IL PUTTO DI CERA
Dell’architetto STEFANO CHIRICO
È la prima volta che veggiamo esposto un lavoro di questo genere. In una cassa chiusa da cristalli tu vedi un bambino addormentato, che ha di fresco varcato il primo anno di sua vita. La sanità più rigogliosa ribocca dalle paffute guance di rosa e da tutto il corpicino abbandonato sovra un guanciale nella più schietta e natural posizione. Accostandoti a questo putto, senti trasfonderti nell’animo un senso di gaiezza, d’innocenza, di riposo; sei tentato ad imprimere un bacio su quel caro volto, su quelle labbrucce semiaperte, da cui vedi spuntar la nascita de’ dentuzzi. Qui l’imitazione perfettissima è aiutata dalla docil materia, che si presta mirabilmente a tutta la morbidezza e colorizzazione delle carni. Che prodigio di pazienza, d’ industria! Che studio delle forme! Con quanta sottigliezza è lavorato quel visino, in cui scorgi financo la trasparenza delle vene! Il bambino dorme sovra un candido guanciale orlato di merletti. Maraviglioso è puranche questo origliere, in cui la cera è portata alla più irreprensibile imitazione della stoffa di filo. Un neo si è trovato a questo bellissimo lavoro del Chirico, i capelli del bambino troppo folti e duri quella tenerissima età. Ma questo difetto è scusato dalla prestezza onde l’artista dové surrogare a’ capelli naturali cha aveva appiccati alla testa del bambino, quelli anche in fili di stoffa che non hanno danneggiato il suo lavoro.
Un altro lavoro dello stesso Chirico vedesi poco discosto dal putto, ed è un bassorilievo anche in cera, imitante a perfezione l’avorio e che rappresenta la Madonna della Protezione. Un grande studio di merletti attira l’ammirazione e gli elogi degli intenditori.
Nel numero venturo parleremo del gruppo CRISTO E LA MADDALENA, del giovine scultore Alfonso Balzico.
FRANCESCO MASTRIANI