UN ARTICOLO PEL LUMINO

   Che trista vita è quella del giornalista! Vuoi o non vuoi, soffi scirocco o tramontana, abbi o pur no la vena felice, devi tastar la penna crudele, e scarabocchiar qualche cosa ogni giorno! fin da ieri avrei dovuto scrivere un articolo per occupare una colonna del Lumino di questa sera, e ciò per non mancare a’miei obblighi col compitissimo Direttore di questo foglio; ma ogni volta che ho preso la penna in mano per accingermi all’opera, il freddo, gli amici, il sonno, la svogliatezza mi han vinto, ed ho sempre posposto il lavoro a questa mattina.

   Ora però mi veggo con l’acqua alla gola; siamo alle otto a. m. e se non mando tra un’ora l’originale alla stamperia, non si può comporre, correggere, rivedere, e pubblicare per questa sera; bisogna dunque per forza ch’io covi un articolo dalle laminelle del mio cerebro.

   Che disgrazia! Questa mattina più che mai sento la mano rifuggir dalla carta, sento le idee andare a zonzo per l’anticamera del cervello. Che cosa scrivere? Vorrei cominciare una rubrica che potesse continuare per trenta numeri al meno: ma ora non vogliono leggere più cose lunghe date a brevi parosismi; e d’altra parte dove trovarla questa rubrica? Fatto è che ora avrei  bisogno d’un soggetto leggiero, facile, breve, che non desse troppa tortura al mio capo; chi mi suggerirà un’idea? Chi vorrà aiutarmi a trovare una varietà, una bizzarria, una novelletta, una caricatura, un costume, e fosse anche una cosa fatta e rifatta, un oggetto già trattato, un ghiribizzo d’altri tempi? A chi pregarne?

   È passato un altro quarto d’ora, il tempo stringe. Che cosa farò? Che cosa manderò alla stamperia? Pensiamo seriamente al modo come uscire di briga, e schiccherar qualche cosa; vediamo, che cosa potrei fare? Oh se non avessi scritto ancora le 30 lezioni dello Scibile Umano! Oppure se le mie 3.000 lezioni di Letteratura Universale non fossero state annoverate tra le cose insoffribili!… Facciamo una novelletta; ma ora non mi si affaccia veruna idea, verun soggetto… Facciamo piuttosto una varietà sul mese di Gennaio. O cielo, che cosa fredda! Scriviamo un articolo letterario, misterioso! Enigmatico, che non si capisca da nessuno, neanche da me che lo scrivo! Sì, questa idea mi piace; acquisterò certamente, come tanti scrittori tenuti in pregio, il nome di gran pensatore, di grande ideologista; ma come intitoleremo l’articolo? Sotto qual rubrica il metteremo? Politica? Misericordia! Estetica? È troppo narcotica. Filosofia? È troppo vecchia. Ideologia? È troppo vasta… Abbandoniamone il pensiero, o peschiamo qualche altro soggetto più volante.

    L’ho trovato. Scriverò una caricatura sociale; ma piano! non voglio invadere il campo di Ernesto; noi siamo buoni amici, unicuique surum… Oh sventura! oh sventura! E come! Non potrò rinvenire questa mattina il capo d’un articolo! Vediamo… pensiamo… riflettiamo… È passato un altro quarto d’ora… Santi Numi! Mi resta appena mezz’ora… È inutile! È deciso che non farò niente per questa mattina… Ho un bel stiracchiare questi poveri e melensi miei baffi, cercando un’ispirazione ne’miei peli; temo che invece d’un articolo non ne spicci del sangue… Oh! bestia che sono! E non potrei scrivere una varietà su i baffi? E che altro potrei ora trovare di più importante, e nello stesso tempo di più leggiero!… Ah! mi dimenticava che quel bell’ingegno di Pier Angelo Fiorentino scrisse un magnifico articolo su i suoi baffi. Non vorrei che mi dessero la baia per avermi voluto mettermi in lizza con quel fecondo e felice scrittore. Ma io ho bisogno d’un articolo; cioè il Lumino ne ha d’uopo, perché io ho altri bisogni. Batterei questo mio capo tra le mura; m’impiccherei!… Voglio rinunziare all’arte dello scrivere; non vi è maggior tormento che il dover ogni giorno imbrattar della carta, io però me ne vendico su tutt’i miei lettori…

   Ma oh! che vedo!… Cielo e terra! (solita esclamazione). Io ho scritto più di mezzo foglio di carta!… E non è questo un articolo? Sì, perbacco, gemete, o torchi, cioè, gemi, o macchina, e gemete voi pure, o lettori, l’articolo è fatto, l’ho tirato disperatamente; è una bizzarria, una varietà, un emetico, quello che volete voi, ma è sempre un articolo di una colonna e più del Lumino, mi sento sgravato d’un gran peso… finalmente… l’ho fatto!! Sono le nove meno cinque minuti; era tempo che avessi finito. Ma che cosa scriverò lunedì? Il cielo provvederà.

                                                                                                   FRANCESCO MASTRIANI