire il freddo marmo per trasfondere la vita, la santità, la Grazia, la Gloria: quel volto è il più bello che la natura potea creare, per la Privilegiata tra tutte le donne, e che l’arte ispirata poteva imitare. Ma dove, ma quando, ma come ha potuto l’artista trovare il modello di quel volto divino, se non nel più puro concepimento, nella più sublime elevazione dell’anima? A terra la plastica Venere, a terra la Psiche appassionata, a terra la stessa pudica Diana! Confessiamo che soltanto la Religion Cristiana ha potuto elevare la statuaria  sì eminente altezza.

   Un gruppo del CRISTO E DELLA MADDALENA, dello stesso Alfonso Balzico, ci rivela eziandio in questo giovine scultore lo studio della novella Scuola che s’ispira a subbietti cristiani.

   −. Ne parleremo nel venturo numero.

                                                                      FRANCESCO MASTRIANI