TEATRO NUOVO
Elvina. Musica del Maestro Nicola de Giosa – Questa seconda musica del giovine de Giosa ha vie più avvalorata l’opinione di felice e dilicata compositore che di lui ne avea fatta concepire la Casa de‘tre artisti. Il de Giosa, allievo del fecondo cav. Donizetti, par che dall’insigne maestro abbia attinto quella vena di graziosi motivi e di belle cantilene, cui la smania dell’astruso e del difficile va disgraziatamente esulando da’nostri teatri. Nell’ Elvina la melodia signoreggia in quasi tutt’i pezzi, accompagnata da parca e fiorita strumentatura. Le musiche di un genere semiserio sono a mio credere le più difficili, ed il de Giosa in questo arduo genere s’incammina con sì lieta ventura da farne presagire in lui un altro gloria della nostra Napoli. I pezzi più belli dell’Elvina, e che han procacciato al maestro maggiori applausi e chiamato sul proscenio sono al 1.° atto l’aria della Vigliardi, vaghissima e nuova; il duetto tra costei e il tenore Palmieri, la cui cabaletta è un mirabile e felice dialogo squisitamente concepito; la marcia ed il brindisi del coro, e il duetto tra il basso Leonardi e la de Rosa. Al 2.° atto la preghiera della Vigliardi, e il terzetto tra costei, il basso, e il tenore. Al 3.° atto il rondò finale che è bello oltremodo. Per essere giusti nella nostra dinamica noteremo che il 2.° e 3.° atto par che si allontanino un poco dalla vaga e spontanea melodia del 1.°: la colpa di questo infiacchirsi de’pezzi musicali debbesi in parte accagionare al freddo sviluppo dell’azione drammatica, ed a certe lungaggini per niente necessarie. È nostra opinione che l’Elvina avrebbe potuto restringersi in due atti, senza scemare affatto d’interesse; che anzi quel terzo atto non sembra avere altro scopo che far maggiormente faticare il povero basso Leonardi.
In quanto alla esecuzione è a dirsi che la Vigliardi è tale artista da cantare a sostener bene ogni genere di parti, perché alla bellezza d’una voce forte ed estesa ella accoppia arte e squisito sentimento. Il basso Leonardi vi ha cantato con quello zelo onde questo bravo artista adempie sempre il suo dovere. Alla de Rosa raccomandiamo di non dimenar troppo il capo come persona annoiata di quel che fa. Ed il tenore Palmieri?… la natura volea farlo basso, ma egli ha voluto essere tenore per forza…
FRANCESCO MASTRIANI