DIZIONARIO DESUETI LETTERA  U V Z W

180 vocaboli

ubbia s.f. • Pregiudizio[Z-40(123)] Speriamo che la progredente istruzione distrugga queste ubbie sciocche,

ubbiosa agg. • Piena di timori [Z-14(55.II)] e, dove un fenomeno imprevisto si presentava a sconcertare le antiveggenze della scienza, egli tosto accorreva a correggere la ubbiosa natura;

uberifera s.f. • Abbondante, eloquente [P-84(26)] Ma tra i giovani dissipati che frequentavano il magazzino della uberifera donna Mariannina,

ubero s.m • Poppa, mammella  [Z-21(330)] sforzava negli uberi materni l’antico dolcissimo alimento, 

ubertosa s.f. • Fertile [Z-70(62 – Guida.58)] fiumi dalle ubertose rive su le cui acque battono le ali vaghi vaghissimi uccelli perseguitati dai sciacalli, dai nibbii e dalli sparvieri.

ubiquità  s.f. • Facoltà di essere presente in più luoghi [Z-109(63)] Si direbbe che sia suo privilegio l’ubiquità perocchè egli si trova quasi contemporaneamente su diversi punti del teatro divampante.

ufanità s.f. • Vanità, boria [N1-24(90.I)] e, con quella stessa ventosa ufanità onde avrebbe dato un migliaretto di scudi.

uffa s.f. • Noia [Z-3(112.I)] Ti dico, nonna, che la nostra miseria è finita; or potremo anche noi gozzovigliare a uffa; ormai godremo anche noi d’un poco di ben di Dio.

uggia s.f. • Antipatia, noia [Z-66(82 – Guida.72)] Facciamo osservare ai nostri lettori che tutto il corpo danzante femmineo avea in uggia la messinese per ragioni che facilmente s’intenderanno,

ugna s.f. • Unghia [Z-70(1 – Guida.5)] e si faceano voti che l’ardimentosa Nasik Misak, com’era il suo nome turco, non ricadesse nelle ugne del Mussulmano.

ulema s.m. • Esperto di scienza coranica [Z-20(122)] Il buon cristiano cattolico bestemmiava come un buon ulema;

ultrice. Agg. ● Vendicatrice [W-84 p.(10)]: La tremenda ultrice spada del Bellini,

umettere verb. ● Inumidire, bagnare un poco [Z-5(173.I)] si esalavano dalla terra umettata dalla bruna serotina,

unqua avv. • Mai [Z-43(66)] Debbo confessarti, o Messalina, che dapprima quest’uomo ispirommi una ripugnanza ch’io credea non fosse unqua possibile il superare;

unquemai avv. • Giammai [Z-26(534.II)] Né io unquemai ti avrei potuto riconoscere sotto coteste sontuose vesti e così venuta su bellissima e grande come una regina.

uopo s.m. • Bisogno, necessità [Z-99(13)] Il brigadiere prese nota di questa deposizione; e promise di provvedere all’uopo.

urì s.f. • Creatura angelica [Z-47(17.III)] e poi comincia il ballo, ed escono in iscena le ballerine, queste urì del paradiso di Maometto.

usbergo s.m • Protezione [Z-88(97)] Penseranno che io sia venuto a pormi sotto l’usbego del mio amante.

uscìa  s.m • Vostra Signoria  [TC e NdL-15(117.III)] Schiavo di Uscìa rispose il giovinotto; avrei da supplicarvi una piròla,

usciale s.m • Grande porta di vetro [Z-98(49)] La padrona di casa picchiò all’usciale della stanza del barone Isacco Gaspari.

usitata agg. • Ciò che è solita, abituale  [Z-15(5)] Specie di frittura molto usitata in Napoli di paste imbottite di uova.

usello s.m. • Recipiente [TM-102(18)] un coltello senza manico e un usello di terracotta in cui era del sale e del pepe promiscuamente confusi, completavano gli utensili da tavola.

usoliera s.f. • Stringa, legaccio [Z-40(60)] Una specie di usoliera orlata di merletto era disposta sul dinanzi del corsaletto dal lato destro.

ussoricidio s.m. • Uxoricidio, omicidio commesso contro il coniuge  [Z-21(374)] per espiazione del suo ussoricidio non dovesse veder rallietata la sua vecchiezza

usta s.f. • Odore, passata lasciata da un selvatico [Z-1(24)] Ti confesso fratello, disse Giovanni, che io sentomi propriamente tentato di non lasciarne al prete neanche l’usta e la tortiera.

ustorio agg. •  Che brucia o serve a far bruciare [Z-18(76.I)]  alla cui luce ustoria noi abbiamo aceso i nostri sigari… 

utello  s.m. • Vasetto di terracotta invetriata per tenervi l’olio  [Z-Usi e costumi di Napoli e dintorni («L’oliandolo»)] Allora la sua missione è compiuta; ha rifornito d’olio l’utello del povero e lo stagnuolo del modeste borghese.

 

    V

vacante agg. • Taglio di carne macellata [N1-83(5)] essa comanda alla serva che le comperasse una costoletta di vaccina grossa, vacante, sensosa, saporita e ben grascia,

vacazione s.m. • Periodo di lavoro [Z-77(3)] E gl’interessi? e le spese del giudizio? e le vacazioni dell’avvvocato? interruppe il creditore.

vacuo agg. • Vano, inutile, vuoto  [Z-22(169)] Sentivo un gran vacuo nel cervello. 

vagellare verb. • Vaneggiare [Z-84(170)] perché costei, sonnecchiando e vagellando come solea in quasi tutta la giornata, non badava a’passi della piccola Bernardina,

vaggone s.m. ● Vagone [TM-13(35)] I regolamenti delle nostre ferrovie vogliono che in un vaggone di seconda classe non entrino più di otto persone;

vagheggiare verb. • Desiderare [Z-83(187)] Bensì, bramando io di accertarmi che il passato non fosse del tutto cancellato da quella povera anima, mi risolsi a tentare l’esperimento che avevo vagheggiato.

vagheggino s.m. • Giovane galante [Z-12(24)] Già nei crocchi delle signore circolavano i più mordaci comenti su i novelli amori del vagheggino Belgrado colla simpatica vedovetta,

vagina s.f.  Guaina, fodero [Z-27(74.II)] in quella che il Paggio tirava fuori dalla vagina il suo coltello.

vaglia s.f. • Pregio, merito [Z-6(13)] menava la penna su e giù per la carta con tanta sveltezza e disinvoltura che meglio e con più facilità non si potea da un pittore di vaglia.

vagolare verb. • Vagare [Z-3(128.II)] Beatrice guardava l’amica con occhi in cui vagolavano le lagrime; accennava di voler dire qualche cosa.

vagramma agg. • Specie di tessuto [TM-21(357)] Che cosa avete portato in pegno? Questa veste di vagramma.

vajassa s.f. • Fantesca dell’intima classe[N1 e NdL-15(32.VII)] La parola che le Clementina avea, nella sua catilinata, proferito più di cento volte era stata vajassa.

vale s.m.  Estremo saluto [Z-9(66.II] Mercè le quali dare un eterno vale alle pettegolerie di questo brutto mondo;

valetudinario agg. • Infermiccio, malaticcio [Z-13(76)] o almeno e certo aver lei accolta e vagheggiata la speranza che il dabebnuomo, valetudinario già presso alla vecchiezza,

vallo s.m.  Baluardo, trincea [Z-8(112)] con tre torri altissime e con fossi e vallo che ne custodivano l’ingresso.

valsente s.m. • Valore in denaro [Z-18(112.II)] Ho dato per ogni lezione un cartoncino da visita al professore; sicché le lezioni mi costano il valsente del cartoncino.

valuto verb. • Valere, essere utile [Z-22(152)] Se i miei prieghi non fossero valuti a strappare dalle labbra del dottor Cattanei il segreto 

valvassore s.m. • Vassallo inferiore [Z-87(54)] Era la magione di uno di quei potenti valvassori, che ricevevano la loro giurisdizione da’conti e da’vescovi.

vammana s.f. • Levatrice [N1-13(12)] Parla, figlia della verdura, che il diavolo ti porti, per chi servì la vammana?

vampirici agg.  Con le qualità dei vampiri [TM-9(105.IV)] fu discoperto come usuraio de’più raffinati e vampirici,

vandeista agg.  Vandeano, reazionario accanito [Z-21(378)] applicando al matrimonio di sua figlia  il motto dei vandeisti Dieu le veut! 

vaniloquio s.m. • Discorso sconclusionato [Z-51(46.IV)] Nella notte, la febbre si aggravò: ci fu vaniloquio.

vantaggio avv. ● Di più [F-1(21)]  Questa giusta severità di mio padre non fece che aizzar di vantaggio la donna.

vaticinare verb. • Profetizzare [Z-83(227)] in quella sua unica visita il mio maestro vaticinò che quella fanciulla non sarebbe potuta sfuggire al suo fato.

vaticinio. s.m. ● Profezia, predizione solenne [Z-84(14)] Terribile vaticinio!

vavone s.m. • Nonno, avolo [N1-77(174)] Ma io caro vavone vi ho detto he ho ricevuto da lui l’ordine di non recargli ambasciate,

vecchiezza s.f. • Condizione di chi è vecchio [Z-22(101)] quando non ancora ei toccava la soglia della vecchiezza. 

vecchione s.f. • Castagna [Z-100(365 – Guida.284)] Sì bene, rispose il garzone, mettendo fuori dalla tasca un pugno di vecchioni.

veccia s.f. • Foraggio [Z-86(146 – Guida.129)] La idiota gittava su lo spiazzo i granelli e la veccia; e subitamente accorrevano le palombe.

veggasi verb. • Si veda  [TM-22(189)] veggasi la figura a pagina duecentoventicinque. 

veggere verb. ● Vedere [TM-84(23)] Figlia figlia mia esclamò la Tonia veggendo ridesta la nipote.

vegghiare verb.  Vegliare [Z-4(125)] Due uomini vegghiavano al capezzale del suo letto: Padre Ambrogio e Maurizio.

veggio s.m. • Scaldino di terracotta [Z-100(29 – Guida.27)] Chi è, dimandò Delfina, che in quel momento era intesa a riscaldarsi le mani su un veggio di creta, stante la rigidezza del tempo.

veglio agg Vecchio [Z-12(165)] i denti del veglio batterono gli uni contro gli altri…

vegnente agg• Seguente [Z-53(21.I)] aveva invitato le signore e gli amici per la sera vegnente ad oggetto di sentire la relazione della sua visita alla Signora della Morte.

velite s.m. • Soldato, milite [Z-25(206)] Ben presto, attraverso i folti rami di questi alberi ella vide appressarsi una specie di pattuglia di veliti.

vellicavare verb. ● Solleticare in modo leggero [Z-8(226)] toglieva al marchese ogni speranza d’impossessarsi di quei beni che vellicavano  la gola a lui Montero.

vello  s.m. • Pellame di animale da pelliccia [Z-77(175)]  avea di presente una lunga e folta barba bianca come il vello dello ermellino.

venale s.m. ● Roba da mercati [Z-86(160 – Guida.140)] avea già messo sulla macina un mezzo bracciatello di pane bigio venale,

venia s.f. • Scusa, compiacenza [Z-83(372)] e senza chiedere la venia della direttrice, sono prestamente discesa. Avvenga che può!

vennemi verb. ● Mi venne  [TM-22(50)] un uomo vennemi all’incontro e sberrettandosi senza profferire una sola parola 

ventaglio s.m. ●Tasca del matinè a forma di ventaglio  [TC e NdL-21(186)] ti è riuscito di beccarti il bianchetto nel ventaglio del mico 

ventilabro s.m. • Ventola per lasciar passare l’aria [Z-45(64.III)] che sfiorava dottrine da spargere pel mondo col ventilabro, tanto erano stupende e saporose!

venustà s.f. • Bellezza [Z-80(296)] La veste nera onde si copriva la sua persona dava risalto maggiore alla venustà di quella bianca e leggiadra figura.

vepraio s.m. • Ginepraio, imbroglio, intrigo [Z-2(55)] Gaetanino si abbandonò su i suoi cuscini che per lui erano divenuti altrettanti veprai.

vepre s.m.  Arbusto spinoso [Z-30(10.II)] ponetelo disteso in sopra un vepre, e battetelo con un virgulto di verbena,

verace agg. ● Che è vera [Z-10(140.II)] Qualunque favola di donnicciola io me l’ingoiava come storia verace;

verbena s.f. • Erba perenne [Z-6(132)] Empie ed oscene canzoni risuonavano per quell’aere incendiato da’torchetti di verbena.

verbosità  s.f. • Prolissità [Z-La Domenica («Cronaca della Settimana del 9 dicembre 1866»)] dove questi non sieno tali da elevarsi su le comuni verbosità, 

verbigrazia avv. • Per esempio [Z-83(106)] Costei non si scomoda e dice: Siete arrivata, verbigrazia, troppo tardi, donna Sofia!

verdummaro s.m. • Ortolano [N1-56(17)] Ma Filomena la Guappa, Filomena, la figlia della verdummara della piazzetta Tentella, era quella che più di ogni altra aveagli ferito il cuore.

vereconda agg. • Pudica [Z-3(34.II)] Parea che Dio volesse colmare d’una luce vereconda e pura il giorno in cui le tenebre si sarebbero dissipate dagli occhi di una carissima creatura.

verecondia s.f. • Pudore [Z-1(69)] Ella si sciolse tosto dalle mie braccia per istinto di cara verecondia;

vermicello s.m. • Tipo di pasta, spaghetto [Z-1(15)] I vermicelli formano tutto il pranzo di questa famiglia: e notate che questo cibo non s’imbandisce ogni giorno alla mensa di Giorgio.

vermine s.m. • Verme, baco da seta [Z-21(277)] non ci è miserabile che strascini nel fango e ne’vermini  la sua maledetta esistenza, 

vermocane s.m. • Malattia del cavallo [P-21(148)] Io non so chi mi tiene ch’io non ti strizzi la gola, scellerato compare, che il vermocane ti nasca.

vermutto s.m. • Vermouth [Z-97(108)] e Balbina mangiò con buon appetito; e non risparmiò il marsala e il vermutto.

vernacolo s.m. • Dialetto [Z-96(151 – Guida.129)] e vi si costruivano eziandio baracconi per rappresentazioni di commedie in vernacolo.

vernia s.f. • Abuso [N1-44(5.IV)] Bisogna che questa vernia finisca. Ho già in mente quel che ho da fare.

verno s.m. • Inverno [Z-96(137 – Guida.117)] giacché, come sai, i maestri muratori poco o niente lavorano nel verno.

veroncello s.m. • Terrazzino [Z-11(44)] e che è quella appunto la cui vista fe’sparir dal veroncello la damina del castello.

verone s.m. • Terrazzino [Z-50(56.IV)] La duchessa di Calabria era quasi colcata su un ampio seggiolone presso la soglia d’un verone,

vernerecce agg.  Invernali [Z-3(69.II)] trofei di fragole miste a festoni di uve vernerecce

verosomiglianza agg.  Ciò che è verosimile [Z-10(15.I)] Con ogni verosimiglianza quell’uomo non si era accorto,

verro s.m. • Maiale maschio atto alla riproduzione [Z-13(69)] Non abbiamo studiato abbastanza gli usi e i costumi di verri e maiali…

versiera s.f. • Diavolessa [Z-96(270 – Guida.227)] La Mariangiola era brutta come la versiera: aveva un occhio chiazzato di sangue e un gozzo ch’era un sacchetto.

versipelle agg.  Abile e astuto nel simulare [Z-Nell’articolo Acattonaggio e scrocconeria su La Domenica (30 giugno 1867)] e per tal cagione lo trovavate bugiardo, pessima lingua e versipelle.

veruno. agg. ind.  Nessuno, alcuno [Z-25(154)] La polvere deve tornare polvere: è questa la legge universale  a cui non può sfuggire verun mortale.

verziere s.m• Giardino, orto [Z-1(157)] ed in particolare quella del verziere, dove insieme ad Alamiro quasi ogni giorno, al tramonto del sole, scendevano a diporto.

verzierotto s.m• Diminutivo di verziere, orto [TM-19(11.II)] Dopo di essersi aggirata intorno a tutte le piante ed i fiori del verzierotto, 

vespero s.m. • Vespro, tramonto [Z-5(108.I)] Noi spesso siamo maravigliati e atterriti d’un colpo improvviso che abbatte a vespero un’esistenza sfolgorante di giovinezza il mattino;

vespertina agg. ●  Del vespro, della sera  [Z-22(18)] Passai il resto di quelle ore vespertine nel rovistare nella scelta libreria del mio ex-allievo.

vessatorio agg. ●  Oppressivo  [Z-24(10.I)] E questa terribile soggezione è un po’vessatoria per un mante di ventun anno,

vessazione s.f. • Molestia [Z-86(399 – Guida.336)] Ti avverto che, se per domattina non mi togli di casa queste vessazioni, non ci tornerò a dormire insino a tanto che non sia partita la comitiva.

vestigia s.f. • Traccia, impronta, rudere [Z-3(1.I)] In quel laberinto d’infiniti viottoli, ronchi e stradelle non più larghe d’un distender di braccia, da’cento barbari nomi vestigia funeste di straniera gente,

vetusta s.f. • Antica [Z-3(80.I)] O Sorrento, vetusta figlia di Venere, tu più non additi ora al commosso viaggiatore che l’annosa quercia,

vetustà  s.f. • Condizione di degrado [Z-15(116.VI)] La vetustà della cassa, le monete di conio straniero, l’effige del re;

vezzo s.m. • Abitudine, parola che dimostra affetto [Z-29(13.I)] Per la qual cosa, noi non vorremmo che si credesse noi benanco presi da cotal pessimo vezzo,

vezzo s.m.  Collana di corallo o di perle [Z-27(89.III)] in cui essa e la sua amica Luigia Sanfelice aveano regalato de’vezzi di corallo ad alcune popolane.

viemmaggiormente avv.  Viemaggiormente, sempre più [P-1(154)]Un fato avverso condannavala a perire consumata d’un amore le cui fiamme si sarebbero ogni dì viemmaggiormente ingigantite

vieppiù avv. • Sempre più [Z-3(51.I)] Rionero si tacque, temendo configger vieppiù lo strale nel cuore della giovinetta.

vigesimo agg. ● Ventesimo [Z-15(174.VIII)] corrispondente ad un vigesimo della somma totale versata,

viggianesi s.m• Suonatori di Viggiano, suonatori itineranti [Z-16(261)] cominciò con voce nasale e stridente accompagnata dagli strumenti de’ Viggianesi.

vigogna s.f. • Piccolo animale famiglia lama [Z-18(75.I)] (Z): Io non sentiva di tempo in tempo che il piccolo grido della vigogna, 

vilacchione agg. • Vigliaccone [N1-96(39 – Guida.36)] Quel vilacchione ha avuto l’ardimento di darmi uno schiaffo!

vile agg. ● Di poco valore [Z-84(175)] disobbedire alla mamma o di tenerla a vile.

villereccio agg. ● Campestre, rurale [Z-9(17.I)] la quale sentiva un poco del villereccio e del campestre.

viluppo s.m. • Groviglio, intreccio [Z-21(195)] ma un viluppo di gente si era messo nel mezzo; e le cose per quella sera erano ite a terminare a quel modo.

vinato agg.  Che ha il colore del vino [Z-84(258)] Gli occhi di quella donna brillavano di un fuoco vinato come i tizzi del cratere.

vindice s.m. • Vendicatore [Z-101(159)] che fu trafitta per mano del vindice fratello Luigi, del quale egli aveva sostenuto con tanto successo la difesa nella Corte Criminale di Potenza?

vinella s.f. • Piccola cantina [N1-100(6 – Guida.8)] Ma, santi martiri! che olezzi esalavano da quella sottoposta vinella!

virago s.f. • Donna d’aspetto virile [Z-87(138)] Una donna del contado, robusta virago, fa la guardia di fuori la grotta.

virgulto s.m. • Ramoscello [Z-102(33)] E come la fanciulla scorge nelle ombre la figura del babbo, del quale ha già udito i passi pesanti che stritolano gli sterpi e i virgulti della via, gli corre incontro;

viro s.m. • Uomo [Z-103(12)] Le due donne, Letizia e Bettina sorseggiarono il rosolio, i tre viri preferirono il rum.

viticcio s.m. • Candelabro [Z-70(22 – Guida.23)] Invece quel salottino era illuminato da due vivacissime lampade a viticci sospese alle pareti e da una lumiera da sei becchi co’rispettivi globi opachi.

vittitazione s.m. • Alimentazione con un certo tipo di vitto [DO-98(73)] In quanto a vittitazione, il dottore non si atteneva né al vecchio sistema che lasciava morir d’inedia gl’infermi, né all’odierno che li fa crepare per il soverchio alimento.

vittrice s.f. • Chi vince [P-29(15.II)] Ritornarono i Confederati, menando su le vittrici galee ben diecimila prigioni dell’armata ottomana.

vittuaglie s.f.  Vettovaglie, viveri [Z-86(135 – Guida.121)] Così si addimandavano in Napoli le guardie doganali che erano addette a riscuotere i balzelli sulle frutte e sulle altre vittuaglie

vituperare verb. • Denigrare, insultare [Z-9(165.1)] si vide il maestro libero di quella marmaglia che per un buon tratto di via avea seguitato a vituperarlo con alte voce e ingiurie.

vituperio s.m  Insulto, ingiuria [Z-6(222)] quanto del vituperio in cui il suo nome sarebbe caduto,

vivuta s.f. • Vissuta [Z-80(150)] Era vivuta più o meno onestamente colla vecchia mamma, a cui col suo lavoro procacciava il sostentamento.

vizzo agg. ● Flaccido, cascante [Z-21(4)] L’uragano è passato  su que’gigli e su quelle rose. Tutto è vizzo languente scolorato!

volano s.m. • Sorta di giuoco, strumento che si adopera in tal giuoco [C-50(21.III)] e gli altri tre gli furono addosso con certe nodose mazze, menando colpi alla volàno.

volante s.m. • Ladro specializzato [TC e NdL-21(186)] teneano la seguente conversazione coi due volanti ch’erano già colà seduti. 

voltabilità agg. • Volubilità [AC-83(67)] Il ventaglio che si agita in tutta la sua ampiezza proprio sul volto, da un braccio piegato in lato ad angolo acuto, è il più chiaro indizio di leggerezza, di voltabilità, di civetteria.

volteriano agg. • Seguace di Voltaire [Z-103(85)] Don Basilio avrebbe volentieri gittato ad ardere nella vetraia dell’amico Valentino una mezza serqua di volteriani.

volterismo s.m. ● Pensiero voltairiano [AC-82(184– Guida.164))]Non vogliamo omettere di dire  che ci era nel giovine Ermanno  una specie di misticismo religioso e di volterismo,

voraci agg. ● Che mangia molto [Z-11(21)] Permettete o voraci lettori ch’io vi presenti la piccola dea nel suo tempietto,

vorrotti verb. • Ti vorrò [TM-25 (111)]  un testimonio del tuo affetto e maggiormente vorrotti bene

vullazziello agg. • (?) [TD-86(212 – Guida.183)] Una sera, il Maruzzaro, ritornando dalla cànova del Vullazzziello, ch’era al canto del vico gabella Vecchia alla Marinella e dove ei solea prendere la sua cenetta,

vuzzariello s.m. • Barchettino, gozzetto [N1-86(247 – Guida.213)] Il Maruzzaro non si arrischiava di gittare su l’onda il suo vuzzariello, e non tornava in casa in quelle notti…

whist  s.m. • Gioco di carte simile al bridge  [Z-24(70.II)] dove il signor Foulquier giuocava la sera al whist o agli scacchi, ch’era il suo giuoco preferito.

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    Z

zacchera s.f. • Schizzi di fango [Z-26(50.I)] abbronzavano al fuoco acceso ivi nel mezzo, per non dire riscaldavano, i piedi rivestiti di luride zacchere.

zaffata s.f. • Spruzzo, forte getto che viene addosso in seguito a stappata di bottiglia [Z-107 (novella Quattro anni 60.II)] un barattare di frizzi, di epigrammi futili come le zaffate dei liquori e le lagrime del riso.

zaffo s.m. • Cosa che impiccia, tappo [P-21(114)] pensandomi che mi sarei tolto quello zaffo dalla bocca dello stomaco.

zaffrici agg.  Da zaffiro, varietà d’azzurro [TM-12(99)] ): certi colori zaffrici che partiano dal seno delle onde.

zana s.f. • Culla di legno [Z-102(187)] Avea fatto comperare una zana per la bambina e parecchi altri arnesucci.

zangola s.f. • Catino di legno per fare il burro [Z-93(26)] e raccogliesse la panna, la quale, sbattuta in un vaso di legno detto zangola, forma il butirro.

zanneria s.f. • Balordaggine [Z-46(9.II)] e con vivaci gesticolamenti e zannerie fece comprendere al giovinetto ch’egli avrebbe così appuntino eseguito il piacimento di lui.

zanzara s.f. • Spia, delatore [TD-23(17.I)] egli non avea più bisogno di fare il mestiere di zanzara,

zecchinetto s.f. • Zecchinetta, gioco d’azzardo a carte simile alla toppa [Z-18(39.II)]  Era stabilito che il giuoco del Zecchinetto non dovesse durare al di là di due ore; 

zecchino s.m. •Moneta d’oro puro  [Z-19(9.II)] nelle quali il sole gittava a larga mano zecchini gemme e rubini. 

zelatore agg. ● Protettore, sostenitore [Z-27(97.III)] che i fedelissimi zelatori ed amici della corona desideravano ardentemente di veder sospesa alle forche.

zelluso agg. • Tignoso [N1-56(105)] Ora mi ricordo: lo chiamavano Lo zelluso.

zendado s.m. ● Tipico scialle veneziano [Z-6(200)] Era un misto del zendado veneziano e dell’Almack turco.

zeppola, zeppolella s.f. • Frittella [N1-103(1)] ed erano la taverna del Carciofo, a poca distanza da quel sito dove sorge il Cimitero di Poggioreale, la taverna delle zeppolelle (frittelle) a San Giovanniello,

zeppolaiuolo s.m. • Venditore di zeppole [N1-81(13 – Guida.15)] un colmo piatto di frittelle comperate da uno zeppolaiuolo, che avea le sue padelle al canto della strada San Giovanni in Porta,

zerbinaccio agg. • Damerino, giovane galante [Z-5(122.I)] or gli dirò qualche cosa di pesante a cotesto zerbinaccio di Victor,

zerbino, zerbinotto s.m. • Giovane galante [Z-107(novella Due tradimenti 143.I)] Molti zerbinotti che avean guadagnato si accostarono a Matilde e le dissero molte di quelle insipide cose.

zerr- zerr s.m. • Balocco di stagno o di legno [N1-100(109 – Guida.88)] e, tra gli altri lo strumento che il volgo addimanda zerr-zerr, denominazione che imita il suono che questo giocattolo produce quando è agitato.

zeza s.f. • Maschera, Lucrezia [N1-48(44.I)] Ci erano i così detti carri, cioè le pubbliche mascherate nei grandi carrozzoni, i donnicoli, le zeze, i tiramole per il basso popolo.

zibaldone s.m. • Quaderno [Z-70(43 – Guida.40)] Era un zibaldone, di cui ogni pagina era segnata col numero progressivo;

zigaretto s.m. • Piccolo sigaro [DO-21(165)] Ines non avea levato gli occhi dal suo libro né lo zigaretto dalle sue labbra: 

zimarra s.f. • Lunga veste a cappotto [Z-102(96)] si ficcò nelle succide nari un buon pizzico di questa nera poveraccia, di cui una parte gli riversò sulla vecchia zimarra.

zimbellare verb. • Allettare, adescare [Z-93(189)] quantunque sembrasse di andare su doglia e di voler zimbellare ad ogni tratto per lo impaccio che le dava la veste.

zimbello s.m. • Uccello da richiamo [Z-84(65)] i quali vi si abbattevano allettati dal canto dello zimbello ingabbiato.

zimeo agg. • Gnorri, minchione [N1-15(35.I)] e il ’48 era ancora nell’utero del futuro e facea zimeo, e si divertiva a cucirsi il berretto rosso che Luigi Napoleone trovò sulle teste de’francesi.

zinefra. Frontone, fregio di legno o d’ottone da tenda (N1): Rossa amaranto la stoffa de’sofà e delle poltrone rosse le zinefre delle tendine, ‒  p.73

zinna s.f. • Mammella [Z-15(111.VIII)] era assai più ladra di Donna Maria, che possa afferrarle un canchero alle zinne.

zirbo s.m. • Pancia, omento [Z-103(71)] gli faccio un sdrucio al basso ventre e gli caccio fuori lo zirbo. Siamo intesi?

zita s.f. • Sposa novella [N1-96(188 – Guida.159)] I nostri antenati aveano serbata la costumanza che la zita non dovesse uscire di casa che dopo otto giorni di matrimonio.

zitella del lampione s.f. • Il lampione era il lupanare fuori Porta Capuana, per cui zitella del lampione dovrebbe essere una frase che sta ad indicare una giovane prostituta [NdL-21(77)]  (NdL): È una zitella del lampione disse il bargello con ghignaccio osceno, 

zitellanza  s.f. • Zitellaggio, stato, condizione di zitella [DO-17(58.I)]  e con un corpo da dipingere però con qualche cosa di meno la zitellanza , 

zoccola s.f. • Via sotterranea [TC-26(378.II)] Queste sotterranee vie sono addimandate zoccole nel gergo ladronesco.

zombiare verb. • Percuotere, picchiare con forza [Z-21(139)]  Concianla bene e zombianla in forma ch’ella non possa tornare a riferire de’fatti nostri. 

zoofita s.m. • Animale infimo affine alle piante [P-19(31.II)] Cecilia aveva quasi tutta attraversata la prima sala, quando uno di quei zoofiti si destò, e, corso appresso alla fanciulla, la ghermì per un braccio…

zuava s.f. • Giacchetta da donna [P-18(105.II)] scialli, vesti, zuave, berretti alla veneziana, brillanti agli orecchi ed ori al braccio.

zuavo s.m. ● Soldato coloniale dell’esercito francese [Z-13(81)] e fuma anch’essa con la disinvoltura d’un zuavo,

zucatore  s.m. ● Seccatore [SN- Il Palazzo di Cristallo (Articolo  Trattato di filosofia col sigaro in bocca. Il mondo)] I creditori in summo capite gli smestitori i zucatori i poeti le donne letterate,

zuchete-zuchete s.m. • Strumento popolare [N1-83(72)] preferiamo il mandolino, il violino, il corno ed anche lo zuchete-zuchete e lo scetavajasse.

zufolare verb • Fischiettare [Z-86(179 – Guida.156)] E giù menava dal cassone presto presto e teschi e vertebre e radii e femori ed ilii e tibie, zufolando tra i denti una canzonaccia il cui ritornello era:

zufolo s.m. • Fischiettio[Z-6(172)] Intanto, le risa degli spettri, lo zufolo delle strigi e degli altri lugubri uccelli.

zumpata s.f. • Duello al pugnale tra camorristi [SN-16(265)] Pascariello Caviuolo io voglio una soddisfazione dell’insulto e vengo a proporti una zumpata.