En ce moment dècisif les douze
ou quinze mois d‘inquiètudes qui
ont prècèdè l’espèce de tutte engagèe
entre l‘auteur et le public, se
rèsument en una agonie dèlirante
LES PETITES MISERES DU LA VIU HUMAINE.
Che cosa sono l’Illiade, l’Eneide, la Gerusalemme, e il Paradiso Perduto in confronto del vasto e commovente poema che succede nell’animo dell’autore nel primo giorno della sua celebrità, ovvero nel giorno in cui si rappresenta per la prima volta il suo drammatico lavoro? Oh se egli potesse a sangue freddo gettar sulla carta gli episodi or teneri, ora berneschi, ed ora strazianti che avvengono in quel suo povero cuore! Ma come conservare il sangue freddo in tal giorno? giorno tremendo ed avventurato ad un tempo, di orribili timori, e di speranze inebbrianti, di angosce mortali, e d’indicibili gioie? Seguite meco rapidamente gli ostacoli, le pene, le umiliazioni e i disgusti che deve subire un autor drammatico innanzi di giugnere a questo giorno di trionfo o di caduta; e se dopo aver meco percorsa a vol d‘uccello questa malaugurata via, vi sentite ancora il prurito di essere autore drammatico, non esito a dichiararvi demente.
Un autore drammatico non è che un uomo come gli altri, nel felice possedimento di tutti i sensi, se n’eccettui il senso comune o il buon senso, mancante il quale tutti gli altri cinque non servono che a far commettere corbellerie e buassaggini. Quest’uomo dunque che chiameremo Egidio, per non fare allusione ad alcuno, ed il quale per lo addietro menava una vita innocente e tranquilla, si alza in un brutto mattino, e non avendo niente di meglio da fare si mette a leggere uno di que’tanti lenzuoli stampati che in Francia vengono detti fogli-mostri. Una novella colpisce la sua fantasia, novella sciagurata, che per più di un anno farà perdere il sonno ad un galantuomo! Egidio resta pensieroso dopo la lettura di quella novella; un’idea gli si è affacciata nella mente, una di quelle idee che decidono del destino d’un uomo, quella novella contiene il germe di un dramma e di un drammaturgo, quella novella è il bruco onde nascerà una farfalla: Egidio farà un dramma in 5 atti e col prologo.
Da questo momento l’esistenza di Egidio divien tutt’altra cosa; egli non è più il giovine spensierato e perduto ne’caffè; egli ha ora una missione a compiere; la società lo chiama ad illuminarlo, l’Italia ha fiso lo sguardo su lui, e il teatro aspetta da lui nuova gloria. In men di un mese il dramma è fatto; la missione è compiuta; resta solo a farlo andare in scena!!!
Egidio si presenta al Direttore del Teatro e gli offre il lavoro. Il Direttore che è una persona cortese con tutti, incoraggia con un sorriso il neofita del teatro, e gli promette di mandar subitamente il dramma alla censura. Egidio è gongolante di gioia; tra un mese al più tardi si vedrà celebre!! Egidio cammina per la strada con la testa più alta; sentesi in fatti più alto di due cubiti; saluta gli amici con maggior sussiego; gli sembra che tutti quelli che incontra debbano indovinare la sua futura celebrità. Mi dimenticava di dirvi che prima di portare al teatro il suo dramma, Egidio ha raccolto in sua casa una schiera di eletti amici, per fare che il giudicassero imparzialmente; e gli amici concordemente e imparzialmente l’han trovato un capolavoro e l’hanno ammirato. Che bella via seminata di rose si offre al giovine autore! Come in ogni individuo egli conta due mani per applaudirlo ed una bocca per evocarlo sul proscenio!
Dopo alquanti giorni Egidio si porta novellamente dal Direttore del teatro per sentir se questo è ancora del parere degli amici che han trovato il dramma sublime. Il Direttore accoglie Egidio col solito sorriso teatrale, e con be’modi gli dice che non ha avuto ancora il tempo di leggere il dramma. L’autore fa passare un’altra settimana, e poi si presenta di bel nuovo al Direttore: lo stesso sorriso e la stessa risposta! Scorrono altri quindici giorni, a capo de’quali Egidio ha finalmente in risposta il suo manoscritto con una letterina così concepita: Pregiatissimo amico. Ho letto il tuo dramma, che le rimetto e mi permetterà di dirle che esso è difettoso in arte, e che il 4° atto è troppo lungo, che i caratteri sono traditi ec. ec. La consiglio dunque di tentare un altro lavoro, che spero le riuscirà più felice. Mi creda sempre con vera stima. Il suo amico B. D…
Primo fatal disinganno!! Egidio è annichilato! Egli non presta fede a’suoi occhi, rilegge cento volte la lettera, ed a mala pena ne comprende il significato; tanto è difficile che la verità sia capita e creduta in questo mondo di bugie!!
Ogni altro uomo, che non fosse autor drammatico, dopo questo tremendo disinganno, avrebbe deposto il pensiero di seguire una carriera cominciata con sì tristi auspicî; ma un autor drammatico è una eccezione della specie umana, una febbre l’invade dal primo momento che in lui nasce il prurito della celebrità, una febbre che altri chiamano febbre dell‘arte, ma che io fisiologicamente chiamo febbre de’fischi; egli non procurerà di guarirsi a’primi spasimi, ma vorrà tutta provare la lunga schiera di pene e di dolori che conducono inevitabilmente a’fischi. Egidio non si scuora però; forse il Direttore ha potuto ingannarsi in quel rigoroso giudizio, e certamente si è ingannato, dappoiché tutti gli amici avean giudicato magnifico il dramma. Il domani egli riunisce novellamente in sua casa parecchi di questi amici, e fa loro leggere la lettera del Direttore; que’signori convengono nel dire che in questa faccenda ci è della cattiveria dalla parte del Direttore, che questi non ha voluto per suoi motivi accettare il dramma, e che però bisognava con la forza costringerlo ad accettarlo. Egidio si persuade di questo; noi ci persuadiamo facilmente di quel che ne piace: egli dunque ricorre ad un’ autorità superiore; costringe il Direttore ad accogliere il dramma, il quale passa finalmente alla censura – Scorre un anno!!! – Immagini chi può le smanie di Egidio, e la sua mortale impazienza! anno di sollecitazioni, d’inquietudini, di crepacuori. Durante quest’anno Egidio si porta ogni due giorni dal Direttore per informarsi se il dramma è arrivato in teatro – A capo de’ dodici mesi Egidio riceve un dì la sospirata notizia che il suo lavoro ha fatto il cammino regolare, e che tra pochi giorni si metterà in concerto. Da questo momento cominciano i veri palpiti dell’autore – Ogni giorno Egidio non mancherà alla prova. Ma le prove procedono lentamente; la prima donna ha avuto un’indigestione la scora notte; il primo uomo è rauco; l’ amoroso non sa la sua parte; il tiranno ha degli spasmi nervosi; il brillante ha de’dolori reumatici alle gambe; la servetta è malinconica; il caratterista ha fatto un altro figlio, cioè la moglie di lui si è sgravata ieri sera; le secondi parti sono assenti; le terze non si trovano mai pronte; il rammentatore non è stato unto, epperò suggerisce a dirupo.
Uscendo dal teatro dopo la penultima prova Egidio trova schierata una mano di amici che gli chiedono biglietti per la rappresentazione. È maraviglioso come un Autor Drammatico si vede in un momento onorato dell’amicizia di cento persone, cui egli non conosce nemmeno il nome; e come al contrario diventano suoi mortali nemici coloro a cui non ha fatto mai in sua vita il minimo male.
Eccoci arrivati al giorno tremendo; al giorno della rappresentazione. Mi si rizzano i capelli sul capo al solo pensare a’travagli innumerevoli di quella povera esistenza che dovrà essere la sera giudicata senz’appello dagli abbonati, corpo morale, che è giudice fantastico, capriccioso, incoerente, e spesse volte prevenuto in bene o in male.
Terminata l’ultima prova, Egidio si presenta tremante ed umile al Direttore, ed il prega di favorirgli de’biglietti per gli amici; il Direttore si mostra veramente generoso, e gli dice che tutto il teatro è a disposizione di lui. Egidio prende solamente due biglietti di palchi, e sei di platea. Con questo numero di biglietti contentati cento e più amici!! Ecco dunque il povero Egidio nella necessità di procurarsi altrettanti nemici, oltre quelli che gli sono rivali nell’arte, e cioè gli altri autori drammatici fischiati e da fischiarsi, i quali vanno tutti al teatro per fischiare. Uscendo dal teatro dopo l’ultima prova, il primo pensiero di Egidio è di andar leggendo in ogni cantonata gli affissi teatrali, ne’quali è stampato il suo nome. Egli si sforza di osservare altresì l’impressione che ricevon coloro che li leggono.
In questo giorno di celebrità Egidio è pallido come un morto; cammina a sghembo; urta in ogni persona che incontra; passa per tutte le strade dove può leggere un affisso del teatro; pranza poco o non pranza; tutti lo salutano e gli augurano buon successo.
Siamo alla sera. La folla si assiepa alle porte del teatro; il botteghino dello spaccio de’biglietti è assalito dalla gente curiosa e dagli autori in erba. La platea si riempie a poco a poco, come anche i palchi. Comincia il sussurro, il domandarsi l’un l’altro dell’autore e dell’opera: i dotti abbonati sono certi di trovare orribile il dramma; per essi tutto è orrore, cominciando dalle commedie di Goldoni e di Scribe fino al primo parto di un giovine autore. Prima di portarsi sul proscenio, per essere incoronato d‘allori, Egidio si presenta un istante in un palchetto all’ultima fila per osservare il pubblico, suo giudice, e per vedere se gli amici sono al loro posto.
Giunge il momento fatale: − si alza la tela – Egidio immobile dietro le quinte sentesi scoppiare il cuore; ha appena la forza di respirare. Gli attori mostrano con la loro freddezza come sono sicuri della caduta del dramma. Finisce il prologo. Al silenzio profondo che avea regnato nella sala succede un lungo mormorio, e poscia un sibilo… Ahi! ci siamo… il contagio de’ fischi è il più tremendo di tutti i contagi… cento altri sibili si fanno udire da diversi punti della sala. Al secondo, al terzo, ed al quarto atto la tempesta vien per modo crescendo che si stima prudente consiglio di non terminare la produzione. Dacché principiano i fischi, gli attori si mettono anch’essi dalla parte del pubblico, per ischernire il povero autore. Eglino non fanno mai altrimenti! Fin dal primo atto Egidio è sparito senza che alcuno lo abbia veduto uscire. È curiosa questa ecclissi degli autori drammatici.
Ecco il giorno della celebrità!
Il domani Egidio riceve in sua casa la noia delle spese teatrali che deve pagare, non che dei biglietti da lui presi!
Ecco di che si compensa un autore fischiato!
FRANCESCO MASTRIANI
[1] Questo racconto l’autore lo ripropone nel romanzo «I figli del lusso»; nella Parte Terza-Il denaro. Nel cap.IV Un compagno di scuola.