MASTRIANI QUESTO SCONOSCIUTO

   In un tempo che deride la memoria e umilia il pensiero, in cui le luci dell’effimero accecano le ombre profonde della nostra storia letteraria, è un piccolo miracolo imbattersi in un libro che torna a dare voce a Francesco Mastriani. Nome illustre e al tempo stesso negletto, fu lui il primo vero giallista italiano, il precursore di quel romanzo d’indagine che già impazzava in Europa a metà Ottocento.

   Ma Mastriani fu molto di più: cantore degli ultimi, narratore delle viscere di Napoli, veggente del dramma sociale prima ancora che la critica parlasse di “questione meridionale”.

   Nato nel 1819 all’ombra del Vesuvio e morto nella stessa città nel 1891, Mastriani lasciò dietro di sé un patrimonio vastissimo di romanzi, drammi,  saggi in gran parte pubblicati a puntate sui giornali, secondo la prassi del feuilleton.

   Un autore popolare nel senso più nobile del termine, amato dal popolo per la sua lingua diretta e carica di pathos, capace di sollevare il velo su una Napoli dolente, abitata da vermi umani e ombre ambulanti.

   Lo dimostrano opere come «I Vermi» (1863), «Le ombre» (1868) e «I misteri di Napoli» (1869): la sua “trilogia socialista”, una vera e propria discesa agli inferi dell’anima urbana.

   Ma se con «Il mio cadavere» (1851) si guadagnò il titolo di padre del giallo italiano, fu anche tra i primi a imbracciare la bandiera del romanzo d’appendice, firmando capolavori pubblicati quotidianamente dal giornale «Roma», come «Nerone in Napoli».

   Ed è proprio per restituire Mastriani alla sua gloria perduta che giovedì 19 giugno 2025, alle ore 18, presso  la Mondadori Bookstore nella Galleria Umberto I, sarà presentato il volume «Francesco Mastriani – Discorso accademico sul Manzoni», edito da Mea.

   Il libro frutto di due anni di ricerche, è opera delle studiose Angela Gionti e Maria Rotunno. Quest’ultima, erede di una parte dell’archivio mastrianeo ceduto nel 1880 dallo scrittore all’editore Cavalier Gennaro Salvati, custodisce oggi pagine preziose e ancora inedite, tra cui proprio questo “discorso” dedicato ad Alessandro Manzoni.

   A impreziosire la serata saranno le letture dell’attore Mario Porfito, gl’interventi di Vincenza Amato, presidente del Consiglio Comunale di Napoli, del professore Tommaso Zarrillo, della coreografa Margherita Veneruso e dell’attore Patrizio Rispo.

   A moderare l’incontro sarà Geltrude  Vollaro.

   «Questo libro – ha affermato Angela Gionti – è il risultato di un percorso di studio, nato dall’amore per un autore dimenticato ma fondamentale».

   «È solo il primo passo – ha aggiunto Maria Rotunno – di un più ampio progetto intitolato “Tributo all’eccelso Francesco Mastriani” che prevede anche uno spettacolo teatrale».

   Iniziative come queste non sono semplici operazioni editoriali, ma veri atti d’amore civile. Perché ricordare Mastriani, significa anche restituire alla città di Napoli uno dei suoi più appassionati cronisti. Un uomo che, pur morendo quasi cieco e indebitato, non smise mai di guardare e raccontare la realtà.

   Una realtà fatta di dolore e giustizia negata, ma anche di bellezza e speranza.

                                                                                                                        GIUSEPPE GIORGIO