INTRODUZIONE

      Eh sì, caro Francesco Mastriani,

eccomi, ho risposto presente alla tua chiamata. Ci separa più di un secolo, ma sono pronta a vivere e mettere in scena questa sfida che vede te il protagonista principale. Ci provo fortemente a far conoscere tutto il tuo immenso mondo. Un mondo ricco, ricchissimo di parole scritte, di emozioni, di ironia, di satira, che ti ha fatto amare da me, che poco ti conoscevo. Da subito, da quando ho sfiorato con le mie dita i tuoi scritti, da quando delicatamente ho ammirato il tuo stile grafico, da quando ho letto della tua vasta opera ambiziosa, che ha spaziato largamente tra tutti i generi letterari, senza mai scontentare alcun lettore definito “popolare” del tuo periodo storico, ho provato grande empatia. Empatia anche per la tua vita afflitta da immensi dolori, ricca di valori affettivi e familiari, così attuali, così moderni, così veri, ma talvolta offuscati nella nostra società. Spero che i lettori che vorranno approfondire la tua conoscenza leggendo queste pagine curate con stima, studio, analisi, dalla mia amica Angela, possano provare le mie stesse emozioni, possano tuffarsi in questo turbinio di idee, di stati d’animo, di narrazioni. Ed ancora possano scorgere il tuo essere precursore e ti riconoscano ciò che in vita la critica non ti ha riconosciuto, questo è il mio obiettivo, e l’obiettivo che mi sono posta con questo libro.

   Sei stato definito “martire della penna”, spero che proprio questa penna a cui hai dedicato l’intera vita, ti renda soddisfatto e gratificato oggi.

   Un ringraziamento speciale alla mia cara zia Anna Conti che ha reso possibile ciò donandomi la sua preziosa documentazione letteraria, consapevole che l’avrei custodita con gratitudine ma che al contempo l’avrei resa pubblica per onorare la tua arte. Di quale responsabilità mi hai investita? Posso solo provare ad imaginare l’immensa emozione, lo stato d’animo, che il Cavalier Gennaro Salvati (pro prozio di mia zia) ha potuto provare, nel conoscerti personalmente, nell’essere stato l’unico editore che non ti ha “scorticato” fino all’ultimo giorno della tua vita. So che vi legava una grande amicizia e stima tanto da indurti ad affidargli la cura e la pubblicazione rieditata, di tutti i tuoi lavori, editi e non editi; e so anche che era intenzione del Cavalier Salvati, apporre una lapida commemorativa per onorare te, presso la casa dove sei nato, ed elevare un monumento nell’ Artistico Cimitero in Poggioreale. Ed ancora posso solo provare ad immaginare il vivere nel tuo tempo, con la consapevolezza di avere il privilegio di poter colloquiare con uno scrittore italiano di grande successo. Ma anche drammaturgo, giornalista, autore, docente… Sai sono anch’io una docente ed il mondo della scuola, oggi, ha bisogno di letterati come te. Un letterato che ha saputo adeguare i suoi scritti ai mutamenti storici, con abile alternanza tra l’analisi distaccata, documentarista delle storie, degli ambienti, dei personaggi, ad una intensa partecipazione sentimentale, emotiva. Un uomo di fede come il Cavalier Salvati, come tutti i miei familiari che hanno custodito la tua preziosa documentazione letteraria, per lunghi, lunghissimi anni, prima che giungesse a me. È stato senza ombra di dubbio fortunato l’editore Salvati, come mi sarebbe piaciuto essere al suo posto!!! Forse il tuo stato d’animo non sarà stato sereno, gioioso come quello suo, perché spesso hai dovuto affrontare problemi economici e per questo hai lavorato incessantemente, producendo tanti, tanti scritti, ma fortuna che ci sei stato, che sei esistito!!! Che ricordo, che gioia che ho provato quando sono stata resa partecipe dell’esistenza di cartelle contenenti i tuoi preziosi “scritti” a che sarebbero stati miei. Ricordo l’odore di antico che emanavano quelle cartelle; ho cercato di immaginare te mentre ti accingevi a scrivere, con la penna ed i tuoi adorati fogli. Ed al contempo ho lodato i miei prozii (Salvatore Salvati figlio del Cavalier Gennaro e la moglie Anna Conti), e la mia cara zia Anna, bis nipote del Cavalier Gennaro Salvati, nonché tuo stimato editore, per aver custodito questo bene prezioso che io definisco “oro letterario”. Caro Francesco, ti faccio presente che ci sono state due guerre mondiali nel lungo secolo che ci separa, ed ancora traslochi, passaggi ereditari, ma nulla è andato perso!!! Era destino che dovessimo incontrarci, anche se virtualmente, che ti avrei attenzionato così tanto da provare stima ed affetto, quasi ti avessi conosciuto di persona, quasi tu fossi uno di famiglia!!! Beh considerato da quanti anni soggiorni, dimori presso la mia famiglia, la mia affermazione potrebbe essere non del tutto errata!!! L’ironia non mi manca ma tu sei stato un maestro, e l’hai saputa dosare bene nei tuoi scritti. Sai Francesco caro, c’è un altro punto che mi avvicina a te, è la mia passione per il genere letterario “noir”, devo confidarti che sono la sola nella mia famiglia, e tu sei stato un pioniere anche in questo, un “apripista”… nulla è sfuggito alla tua immensa cultura. Mi sento davvero investita di una importante responsabilità perché in tanti hanno scritto di te in questi lunghi anni, in tanti si sono ispirati ai tuoi scritti, ai tuoi lavori.

   Ci provo, ma tu sii clemente con me, e ricordati che apparteniamo alla nostra città, Napoli, che tu non hai mai voluto abbandonare, nonostante ti abbia fatto tanto soffrire, nonostante non ti abbia tributato in vita gli onori che meritavi, come sempre accade con migliori figli, ma che spero fortemente possa riscattarsi da oggi.

   “Per contratto in data 16 agosto 1880, per notar Raffaele Tucci, cedetti definitivamente la proprietà di tutte le opere mie al Cav. Gennaro Salvati proprietario della Tipografia Governativa“.

   Grazie Francesco, Grazie Gennaro, Grazie Anna…

   Un abbraccio forte forte

                                            Maria Rotunno