FATTI DIVERSI DI PARIGI. 25 NOVEMBRE 1866

   Ci è a Parigi un attore comico nominato Laurent, che strappa il riso anche a’morti. Costui si slanciò nella carriera teatrale, come tanti altri, a contraggenio della famiglia, che avrebbe voluto avviarlo ad altro più nobile mestiero. Suo padre massimamente non sapea perdonargli di avere intrapresa la carriera teatrale.

   Ma, essendo stato informato da’giornali e dal pubblico grido che suo figlio era divenuto una celebrità teatrale volle aggiungere gli applausi paterni a quelli che il pubblico prodigalizzava ogni sera alla sua carissima prole.

   Il brav’uomo, entrando nella sala, credeva certamente di vedere nel suo figliuolo un Don Giovanni, un gran signore, ben vestito con ricami d’oro e d’argento. Invece, quella sera Laurent rappresentava una parte di domestico, una specie di mamo, come dicesi nello stile teatrale.

   Uscendo dal teatro, il babbo di Laurent piangeva.

   «Ebbene – gli domandò sua moglie – perché piangi?».

   «È proprio una cosa che mi fa male al cuore, mia cara moglie. Io non so come non sono morto di vergogna. figurati che egli non può dire una parola senza che il pubblico si metta a ridere!».

                        (Dal Courrier artistique)

                                                                     FRANCESCO MASTRIANI