TEATRI

   TEATRO FIORENTINI 

   Pia deTolomei – Bellissima tragedia di Mirenco da Cava, sebbene ripetuta moltissime volte su queste scene, pure è stata udita per due sere col più vivo interesse del nostro pubblico, il quale condannato alle barbare traduzioni o rivoluzioni francesi accoglie sempre con trasporto quelle produzioni, in cui il gusto, la ragionevolezza, e la forma veramente italiana, il facciano per poco ricordare de’bei tempi del nostro patrio teatro.

   Due nuovi attori sonosi per la prima volta presentati sulle nostre scene di prosa, i sigg. Piccinini e Salvini. Diremo brevemente di loro che il primo possiede tutt’i mezze per essere un buon attore; bella presenza, voce sonora e flessibile, pronunzia veramente italiana, e ferace intelligenza. Portiamo avviso che il Piccinini riesca più nelle parti nobili e dignitose della tragedia anziché ne’caratteri semplici di commedia. Il soverchio studio di declamazione il rende però talvolta  troppo manierato – Salvini è un giovine amoroso che promette molto, stante che appartiene alla scuola dell’egregio Modena, ultimo superstite allievo di de Marini. La naturalezza è il precipuo carattere di questa scuola, e il Salvini non pare volersi allontanare dalle norme di quel grande attore, comeché la timidezza e l’inesperienza teatrale lo inceppino spesso, non dandogli ancora il libero e disinvolto esercizio de’gesti. Dovrebb’eziandio il Salvini schivare que’suoni languidi e svenevoli, quel portar continuamente  la mano dietro il capo, quel modo troppo studiato di passeggiare il teatro e quel continuo piantarsi col petto in fuori quando sta fermo in atto di ascoltar qualche cosa che fortemente l’interessa. Entrambi questi attori sono pregevoli acquisti pel nostro Teatro di prosa, e ne facciam all’Impresa le nostre congratulazioni.

   Varie nuove produzioni  son comparse nelle scorse sere, niuna delle quali può dirsi avere avuto una fortuna compiutamente lieta e di deciso favore.

   Le Abitudini – commedia del sig. Achille Cipriani è stata trovata alquanto fredda, ma noi non dividiamo all’intutto l’avviso che ne diè il pubblico la prima sera (di appalto sospeso) e ne attendiamo la riproduzione per parlarne più distesamente.

   Giovanni de Pareja – Dramma originale in due atti si è sostenuto per due sere, ma con fortuna né trista né lieta. L’autore avrebbe potuto trarre ben altro partito sviluppando l’interessante carattere del pittore spagnuolo ch’egli per così dire ha appena abbozzato. Vi si è distinto con molta lode il sig. Aliprandi nella parte protagonista.

   Luisa Bernard – Ridotta da un dramma di Dumas dal sig. Aliprandi, la prima sera (di appalto sospeso) fu applaudita, la seconda sera (di abbonamento) fu fischiata. Il Cielo ci guardi dal pronunziare il nostro avviso in tale discordante sentenza de’due diversi pubblici, i quali noi del pari stimiamo ed altamente onoriamo – Monti ed Alberti eseguirono le loro parti coll’usata bravura e riscossero  in taluni punti degli applausi.

   I Puntigliosi – Nuova farsa tradotta dal francese, è troppa meschina cosa perché importasse tenerne parola.

   Attendiamo su queste scene più pregevoli e interessanti novità, le quali potessero compensare il pubblico della passata scarsezza, e ci offrissero l’opportunità di ragionare più a lungo del nostro Teatro di prosa, dove conviene il fiore delle più colte ed elette persone del nostro paese.

                          FRANCESCO MASTRIANI