VOCABOLI DEUETI

abbietta. Spregevole, ignobile (Z): sarebbero trascorsi nelle torture di una vita abbietta e faticosa Pag.103.III

abbiezione. Bassezza d’animo, meschinità (Z): per così dire in quella crudele abbiezione di vita; – Pag.61.II

aberrazione. Degenerazione (Z): non era stato indotto a farsi brigante che da un momento di aberrazione mentale; – Pag.90.I

abituro. Abitazione angusta e povera (Z): quel rustico abituro battuto da gagliarda piova e da venti furiosi; – Pag.28.III

aborrire. Rifuggire con orrore (Z): Questi annebbiati ricordi aborravano nel suo capo come le fantastiche apparizioni – Pag.10.II

acardiaco. Acardia, mancanza di cuore (Z): In quanto al cuore questo manca del tutto nella razza acardiaca di cui ci occupiamo. – Pag.13.I

acciacco. Oltraggio, soperchieria (P): era morto di crepacuore per l’acciacco che era stato fatto alla Corte di Napoli – Pag.33.II

accipigliare. Increspare la fronte (Z): e tutto accipigliato si pose a camminare per la via delle Fontanelle. – Pag.46.II

accismare. Dividere tagliando (P): il suo cuore era rimasto accismato dal colpo che avea diviso in due il regno delle due Sicilie: – Pag.34.II

accivanzarsi. Avvantaggiarsi, procacciare (P): Con sei ducati al mese non ci è da scialacquare né da accivanzarsi per la vecchiaia; – Pag.34.II

accivettare. Allettare, lusingare (Z): nessuno di que’tedii delle faccende domestiche dei quali son prese a volta le accivettate fanciulle. – Pag.35.II

accoccare. Assestare con forza (Z) Debbo io trovare il modo di accoccarla a qualcuno… – Pag.62.II

acconcio. Convenienza, vantaggio (Z): Ci è un bello acconcio per te Arlecchino, – Pag.61.II

accontanza. Conoscenza (P): Non ha avuto agio di prendere questa accontanza; – Pag.60.II

accontare. Intendere (Z): ebbe cura che la piccina non si accontasse colle fanciulle del basso popolo; – Pag.35.II

accoramento. Profonda tristezza, afflizione (Z): gli dava tal penoso accoramento che l’esistenza gli si rendeva odiosa. – Pag.61.II

accorsata. Molto frequentata (Z): fu accorsata di novelli avventori e vi traeva la gente da ogni vicolo – Pag.5.III

accosto. Accanto, a lato (Z): Accosto alla chiesa di S. Vincenzo Ferrieri detto dal volgo S. Vincenzo alla Sanità, – Pag.5.I

acqueruggiola. Precipitazione uniforme di minutissime goccioline d’acqua (Z): Cominciava a venire giù una sfioratina d’acqueruggiola. – Pag.52.I

acculare. Insediarsi, stanziarsi (Z): Credi forse che io ti dia da mangiare e da bere per accularti al sole e acchiappar mosche? – Pag.66.II

addimandare. Nominare, appellare (F): è un vicolo che mena da lunga erta al colle addimandato dello Scudillo. – Pag.5.I

addurre. Condurre, presentare a sostegno (Z): furono attorno al babbo nella speranza che egli avesse addotto loro del cibo. – Pag.57.I

adoprare. Adoperare, usare (Z): Furono adoprati la maggior parte di quelli che aveano costruito il bellissimo e gigantesco Ponte della Sanità, – Pag.19.I

adito. Entrata, passaggio (Z): che non lascia adito al ricuperamento della stima perduta. – Pag.22.III

adunque. Dunque (Z): Aniello adunque vagheggiava il pensiero del suicidio. – Pag.46.I

affidossi. Si affidò (TM): Affidossi alla ispirazione che gli sarebbe venuta in quel momento. – Pag.42.II

affocare. Avvampare, infervorare (Z): e i suoi occhi si affocavano di lacrime. – Pag.47.I

aggio. Maggior valore (Z): Sai maestro che corre l’aggio del quattro per cento su l’oro? – Pag.57.I

agguagliare. Pareggiare (Z): La provvidenza agguaglia tutte le umane condizioni. – Pag.67.I

alienare. Rendere ostile (Z): e Arlecchino comprese che non era quello il momento di alienarsi l’animo del barone. – Pag.68.II

alienazione. Processo in cui la coscienza si estranea da se stesso (DO): Un momento di alienazione mentale il fece commettere una turpe azione. – Pag.128.III

allorché. Quando, nel momento in cui (Z): Era già caduta la sera allorché la moglie di Aniello Falcone – Pag.44.III

allummare. Allumare, accendere (Z): Femmine allummate i lumi levateve i gonnelle e mettiteve i cazune. – Pag.75.I

almanaccare. Fantasticare, congetturare (Z): Chi avea messo quel pezzo d’oro nel suo cappello almanaccava Tartaglione. – Pag.78.I

ambra. Color giallo bruno (Z): con un lungo corpetto di cascemirro color d’ambra – Pag.79.I

ammiccare. Fare segni d’intesa (Z): e ammiccarono tra loro con un certo significato. –

Pag.34.I

ambascia. Angoscia, travaglio (Z): tutt’affannata nel lungo cammino che avea fatto e per le tante ambasce che avea sul cuore, –  Pag.44.III

ancorchè. Benché, quantunque (Z): ancorchè vedesse venir manco per inedia i suoi figliuoli. – Pag.55.III

andossene. Se ne andò (TM): non pose tempo in mezzo e andossene a ritrovare il barone di Cupaverde. – Pag.128.III

andossi. Si andò (TM): e andossi a compiere la colezione su la stanza superiore. – Pag.32.I

anelito. Respiro ansante (Z): Caterina cadde sulla sedia non avea quasi più anelito, – Pag.82.II

angaria. Angheria, atto di prepotenza, sorpruso (Z): Tra parenti non ci debbe essere angaria né cupidigia. – Pag.15.III

annichilimento. Annullamento di sé, umiliazione (Z): Era uno stato che avea qualche cosa dell’annichilimento. – Pag.57.III

annosa. Che ha molti anni (Z): una gagliarda qualità di vino che facea girare il capo dell’annosa genitrice. – Pag.103.I

appalesare. Palesare, manifestare (Z): Venuta grandicella Paolina appalesò una indole dolcissima; – Pag.35.II

appiattare. Nascondere (Z): si appiattarono e restrinsero gli uni su gli altri, – Pag.28.I

appo. Presso, accanto (Z): maschio di 12 anni messo a lavorare appo un falegname, – Pag.8.I

apporre. Trovare da ridire, obiettare (Z): E crediamo apporci asserendo che tutta la notte la ragazza ebbe dinanzi alla mente – Pag.41.II

appreso. Preso (P): Ella si era appreso il vaiuolo bazzicando in una casa dov’erano due infermi – Pag.50.I

aremme. Harem (Z): era il guardiano di quella proprietà e di quello aremme. – Pag.27.I

argo. Persona dalla vista acutissima a cui non sfugge nulla (Z): riuscisse ad eludere la vigilanza dell’Argo in gualdrappa si maresciallo – Pag.69.III

arguto. Penetrante aggressivo (Z): colla piacevolezza dei suoi arguti mottetti, – Pag.115.I

arguzia. Acutezza, vivacità di spirito (DO): a cui il giovine solea rispondere con finissima arguzia. – Pag.12.II

arieggiare. (fig) Affettare un atteggiamento (Z): Bravo Arlecchino tu arieggi il gran signore; – Pag.60.II

arlecchinesco. Buffonesco, ridicolo (Z): Non sai più nulla accontare di nuovo di ghiribizzoso di arlecchinesco, – Pag.62.II

arra. Garanzia, pegno (Z): La paterna benedizione su i figli che partono è arra di felicità per costoro. – pag.133.III

arricciare. Incalcinare il muro (Z): egli lavorava ad arricciare uno de’muri posteriori del casino. – Pag.21.I

assito. Tramezzo, solaio (Z): egli si era sentito vacillare su quegli angusti assiti, – Pag.9.I

attechire. Radicarsi, diffondersi (Z): L’amore non attecchisce coll’oro; il cuore è morto su i velluti e la seta. – Pag.103.III

attesamente. Con attenzione (P): e poi guardò attesamente il muratore. – Pag.56.I

aure. Venticello leggero e piacevole (Z): e il sole le aure del cielo i canti serotini e parchi desinari in mezzo alla diletta famiglia. – Pag.51.I

auriga. Cocchiere (Z): L’auriga obbedì letteralmente all’ordine che aveva ricevuto dal signor barone. – Pag.104.I

avemmaria. ora del tramonto (Z): Suonava l’avemmaria. I fanciulli affamati pigliavano posto attorno al tavolo, – pag.63:I

avvegnachè. Benché, sebbene (Z): avvegnachè trovasse uno sfogo nel vano lasciato da un vetro rotto. – Pag.34.I

avvezzare. Abituare, educare (Z): non si hanno ad avvezzare le fanciulle alla pericolosa vita delle fanti, – Pag.130.III

avvezzo. Abituato (Z): Avvezzo ad inondarsi lo stomaco con vinetti leggieri, – Pag.34.I

avvi. Vi sono (TM): Avvi certe ore in cui l’ignoto della morte è meno orribile dell’ignoto della vita. – Pag.51.I

bagordo. Stravizio, gozzoviglia (Z): a qualche bastardaccio vizioso e malandrino che le dissiperà in bagordi? – Pag.102.III

balestrare. Lanciare occhiate (Z): A quale ordine provvidenziale risponde l’esistenza di un uomo balestrato tra tanti bisogni? – Pag.15.II

banda. Lato, parte (Z): al parapetto del ponte dalla banda che risponde su lo spiazzato della chiesa della Sanità. – Pag. 51.I

bargello. sbirro, poliziotto (Z): sarebbesi un bel dì trovato seriamente impacciato col bargello; – pag.64.III

bassetta. Antico gioco d’azzardo (Z): La rollina il rosso e nero il faraone o la bassetta il zecchinetto ed altri giuochi di simil fatta Pag.35.I

basso. Abitazione a livello di strada (Z): e le donnicciuole che abitavano i bassi venivano fuori – Pag.5.III

bazzicare. Frequentare abitualmente (Z): Ella si era appreso il vaiuolo bazzicando in una casa dov’erano due infermi – Pag.50.I

bella giovane. Prostituta (TM): si porrà ad esercitare il mestiero di bella giovane! –  Pag.10.I

benevoglienza. Buona disposizione d’animo (Z): si sarebbe studiato di cattivarsi sempre più la benevoglienza del barone… – Pag.60.III

beone. Chi ha il vizio del bere, ubriacone (Z): una di quelle giornate che riempiono di beoni le bettole delle campagne – Pag.22.II

benanco. Perfino, pure (Z): Perché a tanti è diniegato benanco il conforto delle materne carezze? – Pag.15.II

benvero. Davvero (Z): Benvero quando la donna ebbe posto fine alla trista istoria del piccolo Saverio, – Pag.57.II

bevuta in pancia. Bevuta camorristica (TC): Chiamasi una bevuta in pancia nel linguaggio delle bettole e delle canòve una bevuta che si offre nella stessa palla ovvero nella stessa mezza caraffa. – Pag.33.I

bislacco. Stravagante, strambo (Z): e non serviva da strumento alle follie di quel cervello bislacco. – Pag.94.I

blandizia. Lusinga (Z): di allettarlo con ogni maniera d’infantili blandizie. – Pag.61.III

borchia. Dischetto di metallo, di avorio o di plastica (Z): facendo risuonare la borchia del suo bastone sul suolo sfossato – Pag.14.I

brago. Fango (Z): i beni di questa terra per diguazzarci entro a nostra libidine come i porci nel brago? – Pag.102.III   

brama. Desiderio ardente e intenso (Z): E se vostra madre non acconsenta a soddisfarmi di questa innocente mia brama, – Pag.30.II

bramare. Desiderare intensamente (Z): Io non bramo di meglio che di formare la felicità di mia figlia e insiememente del vosto Savieruccio. – Pag.115.III

bravaccio. Sgherro, uomo prepotente (Z): che colui dovesse essere un bravaccio del barone, – Pag.64.III

brullo. Povero, seminudo (Z): la moglie e otto brulli panivori che messi in fila ti davano l’immagine della scala delle cannucce di un piffero. – Pag.6.I

cacio. Formaggio (Z): una innamorata giovanetta si occupi a grattare il cacio mentre pensa all’oggetto amato. – Pag.94.II

canicola. periodo più caldo dell’estate (Z): E non più la canicola mi abbrucerà il cervello su i lastrici infuocati! – pag.47.I

canizie. Vecchiaia, chioma bianca (Z): La mia canizie e la cognizione che credo di avere delle umane condizioni – Pag.99.II

canòva. Cantina (Z): ovvero quando la tentazione il vincea di andare a picchiare all’uscio della canòva di Scumma, – Pag.10.I

capecchio. Materiale ruvido per imbottitura (Z): i quali accoglieva la sera una materassa di capecchio, – Pag.69.I

capegliatura. Capigliatura (Z): per ricchezza di bruna capigliatura per nobiltà di espressione. – Pag.79.I

capire. Contenere, accogliere (Z): Accetto eccellenza disse l’impresario che non capiva ne’panni. – Pag.82.I

capriolare. Fare capriole, saltare (Z): e sgambettava capriolava caracollava miagolava cinguettava ragghiava, – Pag.67.II

caracollare. Trottorellare (Z): e sgambettava capriolava caracollava miagolava cinguettava ragghiava, – Pag.67.II

caraffa. Antica misura napoletana per liquidi (Z): di non bere più di una caraffa a mezzodì ed un’altra alla sera. – Pag.8.I

carbonigia. Carbonella, polvere di carbone (Z): viene a chiedermi un po’di zolfo per la pietra focaia o un po’di carbonigia. – Pag.109.III

carpire. Ottenere con l’astuzia o la forza (Z): bisognava dunque secondarlo e veder di carpire con artifizì qualche cosa. – Pag.61.III

cascante. Languido, svenevole (Z): io non ci farei la bella figura di averti io stessa menata dal tuo cascante. – Pag.43.III

cascemirro. Adattamento a cachemire (Z): con un lungo corpetto di cascemirro color d’ambra – Pag.79.I

casupola. Casa piccola e modesta (Z): è una casupola ad un primo piano che ha una sola finestra su la via. – Pag.6.I

cateratta. Pioggia a dirotto (Z): si aprirono improvvisamente le cateratte del cielo e giù venne un vero diluvio. – Pag.32.I

cattivare. Acquistare l’amicizia altrui (Z): che si cattivano con quattro fronzoli e che fingono di dormire – Pag.45.II

cazune. Calzone (N2): Femmine allummate i lumi levateve i gonnelle e mettiteve i cazune. – Pag.75.I

celare. Nascondere, occultare (Z): Avrebbe dato a credere alla fanciulla aver lui motivi di tener celato il proprio nome. – Pag.27.II

celeremente. Rapido, svelto (Z): Aniello non disse motto intascò il denaro e trasse via celeremente. – Pag.57.I

celia. Scherzo, specie verbale (Z): Ora da banda la celia Arlecchino e sii serio – Pag.65.II

celiare. Scherzare con parole (Z): La signoria vostra vuol celiare. – Pag.93.I

cerbero. Custode, guardiano arcigno (Z): cui fanno scacciare come cani da’loro cerberi o portinai. – Pag.44.III

cesso. Gabinetto, latrina (Z): lo andò a chiudere in un puzzo lentissimo cesso, – Pag.124.III

cheta. Silenziosa, quiete (Z): State li cheta buona donna e vediamo s’egli v riconosca. – Pag.48.III

cignere. Cingere, circondare (Z): La cigneremo assai bella al muratore… – Pag.61.II

cilestre. Celeste (Z): rispose la donna come impazzata dalla meraviglia e dalla contentezza. Ecco il nastro cilestre. – Pag.93.III

ciloma. Sciloma, ragionamento lungo e vacuo (P): Questo ciloma del barone andò perduto chè il giovine aveva l’animo tutto sossopra – Pag.62.II

cimbottolare. Capitombolare (Z): sotto i rottami di una casa cimbottolata nel tremuoto di Sant’Anna. – Pag.60.II

cionno. Sciatto, dappoco (P): Dunque all’opera Arlecchino non farmi il cionno fammi ridere. – Pag.65.II

cocchio. Carrozza signorile trainata da due o quattro cavalli (Z): Due persone erano nel cocchio un uomo di circa trentacinque anni, – Pag.22.I

codino. Chi si mostra reazionario, retrogrado (Z): I codini ritornarono in moda: – Pag.74.I

cogitabondo. Pensieroso (Z): egli restava un tratto cogitabondo passava la mano su la larga fronte, – Pag.46.I

colà. In quel luogo, laggiù (Z): Abitava colà mezzo secolo fa un maestro muratore colla sua famigliola. – Pag.6.I

colassù. Lassù (Z): per torre colassù in fitto un casino che fosse in una posizione amena e ridente. – Pag.17.I

colcare. Coricare (Z): Aniello che fai e perché non ti colchi? Ella disse con fiochissima voce. – Pag.71.I

coltura. Cultura (Z): estranei a’piaceri che derivano dalla coltura della mente, – Pag.26.I

concitazione. Intensa agitazione dell’animo (Z): e il baciò più volte con una specie di rabbiosa concitazione: – Pag.70.I

comechè. Comunque, sebbene (Z): comechè li spessi lampi che ancora duravano rischiarassero – Pag.12.III

commovimento. Commozione, turbamento (Z): essa era agitata per ignoto commovimento.  – Pag.110.III

compendiare. Esporre succintamente (Z): di cui ciascuno compendiava un processo criminale. – Pag.32.I

compire. Portare a termine, eseguire (Z): e andossi a compiere la colezione su la stanza superiore. – Pag.32.I

conchiuso. Concluso (Z): e sempre che avrò parlato e conchiuso il tutto coi genitori vostri; – Pag.45.II

concetto. Concepito (Z): Egli avea concetto un disegno. – Pag.68.II

consentaneo. Conforme (Z): nessun desiderio che non fosse consentaneo alla sua indole soave e modesta; – Pag.35.II

contezza. Conoscenza, essere informati (Z): per dare a lui il barone minuta contezza dello stato e della famiglia dell’operaio. – 46.II

conturbazione. Turbamento profondo (Z): perché una vasta miniera di afflizioni e di conturbazioni è nel fondo medesimo dell’anima? – Pag.15.II

converso. Contrario (Z): Al converso l’umana malvagità avea fatto di quel giovinotto una scimmia. – Pag.8.II

corbelleria. Balordaggine, sciocchezza (Z): che è pur la più ragionevole di tutte le umane corbellerie. – Pag.92.I

corrivo. Condiscendente (Z): Ma non bisogna figliuola mai essere corrivo ad ammettere con soverchia leggerezza – Pag.98.II

corruccio. Sdegno, afflizione (Z): Come! rispose il barone fingendo corruccio. – Pag.89.III

costa. Di lato, di fianco (Z): Nel passare di costa all’antica abitazione del muratore – Pag.133.III

costà. In codesto luogo (Z): Scusate buona donna abita costà una madre di una figliuola assai bella come un angelo, – Pag.24.II

costereccio. Carne e costole del maiale (Z): in cui era il costereccio di maiale e con una guastadella da due caraffe. – Pag.31.I

costumanza. Usanza, consuetudine (Z): costumanza che i due re napoleonidi aveano abolita, – Pag.79.I

cotale. Tale, siffatto (Z): la grottesca sillabazione del pappagallo ed altre cotali voci animalesche. – Pag.7.II

cotanta. Tanto, così grande (Z): Perché tra cotanta quiete universale tra cotanta armonia di natura, – Pag.14.II

crapula. Mangiare e bere smoderatamente (Z): La fame si legge sul volto come la crapula. – Pag.60.II

crepapancia. In maniera smodata, moltissimo (Z): le generose offerte del pubblico che si divertiva così a crepapancia. – Pag.77.I

crocchio. Gruppo di persone (Z): appo un tavolo a poca distanza dal crocchio de’cinque galantuomini. – Pag.9.III

cruschello. Crusca più minuta (Z): i chicchi di gran turco o il piattello di cruschello immollato nell’acqua. – Pag.14.I

cuffià. Burlare (N2 e NdL): E tu a che sei nato? A cuffià. – Pag.69.II

cuna. Culla (Z): Che scopo ha l’apparizione d’una esistenza falciata nella cuna? – Pag.15.II

cupida. Bramosa, avida (Z): affisando con cupide occhiate i disgraziati volatili, – Pag.28.I

cupidigia. Bramosa avidità (Z): Tra parenti non ci debbe essere angaria né cupidigia. – Pag.15.III

dabbenuomo. Galantuomo (Z): stringea di dolorosa pietà e di straziante affetto il cuore del dabbenuomo. – Pag.8.I

daccapo. Di nuovo, un’altra volta (Z): E Aniello tornò daccapo a stringere la strozza. – Pag.123.III

damasco. Drappo di seta in un solo colore (Z): sul cui vano ricascava una portiera di fino damasco. – Pag.83.I

dappoichè. Poiché, da quando (Z): dappoichè quell’altezza gli produceva la vertigine. – Pag.19.I

dappresso. Vicino, accanto (Z): In meno di dieci minuti egli si trovò dappresso al portoncino della sua abitazione. – Pag.42:I

depreziare. Deprezzare, diminuire di prezzo (Z): L’oro è deprezzato dopo l’occupazione militare. – Pag.19.III

desinare. Pasto principale della giornata (Z): e il sole le aure del cielo i canti serotini e parchi desinari in mezzo alla diletta famiglia. – Pag.51.I

desso. Esso (AC): ch’egli sia quel desso che andò a casa della Caterina. – Pag.97.II

dianzi. Or è poco tempo, una volta (Z): che non avea giammai veduto dianzi quella sorta di moneta. – Pag.51.II

diciferare. Decifrare (Z): Il santo uomo è solo capace di diciferarci questo mistero. – Pag.89.II

diffalcare. Defalcare, diminuire, togliere (Z): dalla giornata del muratore diffalchino le ore in cui la pioggia impedisce il lavoro. – Pag.7.I

diguazzare. Agitare, dimenare (Z): i beni di questa terra per diguazzarci entro a nostra libidine come i porci nel brago? – Pag.102.III

dimora. Indugio, ritardo (Z): Caterina non pose adunque alcuna dimora nel mandare ad effetto il suo divisamento; – Pag.80.III

diniegare. Negare, rifiutatare (Z): Perché a tanti è diniegato benanco il conforto delle materne carezze? – Pag.15.II

dinigrare. Denigrare, calunniare, diffamare (Z): Lungi da me il pensieri di dinigrare la buona riputazione – Pag.99.II

dipartire. Partire, allontanarsi (Z): Arlecchino non si era ancora dipartito dalla casa del barone. – Pag.99.III

dirotta.  Scoscesa (Z): Eccolo ramingo come una belva tra dirotte rupi, – Pag.22.III

dirupata. Impervia, scoscesa (Z): Le scale erano buie anguste e dirupate… – Pag.23.II

diruta. In rovina (Z): quando questi si ritrovò sul pianerottolo delle dirute scale. – Pag.16.I

discernere. Vedere distintamente, riconoscere (Z): L’oscurità non permettea di discernere la persona che entrava. – Pag.109.III

discosto. Separato (DO): voi eravate seduto poco discosto da noi? – Pag.43.II

divedere. Mostrare chiaramente (Z): rispose Arlecchino per dare a divedere ch’ei conoscesse già la famigliola. – Pag.24.I

divelto. Sradicato, strappato con forza. – Come ei pare che sua parte del cuore si sia divelto dal petto! – Pag.132.III

divisamento. Proposito (Z): Caterina non pose adunque alcuna dimora nel mandare ad effetto il suo divisamento;Pag.80.III

domandare. Denominare (Z): Questa bettola di campagna che si domandava la taverna della pigna, – Pag.26.I

donde. Da dove (Z): Chi sa donde trasse origine questa qualificazione! – Pag.5.I

donnicola. Maschera napoletana (GO): come quella maschera che i nostri popolani dicono un donnicola, – Pag.12.I

dormiente. Chi dorme (Z): al fianco d’un’amata compagna che veglia su i figliuoli dormienti? – Pag.52.I

duopo. Necessario (AC): Un che modo fa duopo vestirlo? – Pag.85.I

durlindana. Spada (Z): Aniello vide che il parente si era armato di schioppo e di durlindana. – Pag.14.III

eccentrico. Bizzarro, stravagante, singolare (Z): annunziava un carattere capriccioso e singolare che con moderno vocabolo si direbbe eccentrico. – Pag.87.I

edulcorare.  Rendere dolce (Z): la edulcherò con una pensione vitalizia di annui ducati trecento che le assegno. – Pag.106.I

eglino. Essi (Z): aiutarli ad uccidere il tempo unica occupazione che eglino si hanno. – Pag.68.III

egra. Inferma, debole (Z): Il primo pensiero che corse alla mente dell’egra donna si fu quel  tesoro fosse stato – Pag.121.I

elleno. Esse (Z): in guisa che ritornata elleno trovarono già eseguita la sentenza capitale, – Pag.93.II

eludere. Sfuggire, evitare scaltramente (Z): riuscisse ad eludere la vigilanza dell’Argo in gualdrappa si maresciallo – Pag.69.III

epperò. Però (Z): epperò il giovine innamorato di vostra figlia non potrebbe essere tutto al più – Pag.97.II

erale. Le era (TM): a dirle che un altro figlio erale stato rapito da quel tale giovine – Pag.38.III

ermo. Eremo, luogo solitario (Z): Egli sedeva talvolta su qualche macigno su la vetta di qualche ermo poggiuolo, – Pag.14.II

erta. Salita con forte pendenza (Z): è un vicolo che mena da lunga erta al colle addimandato dello Scudillo. – Pag.5.I

esecrata. Aborrita, detestata (Z): io mi torrò la vita che mi si è renduta esecrata… – Pag.58.III

està. Estate (Z): come solea nelle sere di està quando vedeva a tornare il babbo, – Pag.43.I

ette. Niente, nulla (Z): Di tutto ciò non m’infistolo un ette. – Pag.101.I

eziandio. Anche (Z): e in mente sua benediceva eziandio lo smarrito suo primogenito. – Pag.69.I

fabbrica. Edificio in costruzione (Z): andò quel giorno stesso a parlare con un abile intraprenditore di fabbriche. – Pag.18.I

facezia. Amenità, arguzia, frizzo (Z): come se il barone avesse detto una facezia. – Pag.93.I

fante. Fantesca, serva (Z): non si hanno ad avvezzare  le fanciulle alla pericolosa vita delle fanti, – Pag.130.III

faraone. Gioco d’azzardo con le carte (Z): La rollina il rosso e nero il faraone o la bassetta il zecchinetto ed altri giuochi di simil fatta Pag.35.I

farfallone. Sproposito, errore (Z): dando qua uno scappellotto là un calcio rea qualche farfallone che gli usciva dalla sconcia bocca, – Pag.11.I

fastidire. Infastidire (Z): il barone fastidiva puranco la presenza del grazioso valletto. – Pag.12.II

fattezza. Fisionomia, sembianze (Z): e più grandi sembravano per le dilicate fattezze del volto. – Pag.18.II

fattizia. Non naturale o autentica (Z): ma lo spirito dava una fattizia energia al corpo. – Pag.123.I

ferace. Fertile, fecondo (Z): Oh quanto il gran dramma della vita umana è ferace di situazioni strane e novelle! – Pag.28.III

forbire. Pulire (Z): forbitevi gli occhiali e cercatemi una sposa a genio vostro. – Pag.92.I

fricassea. Vivanda di carne o di verdura (Z):  e s’intendeva di politica come di manicaretti e di fricassee: – Pag.34.II

frizzo. Motto arguto (Z): i suoi frizzi sempre felici richiamavano talvolta il sorriso sulle labbra dell’annoiato signore. – Pag.11.II

fronzolo. Abbellimento inutile (Z): che si cattivano con quattro fronzoli e che fingono di dormire –  Pag.45.II

frotta. Gruppo numeroso di persone (Z): arrivò a sgombrare l’uscio di quella frotta di piscialletti, – Pag.11.I

frugolo. Bambino molto vivace (Z): Andate a sfamare ogni giorno otto frugoli di tutte le gradazioni di età, – Pag.49.I

fummicare. Fumicare, mandare un po’di fumo (Z): guardando con occhi avidissimi un grosso piatto di pesci fritti che fummicava, – Pag.63.I

furare. Rubare (Z): Scommetto che stai pensando al modo di furare il piscialletto. – Pag.63.II

furberia. Furbizia (Z): era un bel giovinotto con certi occhi neri pieni di vispezza d’intelligenza di furberia. – Pag.3.I

gabbano. Specie di ampio mantello (Z): Mi verrebbe la voglia di farti frustare come un gabbano impolverato. –  Pag.66.II

gabbo. Burla, beffa (Z): che il matrimonio non è faccenda da prendere a gabbo. – Pag.91.I

gavazzare. Fare baldoria (Z): Una sì bella occasione di gavazzare non bisognava lasciarla scappare. – Pag.29.I

ghiribizzo. Capriccio, idea bizzarra (Z): gli fosse saltato in capo il ghiribizzo di farsi brigante, – Pag.90.I

ghiribizzoso. Bizzarro, stravagande (Z): Non sai più nulla accontare di nuovo di ghiribizzoso di arlecchinesco, – Pag.62.II

giammai. In nessun tempo, mai (Z): non si arrischiava giammai di passare d’accosto al traditore, – Pag.27.I

gittaronsi. Si buttarono (TM): poco stante così gittaronsi a dormire nel letto dov’era la mamma. – Pag.69.I

giuggiola. Frutto del giuggiolo (Z): uscì un giorno di casa per comprare un grano di giuggiole ad una fruttaiola – Pag.49.I

giva. Andava (TM): e giva col capo chino come tutta ravvolta avesse ne’cupi pensieri la mente. – Pag.66.III

gorgozzule. Canna della gola (Z): tutta spennata e sgocciolante sangue dal gorgozzule squarciato. – Pag.93.II

grano. Moneta di rame napoletana (Z): per mangiare due grani di pane e un tornese di cipolle con accompagnamento di una palla da mezza. – Pag.21.I

grifo. Grugno, viso umano (Z): messo il grifo fuori della sua stia gli gridò pel capo: – Pag.67.III

grillare. Gorgogliare, brontolare (Z): io mi affacciavo di tempo in tempo alla finestra e il vedevo grillare co’suoi compagni. –  Pag.55.II

grottesca. Strana, bizzarra (Z): la grottesca sillabazione del pappagallo ed altre cotali voci animalesche. – Pag.7.II

grullo. Stupido, ingenuo (Z): questa interrogazione che la fanciulla gli avrebbe fatta: restò come un grullo. – Pag.27.II

gualdrappa. Drappo per sella (Z): riuscisse ad eludere la vigilanza dell’Argo in gualdrappa si maresciallo – Pag.69.III

guari. Molto, assai (Z): Dopo non guari dalle cose che abbiamo narrato, – pag.46.II

guastadella. Piccola caraffa (Z): in cui era il costereccio di maiale e con una guastadella da due caraffe. – Pag.31.I

guiderdone. Ricompensa, remunerazione (Z): restituito alla famiglia con un largo e generoso guiderdone. – Pag.62.III

guisa. Modo, maniera (Z): in guisa che le voci di là entro si distinguevano assai bene nella strada. – Pag.43.I

guitto. Meschino, gretto (Z): I miei marmocchi andavano scalzi laceri e guitti, – Pag.76.III

hommelo. Me lo ho (TM): Hommelo istrutto nell’arte l’ho nodrito per circa dieci anni e mi costa un sangue. Pag.81.I

iemale. Invernale (Z): rischiarassero a brevissimi intervalli l’orrore di quella notte iemale. – Pag.12.III

ilota. Schiavo (Z): non trovava difficoltà a sollazzare quella turba di iloti, – Pag.66.II

imbandigione. Complesso di vivande propinate (Z): alla gioia che mostravano i suoi fratelli per quella straordinaria e briosa imbandigione. – Pag.66.I

ime. Nella parte più bassa (GO): e che va a ricercare nelle ime latebre dell’anima gl’istinti più turpi, – Pag.25.I

immemore. Che ha perduto o dimostra di aver perduto la memoria 8Z): se avveniva che qualche ingenua o immemore zitella pennuta – Pag.27.I

imperciocchè. In quanto (Z): imperciocchè egli sapea che la madre sarebbe morta  di angoscia – Pag.65.I

impertanto. Nonostante, pertanto (P):  alla quale impertanto egli non sapea che rispondere – Pag.28.II

impiedi. Grafia unita della locuzione avverbiale «in piedi» (DO): costei era già allo impiedi quando usciva il marito. – Pag.119.I

inchiavare. Serrare, inchiodare (Z): inchiavò l’uscio e trasse colla grossa metà a rispondere alle interrogazioni – Pag.28.I

inciampicare. Inciampare (Z): Il suo piede inciampicò in qualche cosa ch’era a terra sul pianerottolo. – Pag.30.III

incolto. Accaduto, capitato (Z): perché nessun sinistro gli sarà incolto, – Pag.90.II

incontanente. Subito (Z): e fu forza ch’egli ritraesse incontanente lo sguardo, – Pag.19.I

incumbenza. Incombenza, incarico (Z): Io voglio darti un’incumbenza Arlecchino. – Pag.117.I

indarno. Invano, inutilmente (Z): che aspettò indarno tutta la notte i legittimi abbracciamenti del suo diletto  sposo. – Pag.104.I

infistolare.  Infiammare, incancrenire (Z): Di tutto ciò non m’infistolo un ette. – Pag.101.I

insetare. Coprire di seta (P): Non vi stiate a pensare che io la voglia insetare o coprir d’oro; – Pag.116.III

insiememente. Insieme (Z): Io non bramo di meglio che di formare la felicità di mia figlia  e insiememente del vosto Savieruccio. – Pag.115.III

insinquà. Insino ad ora (TM): credete che io non mi sia accorta che questa creatura di mia figlia da qualche tempo insinquà non fa altro che piangere e sospirare? –  Pag.115.III

intemerata. Pura, integra, incorrotta (Z): Certo una coscienza intemerata una virtù soda un carattere probo – Pag.47.III

intra. Tra (Z): Fu intra due se dovesse involarsi per sempre alla sua famiglia o picchiare a quell’uscio, – Pag.29.III

intraprenditore. Imprenditore (Z): andò quel giorno stesso a parlare con un abile intraprenditore di fabbriche. – Pag.18.I

intutto. Completamente (TB): Nicola avrebbe voluto cacciarsi allo intutto questa curiosità dal corpo, – Pag.68.III

involare. Far sparire (Z): accettò l’incarico datogli dal signore d’involare l’ultimo figliuolo del muratore – Pag.60.III

inzaccherato. Schizzato, sporco di fango (Z): quantunque inzaccherati e sporchi per lungo e disastroso cammino – Pag.26.III

ispezialità. Variante arcaica di specialità (DO): E il capogiro gli solea prendere in ispezialità quando, – Pag.9.I

istillare. Instillare, infondere a poco a poco (Z): le istillò nel cuore i germi delle cristiane virtù; – Pag.34.II

istrione. Attore, commediante di poco conto (Z): Fu quella sera un trionfo pel giovine istrione, – Pag.77.I

istrutto. Informato (Z): Hommelo istrutto nell’erta l’ho nodrito per circa dieci anni e mi costa un sangue. – Pag.81.I

ita. Andata (Z): Non sappiamo come fosse ita la cosa ma una sera Caterina, – Pag.50.I

laido. Sporco, lurido (Z): visibile castigo di Dio inflitto a certi uomini di laidi costumi e pessimi vizi. – Pag.12.I

laonde. Per la qual cosa, dunque (Z): laonde ella gittò un’occhiata sul vecchiotto, – Pag.97.I

largizione. Elargizione, dono generoso (Z): fosse stato lo stesso benefattore quello che di sì generosa elargizione le fu largo, – Pag.55.III

lasciossi. Si lasciò (TM): Quella mattina lasciossi cader di mano parecchi oggetti, – Pag.41.II

latebre. Profondità (Z): e che va a ricercare nelle ime latebre dell’anima gl’istinti più turpi, Pag.25.I

leggieri. Facilmente (Z): Ma come di leggieri s’intenderà la signora Almerinda non andò – Pag.38.III

levità. Leggerezza (Z): ma il fece con tanta grazia con tanta levità che la fanciulla non potè far di meno di ridere. – Pag.32.II

libare. Gustare (Z): venivano fuori per libare il prodotto della novella vendemmia. – Pag.5.III

litania. Preghiera di supplica (Z): de’ceri mandati a S. Vincenzo e delle litanie alla Madonna? – Pag.39.II

lue. Corruzione (Z): ma che intatto ne rimanesse d’ogni lue quel visino gentile e caro, – Pag.40.II

lungi. Lontano (Z): Permettete che io mi riposi un poco vengo da molto lungi. – Pag.48.II

lustro. Periodo di cinque anni (Z): giovane ancora chè non pareva toccasse ancora il settimo lustro. – pag.79.I

malandrino. Ladro, disonesto (Z): a qualche bastardaccio vizioso e malandrino che le dissiperà in bagordi? – Pag.102.III

mallo. Parte esterna di noci e mandorle (Z): ei bisogna tostare il caffè riscaldare il mallo della pina, – Pag.95.II

manco. Meno (Z): ancorchè vedesse venir manco per inedia i suoi figliuoli. – Pag.55.III

manicaretto. Vivanda squisita e appetitosa (Z ):  e s’intendeva di politica come di manicaretti e di fricassee: Pag.34.II

mariuolo. Furfante (Z): fe’sollevare il cappellaccio che copriva la testa del mariuolo; Pag.54.I

mattezza. Pazzia, follia (Z): questa era di tal natura che confinava colla mattezza. – Pag.93.I

mentovare. Ricordare (Z): Vogliamo qui dire una particolarità degna di essere mentovata. – Pag.10.II

mera. Pura. Limpida, semplice (Z): Sia per mera fortuna sia per un abile artificio usato – Pag.37.I

mercede. Paga, salario (Z): è la mercede colla quale si ha da nodrire una moglie  e una mezza dozzina di figliuoli; – Pag.7.III

messere. Essere abbindolato (P): ma si contenne e pigliando aspetto e voce di un buon messere. – Pag.121.III

mestieri. Compito, incombenza (Z): A quale ceto appartenesse non è mestieri che si dica. – Pag.32.I

mezzano. Ruffiano (Z): Arlecchino era il mezzano che dallo innamorato era stato incaricato di recare una lettera – Pag.76.I

mogliema. Mia moglie (DO): E mogliema per campare la vita e per alimentare queste infelici anime di Dio, – Pag.10.I

monzù. Signore, monsieur, appellativo dato ai cuochi (SN): Monzù Ignazio Rotella il cuoco era morto di crepacuore – Pag.33.II

morduto. Part. pass di mordere (P): Il barone si levò come morduto da una vipera; – Pag.64.II

mortella. Mirto, ghirlanda (Z): e ritornava colle mortelle degli Austriaci e co’gigli de’Borboni. – Pag.77.I

motteggio. Burla, scherzo, celia (Z): Ma il carattere abituale della sua fisionomia era la burla, il motteggio la caricatura. – Pag.3.II

mottetto. Piccolo detto arguto (Z): colla piacevolezza dei suoi arguti mottetti, – Pag.115.I

motto. Parola (Z): Aniello non disse motto intascò il denaro e trasse via celeramente. – Pag.57.I

nabissare. Rovinare (P): un parruccone incipriato le nabissava il capo come un torrione. – Pag.102.I

nanchino. Tessuto estivo (Z): e con calzoni lunghi di nanchino. – Pag.79.I

napoleone. Moneta d’oro da venti franchi (Z): e ne cavò una moneta do oro che era un napoleone. – Pag.23.I

nefandezza. Scelleratezza, turpitudine (Z): io non avevo l’intenzione di commettere la nefandezza che commisi… – Pag.76.III

neghittosa. Pigra, indolente (Z): Riuscito infruttuoso quel primo passo Caterina non si stette neghittosa. – Pag.52.III

nodrire. Nutrire (Z): è la mercede colla quale si ha da nodrire una moglie  e una mezza dozzina di figliuoli; – Pag.7.III

nomare. Chiamare per nome (Z): egli avea pensato che sarebbe stato felice di nomarsi Gabriele. – Pag.27.II

non plus ultra. Il livello massimo a cui si può giungere (Z): il non plus ultra della generosaità del dio Bacco. – Pag.4.III

novella. Nuova, notizia (Z): Era una novella proprietà del barone di Cupaverde – Pag.17.I

novellamente. Di nuovo (F): Il barone sorrise novellamente: – Pag.92.I

nudrire. Nodrire, nutrire (Z): Ci sono i funghi che si nudriscono su i pioppi, – Pag.13.I

nutricare. Nutrire (Z): Al pari dei buffoni dei principi egli era ben nutricato ben vestito comodamente alloggiato. – Pag.11.II

nugolone. Accrescitivo di nugolo, nuvola (Z): giacchè il cielo si  era tutto coperto di grossi nugoloni. – Pag.31.I

obbliata. Dimenticata (Z): La Caterina era stata obbliata in questo nuovo incidente. – Pag.89.II

omelia. Discorso di ammonimento, sermone (Z): Il barone non aveva interrotto la lunga omelia di quell’uomo, – Pag.77.III

offerire. Offrire (Z): Che speranza offeriva l’avvenire? l’ospedale. – Pag.9.I

onde. Dal quale (Z): onde mio buon signore io non vi darò più retta che quando verrete col vostro papà – Pag.45.II

onestare. Giustificare, legittimare (Z): Come onestare la sua assenza di due mesi? – Pag.27.III

onta. Benché, comunque (Z): potea levare orgogliosa la fronte ad onta della sua desolante miseria – Pag.44.I

palagio. Palazzo (Z): ricco e destinato a raccogliere tesori terre e palagi? – Pag.15.II

palesare. Manifestare, rendere palese (Z): non avea palesato ad anima viva un tale fatto. – Pag.37.II

palla. Misura di due caraffe di vino (N2): in quelle prime ore del giorno due o tre palle di quello di Arzano, – Pag.10.I

palla da mezza. Mezza caraffa (NdL): per mangiare due grani di pane e un tornese di cipolle con accompagnamento di una palla da mezza. – Pag.21.I

pallente. Pallido, smorto (Z): Il suo volto pallente i suoi occhi lacrimosi esprimevano una malinconia rassegnata, – Pag.109.III

panivero. Gran mangiatore di pane (DO): la moglie e otto brulli panivori che messi in fila ti davano l’immagine della scala delle cannucce di un piffero. – Pag.6.I

paradosso. Affermazione che appare incredibile, assurda (Z): la cui singolarissima natura si manifestava ne’paradossi perpetui – Pag.65.II

pargolo. Bambino, fanciullo (Z): sollevò per le braccia il pargolo ed il pose in quella dove montò egli pure, – Pag.82.II

parimente. Ugualmente (Z): questi pulcini non chiedessero parimente a imbeccare i chicchi di gran turco – Pag.14.I

partissi. Si partì (TM): e partissi pigliando la medesima via che avea tenuta nel venire in carrozza. – Pag.113.I

patacca. Moneta di scarsissimo valore (Z): e non mi assoggettava a nessuno per mezza patacca, – Pag.75.III

penetrale. Intimo (Z): nello entrare ne’penetrali dell’anima sua. – Pag.62.III

pennifera. Che genera o sostiene le penne (DO): La famiglia pennifera avvisata da questi saggi amorosi – Pag.27.I

perciocché. Perché (Z): perciocché non ricordava le parole di questa prece. – Pag.17.II

peritare. Fare scrupolo, esitare, vergognarsi (Z): non si peritasse di manifestare un dubbio, – Pag.38.III

perocchè. poiché, sebbene (Z): perocchè ella sapea benissimo dove andavano per lo più a pigliar fondo i carlini – pag.7.I

perora. Per ora (AC): Io ti nomino fattore de’miei beni in Basilicata con cinquanta ducati al mese perora, – Pag.107.III

perpetrazione. Commettere, compiere azioni illecite (Z): I pensieri che precedono la perpetrazione del suicidio sono il segreto di Dio. – pag.51.I

perpetuo. Continuo, ininterrotto (Z): la cui singolarissima natura si manifestava ne’ paradossi perpetui – Pag.65.II

petraiuolo. Tipo di fungo (Z): e i funghi petraiuoli che si nudriscono su le pietre: – Pag.13.I

pina. Pigna (Z): Sbrigati mo’ Paolina chè ei bisogna tostare il caffè riscaldare il mallo della pina, – Pag.95.II

piova. Pioggia (Z): quel rustico abituro battuto da gagliarda piova e da venti furiosi; Pag.28.III

piscialletto. Marmocchio (Z): arrivò a sgombrare l’uscio di quella frotta di piscialletti, Pag.11.I

pizzicagnolo. Salumiere (Z): co’servigi che facea in casa d’un vicino pizzicagnolo. – Pag.8.I

pleonasmo. Parole, cose inutili (Z): pei quali è un solecismo l’anima e un pleonasmo il pensiero; – Pag.66.II

poggiuolo. Piccola altura (Z): Egli sedeva talvolta su qualche macigno su la vetta di qualche ermo poggiuolo, – Pag.14.II

Pag.14.II

poidomani. Dopodomani (TM): ed oggi la fame e domani la fame e poidomani la fame! – Pag.9.I

poscia. Dopo, poi (Z): da fargli commettere un’azione di cui si avesse poscia a pentire. – Pag.44.I

prava. Cattiva (Z): che il gentil visino fosse rimasto offeso dalla prava indole del morbo, – Pag.39.II

prece. Preghiera, supplica (Z): perciocché non ricordava le parole di questa prece. – Pag.17.II

prestamente. Con prestezza (F): Marietta uscì prestamente colla speranza di commuovere la panattiera. – Pag.125.I

pria. Prima (Z): E quando pria di colcarsi egli andrà a baciare la mano del genitore, – Pag.5.II

probo. Onesto, retto (Z): Certo una coscienza intemerata una virtù soda un carattere probo – Pag.47.III

procella. Tempesta (Z): quella strada solitaria in quella notte di turbini e di procelle; – Pag.28.III

procellosa. Rumorosa, tempestosa (Z): da molto lungi ei veniva a piedi in quella notte procellosa, – Pag.25.III

prosaico. Meschino, volgare, banale (Z): una buona novantina si trovano in questa prosaica occupazione, – Pag.94.II

pubblica. Antica moneta napoletana (Z): Vi si vendeva una qualità di vino a una pubblica la caraffa. – Pag.4.III

puranco. Puranche, anche, persino (DO): il barone fastidiva puranco la presenza del grazioso valletto. – Pag.12.II

puttino. Diminutivo di bambino, fanciullo (Z): Il più bellino è un puttino di circa tre anni, – Pag.60.II

qualificazione. Valutazione, giudizio (Z): Chi sa donde trasse origine questa qualificazione! – Pag.5.I

quarteruole. Dischetto metallico per conteggi (Z): feci un po’di pane bollito e mandai a comperare due quarteruole di castagne… – Pag.84.II

qualsivoglia. Qualsiasi, qualunque (Z): In qualsivoglia tempo tu verrai a richiedermelo – Pag.18.III

quivi. Lì, là (Z): Erano quivi raccolte attorno ad un tavolo tre persone a giuocare, – Pag.32.I

rabbruscare. Offuscare, adombrare (Z): No mamma la sua cera era troppo rabbruscata… – Pag.122.I

ragghiare. Ragliare (Z): e sgambettava capriolava caracollava miagolava cinguettava ragghiava, – Pag.67.II

ramingo. Di chi va errando senza mai fermarsi (Z): Eccolo ramingo come una belva tra dirotte rupi, – Pag.22.III

rampognare. Rimproverare duramente (Z): Non avea torto la donna di rampognare il suo uomo il sabato a sera, – Pag.7.I

raspare. Grattare o raschiare con le unghie (Z): Una numerosa famiglia di polli vi raspava e razzolava il terreno: – Pag.26.I

razzolare. Rovistare, frugare(Z): Una numerosa famiglia di polli vi raspava e razzolava il terreno: Pag.26.I

recondito. Lontano, nascosto (Z): qual si fosse il concetto recondito di questa canzone, – Pag.74.I

refezione. Sobrio pasto (Z): Era l’ora in cui i lavoratori prendevano la refezione e si riposavano. – Pag.113.I

retaggio. eredità (Z): Abbiamo forse noi ricevuto in retaggio i beni di questa terra – pag.102.III

ricogliere. Raccogliere, raccattare da terra (Z): per ricogliere certi denaruzzi da una sua comare che abita quivi. – Pag.31.II

ricordanza. Ricordo, ricordazione (Z): Allora una dopo l’altra le ricordanze gli si affacciarono dinanzi della mente: – Pag.41.I

ridda. Tumulto, turbine (Z): il palco della stanza ballava agli occhi di lui una ridda infernale. – Pag.34.I

riezza. Colpevolezza (Z): quel documento che tu mi hai strappato con tanta riezza e fatto in brani? (Z): Pag. 122.III

rilievo. Avanzo di un pasto (Z): Ma questa volta egli non avea bisogno de’rilievi delle tavole. – Pag.28.I

rilucere. Risplendere, brillare (Z): ma non si aspettava a vedersi rilucere nella palma della mano quella bella moneta d’oro. – Pag.24.I

rimbrottare. Rimproverare, rinfacciare (Z): quando la moglie il rimbrottava perché egli spendea alla canòva od alla bettola – Pag.46.I

rimembranza. Rievocazione, ricordo (Z): Arlecchino avea una rimembranza infantile che di tanto in tanto veniva a visitargli la mente – Pag.9.II

rimendare. Rammendare (Z): Rimendava una pezzuola godendo de’raggi del sole di quella incantevole giornata di ottobre. – Pag.25.II

rimordimento. Pentimento, rimorso (Z): ed il resto de’suoi giorni non sarebbe stato torturato da un fierissimo rimordi mento. – Pag.44.I

rinvilire. Far più vile (P): è rinvilita fino alle sconce parodie della scimmia. – Pag.4.II

risecare. Economizzare (Z): in cui poneva in serbo i treccallucci che risecava su le spese giornaliere, – Pag,37.II

ristare. Astenersi dal fare qualcosa (Z): Più volte il disgraziato era ristato dal lavoro, – Pag.20.I

ritorto. Contorto, attorcigliato (Z): gli si erano tori e ritorti il tarso e il metatarso. – Pag.7.II

rollina. Gioco d’azzardo roullette (AC): La rollina il rosso e nero il faraone o la bassetta il zecchinetto ed altri giuochi di simil fatta Pag.35.I

ronco. Strada cieca (Z): e proprio in uno di que’ronchi senza nome era una bettola – Pag.4.III

rovello. Tormento (Z): Quando il padrone di casa gli dava rovello; – Pag.46.I

rubefaciente. Rubefacente, medicamento (Z): D’altra parte uno schiaffo è il miglior rubefacente che io conosca nell’arte medica. – Pag.65.II

ruberia. Furto, razzia, bottino (Z): Egli non titubò di dire che quel denaro poteva essere il frutto di una ruberia. – Pag.38.III

ruina. Rovina (Z): Il signor barone avrà pietà di noi ei non vorrà la ruina della nostra famiglia. – Pag.81.III

rupe. Roccia erta e scoscesa (Z): Eccolo ramingo come una belva tra dirotte rupi, – Pag.22.III

ruzzare. Scherzare, giocare (Z): come spesso solea per ruzzare alle nocciuole con altri ragazzetti del rione. – Pag.54.II

ruzzo. Strepito, chiasso, capriccio (Z): fece un capitombolo di quelli che sogliono fare per ruzzo i monelli; – Pag.32.II

saggiare. Assaggiare, degustare (Z): Il più di loro immaginavano di aver bevuto od almeno di aver saggiato il vino, – Pag.5.III

saltimbanco. Acrobata da circo, ciarlatano (Z): tra una compagnia di bestiali istrioni e saltimbanchi. – Pag.104.III

satisfare. Soddisfare (Z): Il suo ufficio era quello di far ridere l’eccellentissimo barone di Cupaverde e bisognava a tal compito satisfare. – Pag.66.II

satollare. Rimpinzare (Z): e non sapea satollare i suoi occhi colla cara vista; – Pag.24.I

scapigliata. Sfrenata, dissoluta (Z): ch’ella vedea talvolta in istrada cenciose e scapigliate – Pag.36.II

scappellotto. Lieve colpo dato a mano aperta dietro il capo (Z) dando qua uno scappellotto là un calcio rea qualche farfallone che gli usciva dalla sconcia bocca, – Pag.11.I

schiusa. Lo schiudersi delle uova (Z): Ovvero era meglio che questa schiusa di miserabili affamati ci fosse morta in sul nascere dentro il tuo utero… – Pag.34.III

sciarada. Rebus, enigma (Z): avesse voluto intendere qualche cosa di questa inesplicabile sciarada. – Pag.97.I

scipita. Insulsa, priva di spirito (Z): di tormi per pochi minuti dalla scipita felicità che mi secca i midolli… – Pag.62.II

scompisciare. Sbellicarsi, ridere smodatamente (Z): Una scena tra Arlecchino Pulcinella e Colombina fe’scompisciare dalle risa gli astanti. – Pag.76.I

scorrubbiata. Arrabbiata, crucciata (Z): laonde scorrubbiata si rimase la giovanetta – Pag.43.III

screziato. Macchiettato, variegato (Z): per salire su que’colli amenissimi screziati di leggiadri casini, – Pag.5.I

scroscio. Caduta delle acque facendo rumore forte (Z): Non si udiva altro rumore che lo scroscio delle acque e il pepetuo muggito del tuono. – Pag.3.III

seccaticce. Legna secca (Z): In quella stanzetta nessun fumo di seccaticce giammai, – Pag.36.II

serotina. Serale (Z): e il sole le aure del cielo i canti serotini e parchi desinari in mezzo alla diletta famiglia – Pag.51.I

sfioratina. Toccatina (Z): Cominciava a venire giù una sfioratina d’acqueruggiola. – Pag.52.I

sghembo. Obliquamente, a sghimbescio (Z): dal momento che quel bel giovinotto era alla presenza di lei l’ago iva a sghembo. – Pag.27.II

sicurtà. Sicurezza, fiducia (Z) di cui ciascuno non potea dormire con sicurtà sotto il proprio tetto, – Pag.8.III

signornò. No signore (Z): Signornò ma la mamma il conosce e un giorno si presentò qui, – Pag.84.III

sillabazione. Divisione in sillabe (Z): la grottesca sillabazione del pappagallo ed altre cotali voci animalesche. – Pag.7.II

smascellare. Ridere a crepapelle, smodatamente (Z): La gente si smascellava dalle risa. – Pag.76.I

soffuse. Cosparse lievemente (Z): su le cui gentili guance ora tutte soffuse di un bel vermiglio, – Pag.91.II

sogliono. Da solere, essere solito (Z): fece un capitombolo di quelli che sogliono fare per ruzzo i monelli; – Pag.32.II

solea. Essere soliti (Z): E il capogiro gli solea prendere in ispezialità quando, – Pag.9.I

solecismo. Uso errato di sintassi o morfologia (Z): pei quali è un solecismo l’anima e un pleonasmo il pensiero; – Pag.66.II

solinga. Solitaria, che ama star sola (Z): nel lento e sospettoso cammino ch’ei faceva attraverso le vie più solinghe, – Pag.23.III

sollazzare. Divertire, intrattenere piacevolmente (Z): S’intende che questa sera ho voglia di ridere e tu devi sollazzarmi. – Pag.64.II

soprammodo. Oltremodo, sommamente (Z): ma dormivo profondamente soprammodo quando – Pag.76.III

      sorta. Specie (Z): che non avea giammai veduto dianzi quella sorta di moneta. – Pag.51.II

sossopra. Sottosopra (Z): Il vino gli metteva ancora il cervello sossopra. – Pag.40.I

soverchiare. Sormontare, oltrepassare (Z): che soverchiava i due terzi della entrata settimanale, – Pag.7.I

soverchia. Eccessiva, esagerata (Z): Ma non bisogna figliuola mai essere corrivo ad ammettere con soverchia leggerezza Pag.98.II

sovvenire. Aiutare, soccorrere (Z): abbiamo noi ricchi l’obbligo sacrosanto di sovvenire a’bisognosi? – Pag.102.III

sparpagliare. Spargere senza ordine (Z): dove il cartoccio si sparpagliò esponendo agli occhi della donna – Pag.121.I

speciosa. Che è buona o vera solo in apparenza (F): ed in questo era davvero una singolarità speciosa. – Pag.8.II

spetrare. Intenerire (Z): Questa scena era tale che avrebbe spetrato un marmo. – Pag.93.III

spurio. Illegittimo, non autentico (Z): costei era stata colta dal vaiuolo spurio che l’avea messa a due dita dalla fossa. – Pag.39.II

srugginire. (fig) Dirugginire, riattivare, rinnovare (DO): avrebbe dato un occhio se avesse potuto srugginire queste ricordanze. – Pag.10.II

stoppaccio. Batuffolo di stoppa (Z): con uno stoppaccio in testa che fingea un parrucchino, – Pag.11.I

stracollo. Termine da gioco delle carte (TD): Bisogna raddoppiare la posta su una carta di stracollo disse quel ceffo. – Pag.38.I

stracotto. Pezzo di carne di manzo cotto a lungo (Z): ed un altro larghissimo piatto di maccheroni al sugo di stracotto. – Pag.63.I

strozza. Gola (Z): E Aniello tornò daccapo a stringere la strozza. – Pag.123.III

struggere. Consumarsi, logorarsi di passione (Z): Egli si sentiva struggere da un desiderio ardentissimo – Pag.24.III

stupefazione. Sbalordimento, stupore (Z): egli provava la stupefazione che è causata da quella ragione di vini, – Pag.34.I

stuzzicamento. (fig.) Lo stuzzicare l’appetito (Z): e di altri stuzzicamenti per renderla più gradevole al palato – Pag.93.II

subitamente. In modo improvviso (Z): e la faccia si colorò subitamente di vivo incarnato. – Pag.32.I

surto. Sorto (Z): E dal dì che questo pensiero gli era surto in capo, – Pag.19.I

svignatura. Svinatura, estrazione del vino dai tini (Z): Era un vino di novella svignatura chiaretto aspro – Pag.4.III

svisato. Alterato (Z): asserendo che quel piccino era così svisato che la vista di lui avrebbe dilacerato il mio cuore. – 56.II

tabarraccio. Dispregiativo di ampio mantello, pastrano (Z): Un tabarraccio di grossolano panno gli copriva le spalle: – Pag.12.I

tabarro. Ampio mantello, pastrano (Z): è un uomo tutto ricoperto da un gran tabarro alla spagnuola, – Pag.8.III

tacciare. Incolpare, imputare (Z): anzi ognuno avrebbe tacciato d’infame calunniatore – Pag.37.III

tarì. Antica moneta (Z): Il barone fe’distribuire a ciascun operaio un tarì napolitano e una caraffa di vino – Pag.20.I

taroccare. Brontolare, borbottare (Z): Ricordava eziandio come un fantasma imbrogliatissimo un uomo che taroccava spesso colla donna – Pag.9.II

tarsiare. Eseguire una decorazione a tarsia (DO): il corpo di lui miseramente tarsiato da battiture del suo barbaro padrone. – Pag.8.II

tedio. Profonda noia, stanchezza (Z): nessuno di que’tedii delle faccende domestiche dei quali son prese a volta le accivettate fanciulle. Pag.35.II

testè. Ora, adesso (Z): Testè mi ha dato una piastra per ispenderla. – Pag.66.I

tianella. Piccola teglia (N2): Allummate allummate n urano a tianella: – Pag.75.I

titubare. Esitare, tentennare (Z): Egli non titubò di dire che quel denaro poteva essere il frutto di una ruberia. – Pag.38.III

tofa. Sirena navale (Z): Aniello non respirò che quando suonò la tofa, – Pag.21.I

toppa. Perdere la posta al primo tratto (N2): La donna fece toppa vale a dire che fu la prima carta a venir fuora. – Pag.38.I

tornese. Moneta di rame napoletana (Z): non recava alla moglie neppure venti pezzi di rame da tornesi dieci. – Pag.7.I

torre. Togliere, prendere (Z): per torre colassù in fitto un casino che fosse in una posizione amena e ridente. – Pag.17.I

torrione. Copricapo da guappo (TC): un parruccone incipriato le nabissava il capo come un torrione – Pag.102.I

torto. Da torcere (Z): gli si erano torti e ritorti il tarso e il metatarso. – Pag.7.II

tosto. Subito (Z): si provvide di un valente ingegnere e pose tosto mano all’opera. – Pag.18.I

tracannare. Bere avidamente (Z): non reggendole l’animo di tracannare un boccone, – Pag.63.I

trambasciato. Assillato, angosciato (Z): fecero un ottimo effetto sull’animo trambasciato della povera moglie – Pag.90.II

tranguggiare. Ingozzare, inghiottire avidamente (Z): a rendere meno amara la pillola ch’egli condannò la povera donna a trangugiare, – Pag.106.I

trastullarsi. Baloccarsi, gingillarsi (Z): che è venuto a trastullarsi colla fettuccia del mio cappello – Pag.60.II

trastullo. Giocattolo, svago (Z): rammentando gl’innocenti trastulli della cara famiglia, – Pag.48.I

treccallucci. Diminutivo di treccalli, antica moneta (N1): in cui poneva in serbo i treccallucci che risecava su le spese giornaliere, – Pag,37.II

tremuoto. Terremoto (Z): Quella sera avvenne in Napoli un terribile tremuoto che fu detto di poi il terremoto di Sant’Anna – Pag.56.II

trepidanza. Trepidazione (Z): Aniello ebbe un momento di suprema trepidanza… – Pag.29.III

turpe. Infame, spregevole (Z): Un momento di alienazione mentale il fece commettere una turpe azione. – Pag.128.III

turpitudine. Indegnità, nefandezza (Z): Non ci è turpitudine che non si possa lavare col pentimento e col sincero ritorno alla virtù. Pag.129.III

uopo. Bisogno, necessità (Z): è d’uopo attendere il suo ritorno. – Pag.122.I

usciuolo. Diminutivo di uscio, porta (Z): venne a picchiare all’usciuolo della casupola del muratore? – Pag.118.I

vagheggiare. Desiderare (Z): Aniello adunque vagheggiava il pensiero del suicidio. Pag.46.I

vagolare. Vagare (Z): Una lacrima ardente vagava negli occhi suoi. – Pag.62.I

vanagloria. Eccessiva stima di se stesso (Z): elettrizzato dalla folla plaudente e provava la vanagloria dello istrione – Pag.67.II

vantaggio. Di più, beneficio (F): Se non bastano i dodici carlini darò di vantaggio al garzone del bettoliere. – Pag.61.I

veggendo. Vedendo (TM): veggendo libero dalla catena quel formidabile nemico. – Pag.28.I

verbigrazia. Per esempio (Z): Anch’io verbigrazia? Tu! tu sei il primo ubriacone svergognatissimo – Pag.15.I

vermiglio. Colore rosso intenso (Z): su le cui gentili guance ora tutte soffuse di un bel vermiglio, – Pag.91.II

verno. Inverno (Z): per dieci ore al giorno in està e per sei ore nel verno. – Pag.37.II

veruna. Nessuna, alcuna (Z): Straccione non avea quel giorno speranza veruna di cibo, – Pag.28.I

vestale. Donna di vita austera (Z): la sposa vestita tutta di bianco come una vestale, – Pag.103.I

viandante. Chi compie lungo viaggio a piedi (Z): Pochi viandanti passavano sul ponte… – Pag.45.I

vilipendio. Disprezzo palese e offensivo (Z): quell’anima d’uomo si contorse sotto il vilipendio della schiavitù. – Pag.65.II

vispezza. Caratteristica di chi è vispo (Z): era un bel giovinotto con certi occhi neri pieni di vispezza d’intelligenza di furberia. – Pag.3.II

vitalizia. Rendita per tutta la vita (Z): la edulcherò con una pensione vitalizia di annui ducati trecento che le assegnò. – Pag.106.I

volgo. Classe sociale più povera (Z): Accosto alla chiesa di S. Vincenzo Ferrieri detto dal volgo S. Vincenzo alla Sanità, – Pag.5.I

voluttà. Intenso godimento fisico (Z): Si sentiva scendere per le vene una ignota voluttà; – Pag.32.I

zecchinetto. Gioco d’azzardo (Z): La rollina il rosso e nero il faraone o la bassetta il zecchinetto ed altri giuochi di simil fatta Pag.35.I

zigolo. Uccelletto dei passeriformi (Z): lo stridere dello zigolo il chiocciare di una gallina, – Pag.7.II