TEATRI

   S.CARLO

   4  settembre – Questa sera la leggiadrissima signora Ferraris, in occasione della serata in suo benefizio, oltre al solito passo, ha offerto al pubblico una Sivigliana ballata col sig. Morante, che ha ottenuto un pieno successo. Al comparir sulla scena è stata accolta la Ferraris da clamorosi plausi e gridi di lode – onore che assai di rado si concede dal nostro pubblico – ed in tutto il passo ella ed il suo compagno sono stati più e più volte interrotti dagli applausi e da’segni della più viva ammirazione. Ed invero questa coppia di egregi ballerini, che è ora la delizia ed il solo conforto del nostro pubblico, ha mostrato in questo nuovo passo un’arte ed un gusto sì squisito, che ogni movenza ogni atteggiamento era in essi una grazia ed un incanto.

TEATRO NUOVO 4 settembre 1845

   Il corriere del 1793 – Musica del sig. Delfico de Filippis, poesia del sig. Domenico Bolognese – Quest’opera in due atti, il cui subbietto è stato tolto dalla commedia francese dello stesso titolo, è stata favorevolmente accolta dal pubblico – La musica, massime al 1.° atto, è sufficientemente ricca di felici motivi, e di acconcio strumentale, sebbene talvolta vada in assordante frastuono. Come primo lavoro di un giovane dilettante, non possiamo tenerci dal manifestare al sig. Delfico le nostre congratulazioni pel felice successo riportato – Non sappiamo d’altra parte lodare la scelta del soggetto – Comechè il Bolognese abbia cercato di fecondar l’intrigo con parecchi episodi, introducendovi altri personaggi che non sono nella commedia francese, l’opera è non però restata sterile e di poco interesse. Come altresì non dobbiam tacere che quell’affettato ballerino in una carcere del 1793, anno di terrore, quella festa di ballo improvvisata, ci son parute cose disdicevoli in quel tempo di morte e di orrori. La poesia è bella, chiara, piena d’immagini e di concetti; soltanto troppo lunga e faticosa ci sembra l’aria di Fioravanti col coro al 2.° atto – Vi han cantato la sig.Vigliardi, e i sig. Olivari, Leonardi, Testa e Fioravanti. In quanto a quest’ ultimo vecchio campione del Teatro Nuovo, e valente artista, preghiamo l’Impresa di risparmiarlo un poco: benché noi bramiamo di vederlo sempre, ci accuora però di sentirlo ogni sera in parti di forza che lo stancano e lo mettono nello stato di poter a mala pena pronunziar le note.

                                                                                 FRANCESCO MASTRIANI